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	<title>Economia Blog Network &#187; admin</title>
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	<description>Il Magazine dedicato alla Finanza e all&#039;Economia per le Imprese</description>
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		<title>Prestiti per impianti fotovoltaici</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:32:22 +0000</pubDate>
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Il business delle energie alternative è in costante crescita e nel 2011, in Italia, aziende e privati hanno mostrato un grandissimo interesse verso questo settore. Gli impianti installati sono ormai più di 270.000 e il fotovoltaico e il solare termico riscuotono un successo sempre maggiore. Per questo, il ministero dello sviluppo economico sta attuando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="impianti fotovoltaici" src="http://www.blognotizie.info/wp-content/uploads/2011/02/a66.jpg" alt="" width="350" height="263" /></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Il business delle energie alternative è in costante crescita e nel 2011, in Italia, aziende e privati hanno mostrato un grandissimo interesse verso questo settore. Gli impianti installati sono ormai più di 270.000 e il fotovoltaico e il solare termico riscuotono un successo sempre maggiore. Per questo, il ministero dello sviluppo economico sta attuando una riforma al cosiddetto Decreto Rinnovabili, per regolare le detrazioni fiscali relative agli impianti di piccole dimensioni basati su fonti sostenibili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le banche italiane mettono a disposizione dei propri clienti diverse soluzioni di finanziamento pensate appositamente per l’acquisto di questi impianti. Findomestic, ad esempio, ha finanziato nel corso del 2011 circa 600 richieste di prestito con questa specifica finalità, erogando più di 8 milioni di euro. L’importo medio, in forte aumento, è stato di 15.000 euro e la durata media di 5 anni. Unicredit ha creato anche una soluzione per i privati che vogliono installare impianti energetici destinati all’autoconsumo: l’ammontare del prestito è compreso tra i 10.000 e i 70.000 euro, la durata va dai 5 ai 10 anni e l’offerta è valida per i clienti che hanno ottenuto gli incentivi statali per l’impianto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La somma erogata, molto spesso, può essere utilizzata anche per interventi minori quali l’acquisto e l’installazione di caldaie di nuova generazione, elettrodomestici a basso consumo e infissi termoisolanti. In ogni caso è bene ricordare che, anche se esistono specifici <a href="http://www.prestiti.it/casa/finanziamento-fotovoltaico-energie-alternative"><strong>finanziamenti per fotovoltaico</strong></a> e solare termico, è possibile richiedere un prestito non finalizzato ed utilizzare la liquidità ottenuta per l’installazione di questi impianti.</span></p>


