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	<title>Economia Blog Network &#187; Business</title>
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	<description>Il Magazine dedicato alla Finanza e all&#039;Economia per le Imprese</description>
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		<title>L’export di marmi e graniti del comprensorio apuo-versiliese nel 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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Il comprensorio apuo versiliese, che ha vissuto un 2010 dal consuntivo ex-import sostanzialmente positivo, ha esportato 1 milione e 700 mila tonnellate di marmi e graniti in blocchi, lastre o lavorati, per un valore complessivo di 509 milioni e mezzo di euro, con un miglioramento rispetto al 2009 del +15,6% in quantità e del +12,9% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="marmo" src="http://atcasa.corriere.it/gallery/Salone-del-Mobile/Focus/2009/04/28/marmo/img/01_b_marmo.jpg" alt="" width="456" height="352" /></p>
<p>Il comprensorio apuo versiliese, che ha vissuto un 2010 dal consuntivo ex-import sostanzialmente positivo, ha esportato 1 milione e 700 mila tonnellate di marmi e graniti in blocchi, lastre o lavorati, per un valore complessivo di 509 milioni e mezzo di euro, con un miglioramento rispetto al 2009 del +15,6% in quantità e del +12,9% in valore.<br />
Le statistiche, elaborate dall’Internazionale Marmi e Macchine <a title="carrara" href="http://www.clappo.it/prov/massa-carrara/">Carrara</a>, che cura il confronto su dati Istat personalizzati che comprendono quantità e valori, mettono in evidenza che, escludendo la voce dei granulati, che localmente hanno un ruolo importante (ne vengono esportati oltre mezzo milione di tonnellate per un valore di 21 milioni di euro), le cifre assolute diminuiscono leggermente pur mantenendo il segno positivo. (vedi tavola numero uno).<br />
Le cifre vanno confrontate con quelle del settore italiano che ha fatto segnare nel 2010, un export complessivo di marmi, graniti, pietre e travertini, grezzi e lavorati, pari a 4 milioni e 144 mila tonnellate per un valore complessivo di un miliardo e 581 milioni di euro con un aumento del + 9,5% nel valore complessivo e del +14,9% nelle quantità.<br />
È un risultato basato sulla somma delle attività di diversi <a title="distretti" href="http://www.distrettiblognetwork.it">distretti</a> italiani fra i quali quello Apuo-Versiliese ha un ruolo di particolare importanza per le attività di estrazione e lavorazione del marmo bianco e per una forte presenza di aziende specializzate nella trasformazione di altri materiali italiani e stranieri.<br />
Sono soprattutto i marmi, sia grezzi che lavorati, a sostenere l’export locale. In particolare, i blocchi e le lastre di marmo segnano un aumento del valore medio per tonnellata del +12,7%, ma migliora anche il trend dei marmi lavorati anche se non si raggiungono i livelli del 2008. Infatti, le voci statistiche relative ai marmi in blocchi e lastre crescono su base biennale in quantità (+5,14%) ma non per i valori (-1,70% rispetto al 2008).<br />
Il distretto toscano ha avuto performance migliori di quello veneto, che ha recuperato sul 2009, ma in misura minore, e mostra ancora difficoltà.<br />
“Gli avvenimenti recenti, sia quelli relativi al Nord Africa sia quelli dell’Estremo Oriente, con il terremoto del Giappone – commenta Giorgio Bianchini, presidente di IMM Carrara &#8211; creano motivi di incertezza sul futuro per le conseguenze dirette sulle aziende nazionali e locali ma anche, e soprattutto, in prospettiva per gli effetti che potranno avere in un contesto ancora segnato dalle conseguenze della crisi economica internazionale. Se pensiamo poi al ruolo che soprattutto i paesi del sud Mediterraneo rivestono in particolare per il comprensorio apuo versiliese (particolarmente Algeria Marocco e Libia), oltre che per alcuni altri distretti produttori del centro sud Italia, sicuramente i primi mesi del 2011 risentiranno di quanto sta accadendo, e ci auguriamo che le conseguenze non si protraggano a lungo, prima di tutto per le popolazioni direttamente interessate.”<br />
Le statistiche, riferite al 2010, presentano un Nord Africa ancora stabile per l’export del comprensorio apuo versiliese che, nel 2010, ha indirizzato verso l’intera area l’11,2% di quota export in valore (granulati inclusi), e il 38% in volumi, dei quali circa il 40% granulati e il 54% circa in grezzi e lastre con valore unitario non particolarmente alto.<br />
