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	<title>Economia Blog Network &#187; crisi</title>
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	<description>Il Magazine dedicato alla Finanza e all&#039;Economia per le Imprese</description>
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		<title>Ridare fiducia ai consumatori</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 11:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia ai consumatori]]></category>

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		<description><![CDATA[
Confagricoltura sottolinea come, in relazione ai dati diffusi oggi da
Istat, l’inflazione sia giunta a settembre al 3% su base annua, mentre
per gli alimentari non lavorati (quindi i prodotti agricoli) sia
aumentata dello 0,9%.
Cominciano finalmente a risalire i prezzi all’origine della frutta
fresca, dopo la drammatica crisi dell’E.Coli ma c’è ancora un
differenziale del 6,3% rispetto ai prezzi dell’anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="consumatori" src="http://www.mondofinanzablog.com/wp-content/uploads/2010/08/Consumi-la-fiducia-dei-consumatori-ai-minimi-dal-marzo-2009.jpg?28363" alt="" width="319" height="200" /></p>
<p>Confagricoltura sottolinea come, in relazione ai dati diffusi oggi da<br />
Istat, l’inflazione sia giunta a settembre al 3% su base annua, mentre<br />
per gli alimentari non lavorati (quindi i prodotti agricoli) sia<br />
aumentata dello 0,9%.</p>
<p>Cominciano finalmente a risalire i prezzi all’origine della frutta<br />
fresca, dopo la drammatica crisi dell’E.Coli ma c’è ancora un<br />
differenziale del 6,3% rispetto ai prezzi dell’anno scorso. I vegetali<br />
freschi sono stati pagati il 10,6% in meno rispetto ad agosto ed il<br />
9,3% in meno rispetto a settembre dell’anno scorso (dati ismea).</p>
<p>In base ai dati istat, i prezzi al consumo per le verdure hanno avuto<br />
un rialzo congiunturale dell’1,9% ma sono inferiori del 7,7% rispetto<br />
all’anno scorso; i prezzi di vendita della frutta fresca continua a<br />
calare (-0,8% a settembre rispetto ad agosto e -3,1% rispetto all’anno<br />
scorso).</p>
<p>“Secondo un sondaggio condotto dall&#8217;Ipsos per conto del Consumers&#8217;<br />
Forum, bisogna ridare fiducia ai consumatori. Servono azioni concrete<br />
per la valorizzazione del made in Italy ed il riequilibro del valore;<br />
ricerca ed innovazione per soddisfare le rinnovate esigenze dei<br />
consumatori. E’ un impegno che tutta la filiera alimentare e la<br />
politica devono assumere”.</p>


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		<title>Crisi economica: benefici per pochi, difficoltà per molti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 08:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[mutui]]></category>

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		<description><![CDATA[
Negli ultimi anni non poche famiglie hanno tratto vantaggio dalle bufere che hanno interessato i mercati finanziari, dal crac Lehman alla crisi di Atene, fino alle turbolenze sul debito pubblico che quest&#8217;estate hanno purtroppo raggiunto il nostro Paese. La progressiva riduzione dei tassi di interesse ha prodotto non pochi benefici a chi era impegnato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="mutui" src="http://www.mutuonews.it/wp-content/uploads/2011/05/mutui.jpg" alt="" width="250" height="167" /></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;">Negli ultimi anni non poche famiglie hanno tratto vantaggio dalle bufere che hanno interessato i mercati finanziari, dal crac Lehman alla crisi di Atene, fino alle turbolenze sul debito pubblico che quest&#8217;estate hanno purtroppo raggiunto il nostro Paese. La progressiva riduzione dei tassi di interesse ha prodotto non pochi benefici a chi era impegnato nel pagamento delle rate di un </span><a href="http://www.mutuisupermarket.it/"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline;">mutuo</span></a><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;"> e a chi si apprestava a contrarlo. Sono lontani i tempi in cui, a fronte della crescita continua dei tassi, si ricorreva alla surroga rottamando il proprio mutuo a tasso variabile per passare ad un più sicuro tasso fisso.</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;">La diminuzione dei tassi tuttavia, nonostante abbia portato questi ultimi ai minimi storici, serve in realtà a poco quando la recessione brucia posti di lavoro e la stagnazione non aiuta a ritrovarli. Se ci sono famiglie che hanno saputo approfittare della situazione, ce ne sono molte altre, la maggioranza, con problemi col pagamento delle rate. Queste ultime hanno ancora un paio di soluzioni “paracadute” a cui appellarsi. E’ possibile beneficiare del Piano famiglie ideato dall&#8217;Abi a inizio 2010 oppure del Fondo di solidarietà del ministero delle Finanze. Chi ha i requisiti per accedere a queste agevolazioni può respirare per 12 o 18 mesi, agli altri (i lavoratori autonomi, per esempio) non resta che appellarsi al buon senso delle banche e cercare di rinegoziare le condizioni dei mutui, spesso allungandone la durata.