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		<title>La pornotax porterà 21 milioni di euro nelle casse dello Stato</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 18:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[casse dello stato]]></category>
		<category><![CDATA[pornotax]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[
Entreranno 21 milioni di euro nelle casse dello Stato, per l’introduzione della cosiddetta  &#8220;pornotax&#8221;, ossia l&#8217;addizionale del 25% a carico dei  produttori di  materiale pornografico, dei tele-imbonitori e dei produttori di trasmissioni che incitano alla violenza. Non è la prima volta che si cerca di introdurre una tassa del genere. Si pensi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="tasse" src="http://images.liveunict.com/stories/tasse1.jpg" alt="" width="468" height="318" /></p>
<p>Entreranno 21 milioni di euro nelle casse dello Stato, per l’introduzione della cosiddetta  &#8220;pornotax&#8221;, ossia l&#8217;addizionale del 25% a carico dei  produttori di  materiale pornografico, dei tele-imbonitori e dei produttori di trasmissioni che incitano alla violenza. Non è la prima volta che si cerca di introdurre una tassa del genere. Si pensi, infatti, che   la pornotax fu proposta già nel  2002 , dall’allora deputato di Forza Italia Vittorio Emanuele Falsitta. Tuttavia la proposta di quest’ultimo non piacque e fu subito accantonata. Dopo poco tempo, però, Daniela Santanché presentò nuovamente la proposta, generando la ribellione e l’ostilità di tutti i produttori di porno. Secondo  Riccardo Schicchi, che è un  produttore nel mondo della pornografia e dello spettacolo, la pornotax avrebbe, in Italia, effetti deleteri  su un settore  in crisi. le affermazioni di Riccardo Schicchi non sembrano, poi, molto fedeli alla realtà visto che  il  giro di affari dell&#8217;industria pornografica, in Italia , è molto alto. Secondo una ricerca di Eurispes, infatti, il porno frutterebbe circa 300 milioni di euro  dai siti web commerciali, 250 dalle televisioni, 150 dall&#8217;home video, 140 dai video telefonini, 120 dalla prostituzione creata dagli annunci, 100 dalle linee hot e così via  con riviste e sexy shop (altri 100 milioni).</p>
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		<title>In arrivo riduzione dei controlli per le PMI</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 18:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[controlli pmi]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si prevedono, a breve, imponenti riduzioni dei controlli fiscali sulle piccole e medie imprese. A conferma di ciò ci sono le  recenti  dichiarazioni di Attilio Befera , direttore dell’Agenzia delle Entrate , che ha preso la tendenza  di  inviare le proprie  comunicazioni ai dipendenti per rendere nota  la propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="pmi" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2008/11/0811115036_665077_Frette24_3_6644327_medium.jpg" alt="" width="480" height="358" /></p>
<p>Si prevedono, a breve, imponenti riduzioni dei controlli fiscali sulle piccole e medie imprese. A conferma di ciò ci sono le  recenti  dichiarazioni di Attilio Befera , direttore dell’Agenzia delle Entrate , che ha preso la tendenza  di  inviare le proprie  comunicazioni ai dipendenti per rendere nota  la propria posizione rispetto alla politica dell’Agenzia. Alcuni mesi fa , Attilio Befera , aveva sollecitato gli operatori dell’Agenzia delle Entrate ad un maggiore rispetto delle imprese , pur nell’esercizio fondamentale dei loro doveri di funzionari pubblici, ed evitare , così,  di sottoporre ad eccessiva pressione  le  piccole imprese,con tante ed inutili richieste  all’Erario. La finalità principale per il 2010, è quello di far rientrare nelle casse dello Stato circa  10,6 miliardi di euro dai controlli anti-evasione fiscale, ma tuttavia si reputa che sia bisognosa una maggiore qualità degli interventi. A quanto sembra, quindi, la quantità  dei controlli sulle imprese  diminuirà del  15%. Da ciò si può dedurre che i controlli in meno saranno intorno a 45mila,  da 221.831 a 177.340. Della  riduzione in questione ne beneficeranno  i  lavoratori autonomi, i professionisti ed i  piccoli imprenditori. Con tale provvedimento , l’Agenzie delle Entrate  vuole scongiurare tutte le cause di lieve rilievo.</p>
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		<title>L’Aquila rinasce virtualmente grazie a  Google</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2011/11/23/l-aquila-rinasce-virtualmente-grazie-a-%c2%a0google/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 18:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[
Grandi eventi dopo la tragedia a L&#8217;Aquila. Google viene incontro alla popolazione aquilana ,e lo fa con a tecnologia 3D , in modo da mantenere sempre viva  la memoria, allontanare  il ricordo del terremoto, e consolidare la voglia di ricostruire. Questi sono gli obiettivi che si prefigge l’importante   progetto &#8216;Noi, L&#8217;Aquila&#8217; (www.noilaquila.it), che  ha preso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="noi l'aquila" src="http://www.anfe.it/sized_img/1307620413-436.jpg" alt="" width="436" height="265" /></p>
<p>Grandi <a title="eventi" href="http://www.clappo.it">eventi</a> dopo la tragedia a L&#8217;Aquila. Google viene incontro alla popolazione aquilana ,e lo fa con a tecnologia 3D , in modo da mantenere sempre viva  la memoria, allontanare  il ricordo del terremoto, e consolidare la voglia di ricostruire. Questi sono gli obiettivi che si prefigge l’importante   progetto &#8216;Noi, L&#8217;Aquila&#8217; (www.noilaquila.it), che  ha preso il via il 14 giugno scorso, grazie a   Google, al Comune dell&#8217;Aquila e all&#8217;Anfe (Associazione nazionale famiglie emigrate). Quella seguita da Google, e poi messa come base del progetto è la filosofia del crowdsourcing . Secondo tale filosofia , si parte da un  modello tridimensionale della città, per visualizzare su larga scala la quantità di  danni recati dal sisma alla città e  rendere più veloce la ricostruzione. In base al progetto “ Noi L’Aquila  ognuno potrà dare un contributo alla ricostruzione dell’Aquila, attraverso gratuiti programmi di modellazione  , messi a disposizione da Google, e cioè Google SketchUp e Google Modellatore di Edifici 3D. Se si naviga all’interno di www.noilaquila.it  si spiega chiaramente come utilizzare le suddette applicazioni.  Da sottolineare che sono stati   virtualmente ricostruiti circa 600 edifici, che rappresentano il 50 per cento di quelli esistenti nel centro storico. E’ importante evidenziare che la mappa 3D , presente sul sito, è molto  utile  non solo per consentire a tutti di fornire validi apporti per la ricostruzione reale della città, ma è anche un ottimo veicolo per la conservazione  della memoria e dell&#8217;identità. E proprio ciò è l’obiettivo principale di Google e di tutte le autorità interessate al progetto. Si cerca di sostenere, perciò, tutta la comunità  gravemente ferita dal terremoto a dimenticarlo. Da ricordare, infine, che la mappa 3D del sito, offre la possibilità di vedere fotografie, , racconti e video inerenti l’Aquila per mantenerne sempre vivo il ricordo. Grazie a Google, quindi, si è creato un ponte tra la comunità aquilana e il futuro , che si fonda su  una memoria collettiva caratterizzata da ricordi ed emozioni, che sono i  fondamenti di tutta la collettività.</p>
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		<title>Finanziamenti Inpdap: nuove regole</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2011/10/20/finanziamenti-inpdap-nuove-regole/</link>
		<comments>http://economiablognetwork.it/2011/10/20/finanziamenti-inpdap-nuove-regole/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 07:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti Inpdap]]></category>
		<category><![CDATA[prestito]]></category>