Nell’insieme, il comprensorio apuo-versiliese ha consolidato l’export verso le aree di sbocco più tradizionali: Nord America (prima area per valore), Estremo Oriente (seconda per valore e seconda dopo l’Africa per volumi complessivi) e il Medio Oriente, ancora terza area di sbocco sia in tonnellate che in euro.<br />
I valori medi più alti, secondo le valutazioni dell’IMM Carrara, riguardano i prodotti esportati verso il Nord America (anche l’Australia ha valori medi elevatissimi ma su quantità modeste) ma tengono molto bene i valori di marmi e graniti esportati verso l’Unione Europea e paesi europei non comunitari tra i quali spiccano la Russia, la Svizzera e un Turkmenistan già presente da alcuni anni.<br />
Interessante la crescita delle esportazioni di marmi lavorati del distretto Apuo-Versiliese verso l’Estremo Oriente, anche se ancora su livelli assai contenuti con un aumento di importanza di Cina e India che, da sole, assorbono i due terzi dei valori mentre resta interessante l’export di lavorati anche verso Singapore Tailandia e Hong Kong.</p>


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		<title>Affari e Business con Goffo.net</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 19:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[goffo.net]]></category>
		<category><![CDATA[motore di ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[
Goffo.net è un nuovo, ma estremamente valido motore di ricerca che mette a disposizione degli utenti una grandissima varietà di opzioni che permettono di poterlo avvicinare ad altri motori di ricerca molto più famosi sul piano internazionale.
Goffo.net è una risorsa completamente gratuita, che funziona per merito di uno Spider ridondante che consente di svolgere delle [...]]]></description>
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<p><a title="goffo" href="http://goffo.net/">Goffo.net </a>è un nuovo, ma estremamente valido motore di ricerca che mette a disposizione degli utenti una grandissima varietà di opzioni che permettono di poterlo avvicinare ad altri motori di ricerca molto più famosi sul piano internazionale.<br />
<a title="goffo" href="http://goffo.net/">Goffo.net </a>è una risorsa completamente gratuita, che funziona per merito di uno Spider ridondante che consente di svolgere delle ricerche molto articolare e complesse, prendendo in considerazione vari siti e blog, spaziando da un link di collegamento all&#8217;altro.<br />
<a title="goffo" href="http://goffo.net/">Goffo.net </a>è un servizio piuttosto recente che, però, può contare anche sull&#8217;implementazione di otto motori di ricerca associati che permettono di diversificare le differenti ricerche.<br />
Negli ultimi tempi, infatti, gli utenti ricerca su internet non solo dei contenuti semplici e documenti testuali, ma si orientano anche verso file multimediali, come audio o video, oppure particolari pagine di Wikipedia e così via.<br />
Uno dei principali vantaggi <a title="goffo" href="http://goffo.net/">Goffo.net </a>è rappresentato anche dalla facilità di utilizzo che contraddistingue l&#8217;interfaccia utente, che tra l&#8217;altro dà anche la possibilità di effettuare una scelta in base al paese di riferimento.</p>


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		<title>Diossina: + 12 % import carne di maiale dalla Germania</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 19:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[carne di maiale]]></category>
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L’Italia è un forte importatore di carne di maiale dalla Germania soprattutto destinata alla produzione di prosciutti (circa 13 milioni di pezzi all’anno) per un totale di 220 milioni di chili nei primi nove mesi del 2010 con un aumento del 12 per cento rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="maiali" src="http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/wp-content/uploads/2009/02/maiali.jpg" alt="" width="350" height="416" /></p>