</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #000000; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none;">In queste settimane sta tuttavia sorgendo un altro problema, quello delle famiglie che non sono in grado di riprendere i pagamenti al termine dei 12 mesi di sospensione, semplicemente perché nel frattempo non sono riuscite a trovare un&#8217;occupazione stabile. Grazie al Piano famiglie sono state finora bloccate le rate di quasi 50.000 mutui, 31.000 soltanto da febbraio a settembre del 2010: per molti di questi sta scadendo o è già finito il periodo di moratoria e sono tornate le difficoltà, anche perché nel frattempo alla normale rata si devono sommare gli interessi maturati durante lo stop. Abi e associazioni dei risparmiatori dovranno dunque sedersi nuovamente a un tavolo nelle prossime settimane per trovare una soluzione a una questione che da contingente rischia ormai di diventare strutturale.</span></p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;" dir="ltr"><a href="http://www.mutuisupermarket.it/"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline;">www.mutuisupermarket.it</span></a></p>
<p><a href="http://www.mutuisupermarket.it/"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: 11pt; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline;"> </span></a></p>


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		<title>Crisi della Grecia</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/04/28/crisi-della-grecia/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi della Grecia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Presidente del Veneto Luca Zaia sulla crisi della Grecia.
“Chi non rispetta le regole della casa comune, per tornarvi deve fare anticamera. Il rigore nel rispetto delle leggi economiche, come dei principi di libertà e democrazia, deve essere preteso da tutti gli Stati membri dell’UE. E chi non lo garantisce, deve assumersene la responsabilità davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="crisi della grecia" src="http://static.blogo.it/02blog/NubiPartenone.jpg" alt="" width="432" height="288" /></p>
<p>Il Presidente del Veneto Luca Zaia sulla <strong>crisi della Grecia</strong>.</p>
<p>“Chi non rispetta le regole della casa comune, per tornarvi deve fare anticamera. Il rigore nel rispetto delle leggi economiche, come dei principi di libertà e democrazia, deve essere preteso da tutti gli Stati membri dell’UE. E chi non lo garantisce, deve assumersene la responsabilità davanti al proprio popolo e davanti ai 750 milioni di cittadini europei. Come avviene nel campionato di calcio, chi resta ultimo in classifica è giusto che retroceda e vale forse la pena di pensare a un purgatorio, durante il quale dovrà allenarsi meglio e di più per poter tornare fra le grandi squadre la stagione seguente”.</p>
<p>Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commentando la crisi della Grecia e il probabile prossimo intervento UE per risanarne i conti.</p>
<p>“Non è moralmente accettabile – ha proseguito Zaia &#8211; che a fronte di quanti stringono la cinghia e lavorano per rispettare i criteri di Copenaghen, ci sia chi, come la Grecia, tiene larghi i cordoni della borsa, per esempio mantenendo l’età pensionabile a 51 anni, salvo poi bussare alla porta dell’Europa per chiedere aiuto. Chi viola gli accordi, deve poter rientrare nell’Unione solo a patto che metta ordine nei conti, rispetti le regole comuni e contribuisca alla costruzione di quest’Europa che – con la crisi di Atene – ha subito una cocente sconfitta politica. Se non fosse per le serie conseguenze che la crisi greca provocherà a livello europeo – ha detto ancora il presidente &#8211; quella che stiamo vivendo potrebbe essere una magistrale messa in scena della favola di Esopo ‘La cicala e la formica’”.</p>


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		<title>Quale futuro dopo la crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 07:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Convegno
Quale futuro dopo la crisi
Giovedì 22 aprile 2010, ore 18.00
Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)
Evento del Festival delle Città Impresa, organizzato da Fondazione CUOA.
Saluti: Giuseppe Caldiera, Direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: Eugenio Occorsio, La Repubblica.