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		<description><![CDATA[
I dipendenti e i pensionati italiani che intendono richiedere un finanziamento all’Inpdap, l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, hanno ora a disposizione nuove ed importanti opportunità. L’ente ha infatti predisposto alcune misure per aiutare i cittadini colpiti dalla crisi ed ha agevolato l’accesso al credito su svariati fronti.
È disponibile, ad esempio, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="prestito" src="http://www.finanziarie.org/articoli/www/prestiti/prestiti-inpdap.jpg" alt="" width="350" height="233" /></p>
<p>I dipendenti e i pensionati italiani che intendono richiedere un finanziamento all’Inpdap, l’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, hanno ora a disposizione nuove ed importanti opportunità. L’ente ha infatti predisposto alcune misure per aiutare i cittadini colpiti dalla crisi ed ha agevolato l’accesso al credito su svariati fronti.</p>
<p>È disponibile, ad esempio, un nuovo <a href="http://www.prestiti.it/">prestito</a> con rimborso mensile della durata di quattro anni e con importo pari a quattro mensilità, che va ad aggiungersi alle formule di finanziamento già disponibili presso l’Inpdap a due, tre, cinque e dieci anni. Un’altra fondamentale novità è l’abolizione del tetto massimo di 8.000 euro sui prestiti triennali, mentre per quelli pluriennali la soglia viene aumentata in base alle diverse causali.</p>
<p>I due regolamenti approvati dal presidente Crescimbeni si estendono anche al campo mutui. I genitori iscritti all’Inpdap possono infatti richiedere il mutuo per l’acquisto della casa per conto dei propri figli, anche se questi non risultano iscritti all’ente. La documentazione necessaria per presentare la richiesta è stata inoltre snellita e non va trascurata la possibilità di sospendere o rinegoziare il mutuo in caso di gravi difficoltà economiche. L’accesso al credito per l’acquisto della casa verrà regolato tramite graduatorie provinciali, in base al rapporto tra risorse stanziate e richieste di mutuo approvate.</p>


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		<title>Ridare fiducia ai consumatori</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2011/10/16/ridare-fiducia-ai-consumatori/</link>
		<comments>http://economiablognetwork.it/2011/10/16/ridare-fiducia-ai-consumatori/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 11:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia ai consumatori]]></category>