<p>L’Italia è un forte importatore di <strong>carne di maiale</strong> dalla <strong>Germania</strong> soprattutto destinata alla produzione di prosciutti (circa 13 milioni di pezzi all’anno) per un totale di 220 milioni di chili nei primi nove mesi del 2010 con un aumento del 12 per cento rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa agli alti tassi di <strong>contaminazione da diossina</strong> sono stati rilevati per la prima volta nella carne di maiale in Germania, secondo il portavoce del ministero dell&#8217;Agricoltura della Bassa Sassonia la regione tedesca piu&#8217; colpita dallo scandalo. Per assicurarsi l’acquisto di prosciutti ottenuti da maiali italiani la Coldiretti consiglia di rivolgersi direttamente agli allevatori o di scegliere prosciutti a Denominazione di Origine Protetta che sono riconosciuti dall&#8217;Unione Europea e individuabili dal marchio comunitario (DOP) o da quello del Consorzio di Tutela come i Prosciutti di Parma, San Daniele, Modena, Berico-Euganeo, Carpegna e Toscano. Una precauzione fino a quando &#8211; continua la Coldiretti &#8211; non verrà approvata definitivamente la legge sull’etichettatura d’origine annunciata per i prossimi giorni alla Commissione Agricoltura della Camera dopo il via libera alla deliberante concesso da tutti i gruppi parlamentari. “Oggi più che mai la nostra legge nazionale rappresenterebbe un punto a favore della civiltà e della democrazia, ma anche un chiaro monito alla Ue: quando forze sociali, consumatori e cittadini fanno squadra è possibile sconfiggere le lobby e far vincere la gente, quando è in gioco la salute e la sicurezza di ciò che mangiamo si deve agire subito e non darsi tre anni per pensarci su, come vuole fare l’Europa” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “questa nuova emergenza cozza clamorosamente con la inerzia comunitaria, riaffermata ancora pochi giorni fa con la contrarietà (esclusa Italia e pochi altri paesi) a una etichetta obbligatoria europea con l’origine degli alimenti in quanto, bontà loro, sarebbe lesiva della libera concorrenza”.</p>


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		<title>Tra sei anni il sorpasso del denaro elettronico</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Un chip nelle carte di credito per microspese. Addio banconote e monete. Le previsioni degli esperti. Da noi il doppio delle carte di 10 anni fa ma si usano poco.
ROMA &#8211; Carte di credito, denaro elettronico e telefonini. Sono gli strumenti che, già oggi, stanno erodendo l&#8217;uso del contante. Ma quanto siamo lontani da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="denaro elettronico" src="http://2.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/SUTBf5OwfGI/AAAAAAAAFVk/gWLWPaMa5pM/s400/denaro1.jpg" alt="" width="400" height="239" /><br />
<em><strong>Un chip nelle carte di credito per microspese. Addio banconote e monete. Le previsioni degli esperti. Da noi il doppio delle carte di 10 anni fa ma si usano poco.</strong></em></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Carte di credito, denaro elettronico e telefonini. Sono gli strumenti che, già oggi, stanno erodendo l&#8217;uso del contante. Ma quanto siamo lontani da un futuro senza monete e banconote? Secondo i profeti della &#8220;cashless society&#8221; l&#8217;obiettivo è a portata di mano, e il sorpasso del denaro virtuale su quello sonante è già fissato per il 2015. Lo conferma un rapporto dell&#8217;Apacs, l&#8217;associazione inglese per i servizi di pagamento, citato in una servizio della Bbc. Ma analisti e industria sono più cauti, e la crisi in atto potrebbe ulteriormente rallentare il processo.</p>
<p>L&#8217;agonia del contante sembra irreversibile. Secondo i dati più recenti diffusi dalla Banca centrale europea, dal 2002 le transazioni cashless sono cresciute a un ritmo del 7 per cento annuo, sfiorando il totale di 74 miliardi. La parte del leone la fanno le carte di credito, con il 37 per cento del totale, seguite dai bonifici e dagli addebiti diretti. Si tratta, evidentemente, di strumenti legati a spese di una certa entità. Nei micropagamenti, quelli da pochi euro, il contante la fa ancora da padrone.</p>
<p><span class="txt12"><em><a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/denaro-elettronico/denaro-elettronico/denaro-elettronico.html">Continua a leggere l&#8217;articolo di ALESSIO BALBI su Repubblica</a></em></span></p>
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		<title>La nuova faccia del mercato immobiliare</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2009/02/05/la-nuova-faccia-del-mercato-immobiliare/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 10:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Il 2008 è stato l&#8217;anno della crisi economica , crisi che ha colpito un po&#8217; tutti i settori, perfino quello immobiliare. Troppo alti i prezzi per acquistare la prima casa, e domanda e offerta non si incontrano più come prima.