Per iscrizioni all&#8217;evento compilare il form www.festivaldellecittaimpresa.it, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="economia" src="http://farm3.static.flickr.com/2252/2216443802_4626a72c92.jpg" alt="" width="467" height="300" /></p>
<p>Convegno<br />
Quale futuro dopo la crisi<br />
Giovedì 22 aprile 2010, ore 18.00<br />
Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)</p>
<p>Evento del Festival delle Città Impresa, organizzato da Fondazione CUOA.</p>
<p>Saluti: Giuseppe Caldiera, Direttore generale Fondazione CUOA<br />
Introduce: Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza<br />
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001<br />
Modera: Eugenio Occorsio, La Repubblica.</p>
<p>Per iscrizioni all&#8217;evento compilare il form www.festivaldellecittaimpresa.it, nella sezione Programma del Festival,<br />
in corrispondenza del dettaglio dell&#8217;evento.</p>
<p>ore 18.00<br />
Fondazione CUOA, Altavilla Vicentina<br />
In collaborazione con i Comitati Territoriali UniCredit Group<br />
e con Fondazione CUOA<br />
Quale fu turo dopo la crisi<br />
Saluti: Giuseppe Caldiera, direttore generale Fondazione CUOA<br />
Introduce: Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza<br />
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001<br />
Modera: E ugenio Occorsio, La Repubblica</p>
<p>Con la partecipazione di Michael Spence<br />
È professore emerito in Management presso la Business School dell’Università di Stanford e partner in Oak<br />
Hill Capital Partners e Oak Hill Venture Partners. Laureatosi in Filosofia a Princeton, ha ottenuto il Ph-D in<br />
economia a Harvard. Ha insegnato economia a Stanford e a Harvard. Nel 1983 è stato nominato direttore<br />
del dipartimento di Economia e George Gund Professor in Economia e Business administration. Ha ottenuto<br />
il premio John Kenneth Galbraith per l’eccellenza nell’insegnamento e la John Bates Clark Medal per aver<br />
fornito “un contributo significativo al pensiero ed alla conoscenza economica”. Insignito del Premio Nobel<br />
per l’economia nel 2001 insieme a Joseph E.</p>


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		<title>Agricoltura italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Agricoltura italiana in crisi: Politi incontra Bersani. Servono interventi concreti e una nuova politica per rilanciare sviluppo e competitività
Illustrati dal presidente della Cia i pesanti problemi che oggi condizionano le imprese che operano nel settore agricolo: costi in rialzo, crollo dei redditi e caduta verticale dei prezzi sui campi. Poche e insufficienti le risposte date [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Agricoltura italiana</strong> in crisi: Politi incontra Bersani. Servono interventi concreti e una nuova politica per rilanciare sviluppo e competitività</p>
<p>Illustrati dal presidente della Cia i pesanti problemi che oggi condizionano le imprese che operano nel settore agricolo: costi in rialzo, crollo dei redditi e caduta verticale dei prezzi sui campi. Poche e insufficienti le risposte date al settore dell&#8217; <strong>agricoltura italiana</strong>. Il segretario del Partito Democratico ha condiviso le preoccupazioni della Confederazione e ha annunciato iniziative per cercare di superare questo difficile momento per gli agricoltori italiani. L’incontro si è svolto nell’ambito del confronto avviato con le forze politiche in vista della V Assemblea elettiva nazionale di fine febbraio.</p>
<p>L’ <strong>agricoltura italiana</strong> sta vivendo una drammatica crisi. Gli imprenditori fanno i conti con un traumatico crollo dei redditi (meno 25,3 per cento nel 2009), con costi produttivi, contributivi e burocratici in forte ascesa, con i prezzi praticati sui campi in caduta libera. Una situazione difficile da “profondo rosso” alla quale non è stato posto alcun riparo. Da parte del governo nessun intervento valido. La stessa legge finanziaria per il 2010 è totalmente insufficiente per rispondere alle esigenze dei produttori. Serve, quindi, un cambiamento di rotta, interventi seri e soprattutto un nuovo progetto di politica agraria. Questo quanto sottolineato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in un incontro con il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, svoltosi nell’ambito del confronto con le forze politiche in vista della V Assemblea elettiva nazionale dell’Organizzazione che si terrà a Roma il 24, 25 e 26 febbraio prossimi.</p>