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		<description><![CDATA[
Confagricoltura sottolinea come, in relazione ai dati diffusi oggi da
Istat, l’inflazione sia giunta a settembre al 3% su base annua, mentre
per gli alimentari non lavorati (quindi i prodotti agricoli) sia
aumentata dello 0,9%.
Cominciano finalmente a risalire i prezzi all’origine della frutta
fresca, dopo la drammatica crisi dell’E.Coli ma c’è ancora un
differenziale del 6,3% rispetto ai prezzi dell’anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="consumatori" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/Consumi-la-fiducia-dei-consumatori-ai-minimi-dal-marzo-2009.jpg?28363" alt="" width="319" height="200" /></p>
<p>Confagricoltura sottolinea come, in relazione ai dati diffusi oggi da<br />
Istat, l’inflazione sia giunta a settembre al 3% su base annua, mentre<br />
per gli alimentari non lavorati (quindi i prodotti agricoli) sia<br />
aumentata dello 0,9%.</p>
<p>Cominciano finalmente a risalire i prezzi all’origine della frutta<br />
fresca, dopo la drammatica crisi dell’E.Coli ma c’è ancora un<br />
differenziale del 6,3% rispetto ai prezzi dell’anno scorso. I vegetali<br />
freschi sono stati pagati il 10,6% in meno rispetto ad agosto ed il<br />
9,3% in meno rispetto a settembre dell’anno scorso (dati ismea).</p>
<p>In base ai dati istat, i prezzi al consumo per le verdure hanno avuto<br />
un rialzo congiunturale dell’1,9% ma sono inferiori del 7,7% rispetto<br />
all’anno scorso; i prezzi di vendita della frutta fresca continua a<br />
calare (-0,8% a settembre rispetto ad agosto e -3,1% rispetto all’anno<br />
scorso).</p>
<p>“Secondo un sondaggio condotto dall&#8217;Ipsos per conto del Consumers&#8217;<br />
Forum, bisogna ridare fiducia ai consumatori. Servono azioni concrete<br />
per la valorizzazione del made in Italy ed il riequilibro del valore;<br />
ricerca ed innovazione per soddisfare le rinnovate esigenze dei<br />
consumatori. E’ un impegno che tutta la filiera alimentare e la<br />
politica devono assumere”.</p>


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		<title>Crisi economica: benefici per pochi, difficoltà per molti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 08:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>

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		<description><![CDATA[
Negli ultimi anni non poche famiglie hanno tratto vantaggio dalle bufere che hanno interessato i mercati finanziari, dal crac Lehman alla crisi di Atene, fino alle turbolenze sul debito pubblico che quest&#8217;estate hanno purtroppo raggiunto il nostro Paese. La progressiva riduzione dei tassi di interesse ha prodotto non pochi benefici a chi era impegnato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="mutui" src="http://www.mutuonews.it/wp-content/uploads/2011/05/mutui.jpg" alt="" width="250" height="167" /></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;">Negli ultimi anni non poche famiglie hanno tratto vantaggio dalle bufere che hanno interessato i mercati finanziari, dal crac Lehman alla crisi di Atene, fino alle turbolenze sul debito pubblico che quest&#8217;estate hanno purtroppo raggiunto il nostro Paese. La progressiva riduzione dei tassi di interesse ha prodotto non pochi benefici a chi era impegnato nel pagamento delle rate di un </span><a href="http://www.mutuisupermarket.it/"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline;">mutuo</span></a><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;"> e a chi si apprestava a contrarlo. Sono lontani i tempi in cui, a fronte della crescita continua dei tassi, si ricorreva alla surroga rottamando il proprio mutuo a tasso variabile per passare ad un più sicuro tasso fisso.</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;">La diminuzione dei tassi tuttavia, nonostante abbia portato questi ultimi ai minimi storici, serve in realtà a poco quando la recessione brucia posti di lavoro e la stagnazione non aiuta a ritrovarli. Se ci sono famiglie che hanno saputo approfittare della situazione, ce ne sono molte altre, la maggioranza, con problemi col pagamento delle rate. Queste ultime hanno ancora un paio di soluzioni “paracadute” a cui appellarsi. E’ possibile beneficiare del Piano famiglie ideato dall&#8217;Abi a inizio 2010 oppure del Fondo di solidarietà del ministero delle Finanze. Chi ha i requisiti per accedere a queste agevolazioni può respirare per 12 o 18 mesi, agli altri (i lavoratori autonomi, per esempio) non resta che appellarsi al buon senso delle banche e cercare di rinegoziare le condizioni dei mutui, spesso allungandone la durata.</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;">In queste settimane sta tuttavia sorgendo un altro problema, quello delle famiglie che non sono in grado di riprendere i pagamenti al termine dei 12 mesi di sospensione, semplicemente perché nel frattempo non sono riuscite a trovare un&#8217;occupazione stabile. Grazie al Piano famiglie sono state finora bloccate le rate di quasi 50.000 mutui, 31.000 soltanto da febbraio a settembre del 2010: per molti di questi sta scadendo o è già finito il periodo di moratoria e sono tornate le difficoltà, anche perché nel frattempo alla normale rata si devono sommare gli interessi maturati durante lo stop. Abi e associazioni dei risparmiatori dovranno dunque sedersi nuovamente a un tavolo nelle prossime settimane per trovare una soluzione a una questione che da contingente rischia ormai di diventare strutturale.</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><a href="http://www.mutuisupermarket.it/"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline;">www.mutuisupermarket.it</span></a></p>
<p><a href="http://www.mutuisupermarket.it/"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline;"> </span></a></p>