Certo è, che l&#8217;investimento immobiliare casa rimane ottimo, una buona risorsa insomma. Nonostante la crisi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/04/rallenta-il-mercato-immobiliare-arrivano-le-conferme-dallagenzia-del-territorio.jpg"><img class="alignnone" title="mercato immobiliare" src="http://www.finanzalive.com/wp-content/uploads/2008/04/rallenta-il-mercato-immobiliare-arrivano-le-conferme-dallagenzia-del-territorio.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a></p>
<p>Il 2008 è stato l&#8217;anno della crisi economica , crisi che ha colpito un po&#8217; tutti i settori, perfino quello immobiliare. Troppo alti i prezzi per acquistare la prima casa, e domanda e offerta non si incontrano più come prima.</p>
<p>Certo è, che l&#8217;investimento immobiliare casa rimane ottimo, una buona risorsa insomma. Nonostante la crisi del mattone, le agenzie immobiliari crescono, ve ne sono parecchie in ogni città. Il mercato immobiliare oggi non è facile da gestire. Vediamo insieme come funziona, come viene gestito e cosa bisogna fare per investire. Se volete acquistare un immobile, e per velocizzare la pubblicità dell&#8217;annuncio, il consiglio è quello di rivolgervi ad una delle tante agenzie immobiliari presenti nella vostra città. L&#8217;incaricato prenderà nota dei parametri riguardanti la vostra ricerca. Qualora avesse già qualcosa da proporvi in base alle caratteristiche richieste, si andrà a visitare l&#8217;immobile. Se rientra nelle vostre aspettative, parte la gestione immobiliare. E quindi, la firma del contratto con conseguente versamento della caparra nella misura del 10%. Il consiglio che mi sento di darvi, è quello di leggere tutte le clausole incluse nel contratto, per non andare incontro a brutte sorprese.</p>
<p>Se invece avete un&#8217;immobile da vendere, sempre recandovi in un&#8217;agenzia immobiliare, firmerete un contratto nel quale vi saranno riportate tutte le caratteristiche dell&#8217;immobile che volete vendere. Attenzione alla clausola dell&#8217;esclusività, dove prenderete atto che solo quella determinata agenzia detiene il “potere” di proporre ai clienti la vendita bilocali oppure di quell’ immobile. Se domanda e offerta si incontrano si fissa un appuntamento con entrambi le parti. Proposta di acquisto e accettazione, compromesso e appuntamento con termine data del rogito.</p>
<p>E&#8217; chiaro che l&#8217;agenzia immobiliare si tratterà la provvigione che varia dall&#8217;1% al 3% sul valore dell&#8217;immobile. Detta somma va versata sia dall&#8217;acquirente sia dal venditore. Un&#8217;altra occasione per entrare nel mercato immobiliare è quella dell&#8217;investimento. Avete un vecchio appartamento, situato in una zona ottimale e magari da ristrutturare? Concordate il prezzo con il vostro agente immobiliare di fiducia e valutare se può essere inserito in un investimento. Lo stesso vale per i piccoli immobili, quali i box e i garage.</p>
<p>Ma a chi conviene investire sugli immobili? Abbiamo parlato di crisi in apertura dell&#8217;articolo, crisi che durerà ancora per parecchi mesi, ma se avete da parte qualche gruzzoletto e non sapete come impiegarlo&#8230;beh! L&#8217;investimento è un&#8217;ottima alternativa al conte corrente bancario. Al contrario invece, se siete in possesso di un immobile, perchè disfarvene? Uno dei motivi principali è il bisogno di avere a disposizione del denaro liquido per far fronte alle difficoltà economiche esistenti. Oggi, anche il mercato dell’affitto monolocali, va avanti lentamente, e in alcune città le agenzie adottano il sistema dei saldi anche nelle vendite.</p>
<p>Sconti del 5%-10% sul valore dell&#8217;immobile che potrebbero attirare il potenziale acquirente. Da sottolineare comunque che la cifra totale può essere diminuita presentando la cosiddetta proposta di acquisto. Se viene accettata, si procederà con tutta la documentazione fino ad arrivare all&#8217;atto finale del rogito, compito esclusivo del notaio.</p>