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<p>E’ stato un incontro -afferma la Cia- molto cordiale e costruttivo, durante il quale sono stati affrontati i pressanti problemi che oggi affliggono le campagne italiane. Politi ha illustrato le grandi difficoltà che incontrano gli agricoltori, come emerge anche dalle ultime indagini di Istat e Ismea e dalla decisione Ue di autorizzare verso i nostri produttori aiuti per 320 milioni di euro.<br />
Il segretario del Partito Democratico ha condiviso le preoccupazioni della Cia e ha sostenuto l’esigenza di concentrare verso il settore una maggiore attenzione con misure realmente efficaci in grado di garantire alle imprese -ha evidenziato Bersani- i sostegni adeguati per uscire della crisi e riprendere così la strada dello sviluppo e della competitività sui mercati.<br />
Il presidente della Cia ha ribadito la necessità di svolgere in tempi brevi la Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale proprio per affrontare in modo organico le varie questioni che comprimono l’attività imprenditoriale agricola, promuovendo un nuovo moderno progetto di politica agraria che ridia certezze e prospettive alle aziende agricole.<br />
Proposta su cui si è trovato pienamente d’accordo Bersani il quale -rileva la Cia- ha riaffermato l’impegno del Partito Democratico a promuovere tutte le iniziative indispensabili per cercare di far uscire l’agricoltura da una crisi strutturale sempre più accentuata.<br />
Sono temi che lo stesso Bersani evidenzierà nel corso della prossima Assemblea elettiva della Cia alla quale ha annunciato la sua partecipazione.<br />
Nei prossimi giorni -conclude la Cia- Politi proseguirà gli incontri con le altre forze politiche al fine di richiamare l’interesse sui gravi problemi del settore in modo che si avvii una fase nuova che permetta di ridare vigore alle imprese e di venire incontro alle esigenze di oltre un milione e mezzo di famiglie che vivono in agricoltura e di agricoltura.</p>


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		<title>Economia: Consuntivo Eurostat</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Consuntivo Eurostat]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Economia: Consuntivo Eurostat
I primi consuntivi 2009 diffusi in data odierna da Eurostat, confermano la grave situazione in cui versa il settore agricolo italiano così come l’intero contesto dei Paesi dell’Unione Europea. Lo pone in evidenza Confagricoltura che sottolinea come il reddito agricolo per occupato si stima calato in termini reali del 12,2%, rispetto al 2008, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Economia</strong>: <strong>Consuntivo Eurostat</strong></p>
<p>I primi consuntivi 2009 diffusi in data odierna da Eurostat, confermano la grave situazione in cui versa il settore agricolo italiano così come l’intero contesto dei Paesi dell’Unione Europea. Lo pone in evidenza Confagricoltura che sottolinea come il reddito agricolo per occupato si stima calato in termini reali del 12,2%, rispetto al 2008, nella media comunitaria (UE 27). Si annulla, pertanto, ogni progresso compiuto in questi ultimi anni, ritornando, con qualche scarto di punto, sui livelli del 2005.</p>
<p>L’evento negativo ha interessato quasi tutti i Paesi, con l’eccezione di pochi (Regno Unito, Malta, Finlandia, Cipro, Grecia) ma – rimarca Confagricoltura &#8211; ha colpito più duramente il nostro Paese per l’intensità della flessione registrata, sia nel breve che nel più lungo periodo. Si sconta, infatti, una flessione del reddito per occupato del 25,3% sul 2008, la più accentuata fra i paesi membri, esclusa l’Ungheria (-35,6%).</p>
<p>Peraltro, la dinamica del reddito agricolo del nostro paese appare in forte calo – (-30% circa) anche rispetto ai livelli del 2005: solo Lussemburgo, Irlanda e Danimarca accusano risultati più negativi.</p>
<p>“L’agricoltura italiana – commenta Confagricoltura &#8211; presenta un bilancio che, sotto il profilo dei risultati economici, la pone agli ultimi posti nella graduatoria comunitaria: si scontano, in particolare, la sensibile contrazione della produzione agricola e la forte caduta dei prezzi all’origine, in presenza di aumenti dei costi”.</p>
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<p>Purtroppo i segnali negativi si assommano nel corso di questi anni: nel terzo trimestre del 2009, il valore aggiunto è diminuito di circa il 5% sul corrispondente periodo del 2008 e l’indicatore dei prezzi del valore aggiunto (deflatore) di circa l’11%.</p>
<p>“Sono risultati che devono far riflettere – dice Confagricoltura &#8211; e che richiedono una gamma più articolata e completa di interventi, in termini di politiche di sviluppo”.</p>