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		<title>L&#8217;agricoltura è il settore che va peggio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 16:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltua]]></category>

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Mentre il Pil aumenta dello 0,3%, nel secondo trimestre 2011 rispetto a quello precedente, con risultati di segno positivo per l&#8217;industria (+0,9%) e per i servizi (+0,1%), l&#8217;agricoltura registra una flessione del 2,4% del valore aggiunto ed è il settore che va peggio, con un andamento negativo di molto superiore a quello delle costruzioni (-0,9%). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="agricoltura" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/12/agricoltura.jpg" alt="" width="455" height="310" /></p>
<p>Mentre il Pil aumenta dello 0,3%, nel secondo trimestre 2011 rispetto a quello precedente, con risultati di segno positivo per l&#8217;industria (+0,9%) e per i servizi (+0,1%), l&#8217;agricoltura registra una flessione del 2,4% del valore aggiunto ed è il settore che va peggio, con un andamento negativo di molto superiore a quello delle costruzioni (-0,9%). Lo sottolinea Confagricoltura analizzando i dati sul Pil diffusi oggi dall&#8217;Istat. La congiuntura negativa che investe l&#8217;agricoltura deriva, ad avviso di Confagricoltura, dagli infimi prezzi all&#8217;origine, assolutamente non remunerativi, che stanno mettendo in ginocchio le aziende del settore. Vi sono forti sperequazioni nelle filiere produttive tra le imprese agricole e quelle della trasformazione e distribuzione. &#8220;In queste condizioni &#8211; commenta l&#8217;Organizzazione degli imprenditori agricoli &#8211; non ci sono i presupposti per lo sviluppo del settore primario che avrebbe bisogno di redditività e di risorse da poter destinare ai necessari investimenti per il rafforzamento”. Ad avviso dell’Organizzazione agricola, “servono politiche mirate ed urgenti per migliorare la competitività delle nostre produzioni e rendere più equilibrati i mercati. Bisogna convincersi che il Paese non cresce senza l&#8217;agricoltura&#8221;.</p>


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		<title>I CDS, il greggio e la casalinga di Voghera</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 13:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[aumento benzina]]></category>
		<category><![CDATA[greggio]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo benzina]]></category>