<p>A cura di Pinuccia Carbone, distribuito da<br />
Prima Posizione Srl – Pay per click</p>
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		<title>Eni avvia due nuovi progetti nel Golfo del Messico statunitense</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 14:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
		<category><![CDATA[barili]]></category>
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		<description><![CDATA[
I due progetti riguardano la Fase II del giacimento Longhorn e lo sviluppo del giacimento Appaloosa, situati offshore nell&#8217;area centrale del Mississippi Canyon (MC), a circa 100 km delle coste della Louisiana. L&#8217;area del Mississippi Canyon comprende anche la piattaforma Corral operata da Eni, precedentemente conosciuta come piattaforma Crystal, e il giacimento stesso di Longhorn, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="verdana medio"><em><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><a href="http://www.pesgb.org.uk/pesgb/S4/Eni06logo.jpeg"><img class="alignnone" title="eni" src="http://www.deltasw.com/Italiano/images/Clienti/eni.jpg" alt="" width="354" height="354" /></a></span></em></span></p>
<p><span class="verdana medio"><em><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;">I due progetti riguardano la Fase II del giacimento Longhorn e lo sviluppo del giacimento Appaloosa, situati offshore nell&#8217;area centrale del Mississippi Canyon (MC), a circa 100 km delle coste della Louisiana. L&#8217;area del Mississippi Canyon comprende anche la piattaforma Corral operata da Eni, precedentemente conosciuta come piattaforma Crystal, e il giacimento stesso di Longhorn, attualmente in fase di sviluppo.</span></em></span></p>
<p><span class="verdana medio"><em></em></span></p>
<p><span class="verdana medio"><em></em><strong>San Donato Milanese (Milano)</strong> – Eni ha avviato due nuovi progetti di sviluppo nella parte statunitense del Golfo del Messico (Greater Longhorn Area). I due progetti riguardano la Fase II del giacimento Longhorn e lo sviluppo del giacimento Appaloosa, situati offshore nell&#8217;area centrale del Mississippi Canyon (MC), a circa 100 km delle coste della Louisiana. L&#8217;area del Mississippi Canyon comprende anche la piattaforma Corral operata da Eni, precedentemente conosciuta come piattaforma Crystal, e il giacimento stesso di Longhorn, attualmente in fase di sviluppo.</span></p>
<p>Lo sviluppo della Fase II del giacimento Longhorn, avviato lo scorso dicembre con un investimento pari a circa 113 milioni di dollari, si avvale di un pozzo sottomarino aggiuntivo collegato alla piattaforma Corral. Il picco di produzione è stimato tra gli 850 mila e 1,415 milioni circa di metri cubi di gas al giorno. Il progetto di sviluppo a gas di Longhorn, operato da Eni con una quota del 75% (Nexen è l&#8217;altro partner con il 25%) è situato nei blocchi MC 502 e 546 a una profondità d&#8217;acqua di oltre 700 metri. L&#8217;avvio della produzione di Longhorn è previsto nel luglio 2009.</p>
<p>Il giacimento adiacente di Appaloosa (100% Eni) consiste dei blocchi MC 459, 460 e di una porzione dei blocchi MC 503 e 504, ed è situato a una profondità d&#8217;acqua di oltre 850 metri. L&#8217;investimento previsto per lo sviluppo di Appaloosa, avviato anch&#8217;esso nel dicembre 2008, è di oltre 228 milioni di dollari. La capacità di trattamento del petrolio della piattaforma Corral sarà inoltre ampliata per accogliere il first oil di Appaloosa, atteso per il gennaio 2010 con un picco di produzione di 7.500 barili di petrolio al giorno.</p>
<p>Questi due nuovi progetti offriranno a Eni un&#8217;ulteriore opportunità per aumentare la propria produzione e rafforzarne la presenza nell&#8217;area del Mississippi Canyon. La piattaforma Corral, operata da Eni, diverrà a sua volta un importante hub di trattamento di petrolio e gas ai confini dello Shelf del Golfo del Messico, con la creazione di ulteriori sinergie per la Greater Longhorn Area grazie a una campagna di sviluppo prevista per la seconda metà del 2009. Il potenziale della Greater Longhorn Area, in termini di riserve e risorse esplorative, è stimato in circa 100 milioni di barili di olio equivalente.</p>
