Aziende Milano: si fa un bilancio di un anno di crisi

Le imprese di Milano fanno un bilancio di fine anno. La crisi morde forte ma si attende con fiducia la ripresa economica.

La crisi economica internazionale nel 2009 rallenta la crescita del sistema Milano ma resiste la voglia di fare impresa: oltre 17 mila le nuove imprese iscritte nei primi nove mesi dell’anno, oltre 60 al giorno, il 5,8% del totale delle nuove iscrizioni in Italia e il 36,3% di quelle lombarde, anche se in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando erano state oltre 23 mila. Le neo imprese milanesi appartengono soprattutto al commercio (3.062, 17,9%), alle costruzioni (2.149, 12,6%), alle attività professionali, scientifiche e tecniche (919, 5,4%) e ai servizi di accoglienza e ristorazione (767, 4,5% del totale iscritte). Quasi settecento le iscrizioni nel manifatturiero.
E con oltre 288 mila imprese attive, Milano si conferma tra le prime posizioni in Italia (quota sul totale nazionale: 5,4 %; sul totale regionale: 34,9%) per imprenditorialità, seconda solo a Roma (325 mila imprese attive), precede Napoli (oltre 229 mila) e Torino (circa 207 mila). Commercio (circa una impresa su quattro: il 24,4% del totale), costruzioni (14,1%) e attività manifatturiere (11,6%) i settori prevalenti.
Rispetto all’Italia l’impresa “milanese” è specializzata nei settori dei servizi alle imprese e attività immobiliari, con un’attività su 9, rispetto a meno di una su venti in Italia, nei servizi di informazione e assicurazione e nel noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese, nel manifatturiero.


Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2009.
“Milano – ha dichiarato Carlo Sangalli presidente della Camera di Commercio di Milano – conferma la sua tradizionale vocazione imprenditoriale anche per il 2009, in un anno difficile a causa della crisi. E’ ancora più importante in questa fase sostenere le imprese con strumenti adeguati e innovativi nel loro sforzo di ripresa”.


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