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		<description><![CDATA[
In questi mesi tumultuosi gran parte degli italiani si è ritrovata a dover cercare nuove acronimi, sigle asettiche, ma non per questo meno inquietanti. Improvvisamente gli italiani hanno preso coscienza che esistono delle agenzie di rating che possono decidere dei destini di un paese.
Per tacere poi della scoperta dei CDS e di scoprire che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="benzina" src="http://www.negozioperleimprese.it/wp-content/uploads/2010/01/pompe_benzina.jpg" alt="" width="351" height="216" /><br />
In questi mesi tumultuosi gran parte degli italiani si è ritrovata a dover cercare nuove acronimi, sigle asettiche, ma non per questo meno inquietanti. Improvvisamente gli italiani hanno preso coscienza che esistono delle agenzie di rating che possono decidere dei destini di un paese.<br />
Per tacere poi della scoperta dei CDS e di scoprire che è possibile guadagnare, in alcuni casi anche tanto, scommettendo sul default, sul “fallimento”, di un paese. Insomma gli italiani hanno scoperto nella maniera peggiore i lati oscuri della “scienza triste” come, non impropriamente, è chiamata l’Economia.<br />
E la discussioni sulla scientificità dell’Economia è sempre forte ed accesa; non poche persone infatti vorrebbero annoverare la stessa nella macrocategoria delle Scienze Umane. Ma lasciamo questi discorsi ai guru ed ai tassonomisti d’alto bordo e lignaggio e proviamo a ragionare un po’ più terra terra.<br />
Se l’ormai celebre casalinga di Voghera non è in grado di capire derivati e future la stessa capisce bene che tanta parte della nostra economia è legata al prezzo dei carburanti, ossia, nella quasi totalità dei casi dal prezzo di <a href="http://www.sullanotizia.com/articoli/economia_e_finanza/il_prezzo_di_benzina_e_diesel_in_continuo_aumento.asp">benzina e diesel</a>.<br />
La casalinga sa che un aumento dei carburanti significherà non solo meno chilometri (a parità di euro spesi) con la propria utilitaria, ma altresì un aumento delle mele o del pesce, atteso che i costi logistici sono funzione diretta dei costi del greggio al barile.<br />
Quello che verrebbe da chiedere è perché agli alti e bassi del greggio non corrispondono gli stessi alti e bassi nel prezzo. Verrebbe da dire che qualcuno sta facendo il furbo, che ne dite? Ma prima che la protesta monti veramente avremo speso un bel po’ di soldi.<br />
Così va’ la vita nel mondo che ruota intorno ad una ben determinata fonte energetica, e dobbiamo farcene una ragione, perlomeno sinchè questa fonte non verrà sostituita da un’altra.<br />
Ma poi, saremo al sicuro?<br />
Voi che ne dite?</p>


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		<title>La politica europea e italiana incidono sul caro BTp</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 10:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[agenzie di rating]]></category>
		<category><![CDATA[btp]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[rendimento dei BTp]]></category>
		<category><![CDATA[spread]]></category>

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		<description><![CDATA[
La principale causa dell’ attuale ampliamento dello spread tra il rendimento dei BTp e i Bund è proprio la politica. Moody&#8217;s e S&#38;P&#8217;s intimano il declassamento dello stato, delle banche, nonché di enti pubblici, enti locali e cartolarizzazioni. L’ atteggiamento di tali agenzie di rating ha inciso in modo forte sul differenziale, anche se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="banche" src="http://www.tradingonlinefree.it/wp-content/uploads/2011/06/moodys-money-italia.jpg" alt="" width="450" height="310" /></p>
<p>La principale causa dell’ attuale ampliamento dello<strong> spread</strong> tra il<strong> rendimento dei BTp</strong> e i Bund è proprio la politica. Moody&#8217;s e S&amp;P&#8217;s intimano il declassamento dello stato, delle <strong>banche</strong>, nonché di enti pubblici, enti locali e cartolarizzazioni. L’ atteggiamento di tali <strong>agenzie di rating</strong> ha inciso in modo forte sul differenziale, anche se si è consolidato solo un trend negativo già presente. Perciò sono proprio il governo ed il parlamento a rafforzare il rischio Italia, fattosi più evidente nelle ultime settimane. Ciò , comunque, non accade solo in Italia, ma anche, ad esempio in <strong>Grecia</strong>. Del fatto che la politica sia una causa delle negatività ne sono sempre più convinti strategisti, analisti e traders che monitorano l&#8217;andamento dei titoli di stato italiani, rilevando, inoltre, che la Grecia incide in maniera pesante sul differenziale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. Il gap BTp/Bund, che ,anteriormente alla crisi del 2007 , si attestava sui 20-30 centesimi e che fino all&#8217;anno scorso si poneva tra 120 e 150 centesimi, da tempo , oramai, fa registrare , ogni settimana livelli storici mai notati da quando è nato l&#8217;euro. La crescita continua degli spread rappresenta un grave problema . Per l’Italia ,infatti, ogni cento punti base a regime significano 16 miliardi di euro in più di deficit.</p>


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