<p>Negli Stati Uniti d&#8217;America, Eni è presente nel Golfo del Messico con licenze di esplorazione e produzione in 403 blocchi ed è tra i principali produttori di idrocarburi con una capacità netta che supera i 100.000 barili di olio equivalente (il 60% dei quali è operato). Eni è inoltre presente in Alaska, dove possiede 173 licenze nel North Slope ed è operatore del campo di Nikaitchuq, in fase avanzata di sviluppo.</p>
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		<title>Cresce la volonta di collaborazione tra le industrie aeronautiche e spaziali italiane e francesi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 13:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
In programma una serie di incontri a Torino, Roma e Napoli dal 18 al 20 marzo 2009. Per migliorare la collaborazione tra l’industria aerospaziale italiana e francese, i Servizi Commerciali Francesi a Milano (Ubifrance) e il Ministero dello Sviluppo Economico Italiano, organizzano in collaborazione con l’Associazione Italiana dell’Industria Aerospaziale e della Difesa (AIAD) e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;"><img class="alignnone" title="aeronautica" src="http://webdoc.siemens.it/nr/images/RFID_300x299_1315413.gif" alt="" width="300" height="299" /></span></em></p>
<p><em><span style="font-size: x-small; font-family: Verdana;">In programma una serie di incontri a Torino, Roma e Napoli dal 18 al 20 marzo 2009. Per migliorare la collaborazione tra l’industria aerospaziale italiana e francese, i Servizi Commerciali Francesi a Milano (Ubifrance) e il Ministero dello Sviluppo Economico Italiano, organizzano in collaborazione con l’Associazione Italiana dell’Industria Aerospaziale e della Difesa (AIAD) e al Groupement des Industries Françaises Aeronautiques et Spatiales (GIFAS), un Roadshow il 18-19 e 20 marzo 2009. L’evento toccherà le città di Torino, Roma e Napoli durante il quale una delegazione di imprese transalpine aerospaziali incontreranno i grandi gruppi e le PMI italiane del settore.</span></em><br />
Partecipano all’evento le più importanti realtà italiane del settore come ThalesAlenia Space, Alenia Aeronautica, Avio Group, Alenia Aermacchi, AgustaWestland, Finmeccanica, Piaggio Aero Industrie, Selex,.. ma anche molte PMI rappresentative dei distretti aeronautici di Torino, Varese, del Lazio (FILAS), della Campania e della Puglia.</p>
<p>L’iniziativa coinvolge anche dal lato francese il consorzio SPHERIS, i cluster ASTECH e AEROSPACE VALLEE, e sul fronte italiano il CIRA (Centro Italiano della Ricerca Aerospaziale).</p>
<p>La collaborazione tra Francia e Italia è già intensa su numerosi programmi aeronautici e spaziali come l’ATR, i modelli Falcon della Dassault, il lanciatore aerospaziale Arianne,….</p>
<p>Tuttavia l’Italia non partecipa al programma Airbus, senz’altro uno dei programmi faro dell’industria aeronautica europea e in qualche modo questa situazione ha ridotto le occasioni per gli operatori francesi ed italiani di approfondire le loro conoscenze reciproche e di sviluppare collaborazioni industriali.</p>
<p>Oggi, in un’ottica di miglioramento della propria competitività sui mercati internazionali, l’industria italiana quarta per importanza nella graduatoria europea del settore aeronautico e spaziale, e l’industria francese (prima a livello europeo) hanno la necessità di unire le loro competenze: per le imprese più importanti, si tratta di far fronte agli impegni finanziari colossali tipici dei programmi aeronautici e spaziali, per le imprese più piccole, dell’opportunità di accrescere la propria capacità a mettere in campo competenze di alto livello.</p>
<p>La delegazione francese parteciperà a Roma il 19 marzo al Salone SAT Expo Europe 2009.</p>