<p> </p>
<p>Se vuoi saperne di più sul mondo dei <a href="http://www.scuolamagazine,it">docenti</a>, consulta ScuolaMagazine.it.</p>
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		<title>Per quanto riguarda il PIL è l&#8217;agricoltura il settore più resistente alla crisi (- 1,6 % annuo)</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 15:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[attività di allevamento]]></category>
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		<category><![CDATA[calo dei prezzi agricoli]]></category>
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		<category><![CDATA[consumo dei beni alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[crisi agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[dati Istat sull'andamento del Pil in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[forte contrazione delle coltivazioni vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[produzione agricola]]></category>
		<category><![CDATA[settore agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Per quanto riguarda il PIL è l&#8217;agricoltura il settore più resistente alla crisi (- 1,6 % annuo)
Con una riduzione dell&#8217;1,6 per cento del valore aggiunto reale su base annua è l&#8217;agricoltura a dimostrare, tra i diversi settori, la maggiore tenuta nei confronti della crisi. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="prodotti agricoli" src="http://www.newsfood.com/data/iNodes/2009/03/19/20090319120809-1defd49d/Standards/400x.jpg" alt="" width="400" height="394" /></p>
<p> </p>
<p>Per quanto riguarda il PIL è l&#8217;agricoltura il settore più resistente alla crisi (- 1,6 % annuo)</p>
<p>Con una riduzione dell&#8217;1,6 per cento del valore aggiunto reale su base annua è l&#8217;agricoltura a dimostrare, tra i diversi settori, la maggiore tenuta nei confronti della crisi. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre del 2009, in riferimento ai <strong>dati Istat sull&#8217;andamento del Pil in Italia</strong>.</p>
<p>A incidere sul calo del valore aggiunto agricolo è stata &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; la discesa del 5 per cento della produzione totale agricola nel secondo trimestre del 2009 per effetto di una <strong>forte contrazione delle coltivazioni vegetali</strong> del 7 per cento e di un calo del 3,3 per cento nelle <strong>attività di allevamento</strong> nel secondo trimestre dell&#8217;anno. Ma soprattutto &#8211; precisa la Coldiretti – hanno inciso le pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che hanno provocato un <strong>calo dei prezzi agricoli</strong> del 16 per cento a giugno mentre sugli scaffali c&#8217;è stato un aumento dell&#8217;1,4 per cento dei prezzi di vendita al <strong>consumo dei beni alimentari</strong>.</p>
<p>Una situazione che non ha permesso al settore di cogliere i primi segnali di ripresa che vengono dalla tavola con le quantità di<strong> prodotti alimentari</strong> acquistati dalle famiglie italiane che – conclude la Coldiretti &#8211; fanno segnare un incoraggiante aumento dell&#8217;1,5 per cento nel semestre del 2009 dopo il calo che si era verificato lo scorso anno.</p>
<p> </p>
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		<title>Per effetto della crisi finanziaria una impresa agricola su due in difficoltà guarda a moratoria debiti</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2009/08/04/crisi-finanziaria-difficolta-moratoria-debiti/</link>
		<comments>http://economiablognetwork.it/2009/08/04/crisi-finanziaria-difficolta-moratoria-debiti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 12:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Crisi: una impresa agricola su due in difficoltà guarda a moratoria debiti
La metà delle imprese agricole che hanno contratto prestiti con le banche potranno trovare beneficio dalla firma dell&#8217;”avviso comune” tra Ministero dell&#8217;Economia, Abi e associazioni di categoria che fanno parte dell&#8217;Osservatorio permanente banche/imprese, istituito presso l&#8217;Associazione bancaria italiana per la moratoria sui prestiti per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="crisi agricoltura" src="http://www.newsfood.com/data/iNodes/2009/03/13/20090313134154-ed285d88//Standards/250x.jpg" alt="" width="250" height="211" /></p>
<p>Crisi: una <strong>impresa agricola </strong>su due in difficoltà guarda a <strong>moratoria debiti</strong></p>