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		<title>Istat: produzione industria novembre -9,7%, peggior calo da &#8216;91</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Istat: produzione industria novembre -9,7%, peggior calo da &#8216;91
Reuters Italia - 
ROMA (Reuters) &#8211; Nel mese di novembre l&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso del 2,3% in termini congiunturali, rende noto Istat. Nel mese di ottobre l&#8217;indice aveva mostrato un calo del 2%, rivisto da -1,2%. &#8230;
Industria: Istat, crolla produzione -12,3% a novembre Leggo Online
Industria; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a id="u-AFQjCNH5M1s5eZiC7d-fJw4lYgb4S7Yxow:r-0-0_1271253557" href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=businessNews&amp;storyID=2009-01-14T090558Z_01_MIE50D04A_RTROPTT_0_OITBS-PRODUZIONE-NOVEMBRE-ISTAT.XML"><strong><span style="color: #000099;">Istat: produzione industria novembre -9,7%, peggior calo da &#8216;91</span></strong></a><br />
<span><strong><span style="color: #6f6f6f;">Reuters Italia -</span> </strong></span><br />
<span>ROMA (Reuters) &#8211; Nel mese di novembre l&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso del 2,3% in termini congiunturali, rende noto Istat. Nel mese di ottobre l&#8217;indice aveva mostrato un calo del 2%, rivisto da -1,2%. <strong>&#8230;</strong></span><br />
<span><a id="u-AFQjCNE3OdoYMoH3Ai2osp7GuXdG9YrVkQ" href="http://www.leggonline.it/ansa.php?file=newsANSA/2009-01-14_114309896.txt"><span style="color: #000099;">Industria: Istat, crolla produzione -12,3% a novembre</span></a> <span style="color: #6f6f6f;">Leggo Online</span></span><br />
<span><a id="u-AFQjCNEjuzBBAleojuMSj4LuvSjovHzX0Q" href="http://www.ilriformista.it/stories/apcom/46367/"><span style="color: #000099;">Industria; Crolla la produzione, a novembre -12,3%</span></a> <span style="color: #6f6f6f;">Il Riformista</span></span><br />
<span class="p"><a id="u-AFQjCNEfC0JhDMcTqx6BI0lSRkzdH5uijg" href="http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/istat-a-picco-produzione-autoveicoli-46-4-a-nov-2.html"><span style="color: #008000;">Clandestinoweb</span></a><span style="color: #008000;"> - </span><a id="u-AFQjCNESz2Z5v2SsoYaLAJosmByWOCH3TA" href="http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200901141017-eco-rom1018-art.html"><span style="color: #008000;">AGI &#8211; Agenzia Giornalistica Italia</span></a><span style="color: #008000;"> - </span><a id="u-AFQjCNFCxZCAs_FJ0BSdYwrRRuorPCuj7w" href="http://www.asca.it/copertina-INDUSTRIA__ISTAT__CROLLA_PRODUZIONE__A_NOVEMBRE_-2_3_PERCENTO__SU_MESE__-12_3_PERCENTO__SU_ANNO-902.html"><span style="color: #008000;">ASCA &#8211; Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale</span></a><span style="color: #008000;"> - </span><a id="u-AFQjCNGF-zdgghEuFWHP_pWck_0yjsb3pQ" href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20090114&amp;fonte=TLB&amp;codnews=638"><span style="color: #008000;">La Repubblica</span></a></span><br />
<span class="p" style="color: #008000;"><a class="p" href="http://news.google.it/news?ncl=1271253557&amp;hl=it&amp;topic=h"><strong>e altri 39 articoli simili »</strong></a></span></p>
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		<item>
		<title>Francesco Daveri &#8211; Solo Tanzi paga per il crack Parmalat</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2008/12/23/francesco-daveri-solo-tanzi-paga-per-il-crack-parmalat/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 11:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Per lo scandalo Parmalat, condannato in primo grado solo l&#8217;ex patron Calisto Tanzi. Il punto di Francesco Daveri. 








		
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<p><span>Per lo scandalo Parmalat, condannato in primo grado solo l&#8217;ex patron Calisto Tanzi. Il punto di Francesco Daveri. </span></p>
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