<p>La metà delle imprese agricole che hanno contratto <strong>prestiti con le banche</strong> potranno trovare beneficio dalla firma dell&#8217;”avviso comune” tra Ministero dell&#8217;Economia, Abi e associazioni di categoria che fanno parte dell&#8217;Osservatorio permanente banche/imprese, istituito presso l&#8217;Associazione bancaria italiana per la <strong>moratoria sui prestiti per le imprese</strong>. E&#8217; quanto rileva la Coldiretti, a seguito dell&#8217;intesa raggiunta nei giorni scorsi presso la sede della Coldiretti e ora perfezionata a Milano alla presenza del <strong>ministro dell&#8217; Economia Giulio Tremonti</strong>, nel segnalare che p er l&#8217;agricoltura l&#8217;accordo interessa circa 37,5 miliardi di affidamenti di cui 24 a medio e lungo termine e il rimanente a breve termine. Dei primi – puntualizza la Coldiretti &#8211; circa la metà hanno bisogno di un intervento di rifinanziamento per ricollocare le posizioni debitorie sul medio, lungo o lunghissimo termine, mentre il 60 per cento dei prestiti a breve termine dovrebbe essere riposizionato sul medio e lungo termine attraverso il consolidamento di passività o attraverso <strong>interventi di riequilibrio finanziario</strong>.</p>
<p><strong>Sospensione dei pagamenti</strong> delle rate in linea capitale dei <strong>finanziamenti a medio e lungo termine</strong> per un periodo massimo di 12 mesi, <strong>sospensione per 12 mesi</strong> dei <strong>pagamenti di canoni su leasing immobiliare</strong> e 6 mesi per<strong> leasing mobiliare</strong>, allungamento per 9 mesi delle<strong> scadenze debitorie</strong> a breve termine con riferimento su anticipazioni di crediti certi ed esigibili – rileva la Coldiretti &#8211; sono gli aspetti fondamentali dell&#8217;accordo che vede tra i primi beneficiari le piccole e medie imprese e che assicurerà continuità aziendale alle aziende difficoltà a seguito della <strong>crisi economica e finanziaria</strong> o a quelle in posizione regolare con i <strong>pagamenti degli ammortamenti</strong> sui <strong>fidi bancari</strong> alla data del 30 settembre 2008 o infine a quelle che presentino <strong>rate in scadenza</strong> o rate scadute e non pagate (o pagate in parte) da non più di 6 mesi.</p>
<p>Il provvedimento &#8211; conclude la Coldiretti – svolge dunque una importante funzione di sostegno in attesa che il miglioramento della situazione economica possa ricreare nuove opportunità di <strong>sviluppo per le imprese agricole</strong>.</p>
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		<item>
		<title>E&#8217; crisi anche per l&#8217;agricoltura</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2009/06/12/e-crisi-anche-per-lagricoltura/</link>
		<comments>http://economiablognetwork.it/2009/06/12/e-crisi-anche-per-lagricoltura/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 14:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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PIL: CONFAGRICOLTURA, E’ CRISI ANCHE PER L’AGRICOLTURA. DOMANI IL COMITATO DIRETTIVO PER LE PROPOSTE AL GOVERNO
“La crisi economica si fa sentire anche sul settore agricolo”. E’ questo il commento della Confagricoltura sui dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento del PIL nel primo trimestre di quest’anno, con l’agricoltura che ha registrato una variazione del -1,3% sul quarto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="crisi agricoltura" src="http://www.provincia.mediocampidano.it/resources/cms/images/20080301_FOTO_agricoltura_d0.jpg" alt="" width="468" height="298" /></p>
<p> </p>
<p>PIL: CONFAGRICOLTURA, E’ CRISI ANCHE PER L’AGRICOLTURA. DOMANI IL COMITATO DIRETTIVO PER LE PROPOSTE AL GOVERNO</p>
<p>“La <strong>crisi economica</strong> si fa sentire anche sul <strong>settore agricolo</strong>”. E’ questo il commento della Confagricoltura sui dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento del PIL nel primo trimestre di quest’anno, con l’agricoltura che ha registrato una variazione del -1,3% sul quarto trimestre del 2008 e una situazione stazionaria sul primo trimestre 2008 (+0,1%).</p>
<p>“In un contesto generalizzato di segnali negativi la maggiore tenuta del settore primario rispetto ad altri settori produttivi rappresenta &#8211; commenta Confagricoltura &#8211; almeno un elemento di equilibrio, che può dare garanzie sul piano strategico dell’approvvigionamento alimentare”.</p>
<p>Occorre chiedersi però fino a quando la situazione sarà sostenibile anche per l’attività primaria. In base ai dati Ismea, diffusi sempre oggi &#8211; aggiunge Confagricoltura – la <strong>situazione dei prezzi agricoli</strong> si è ulteriormente aggravata; a maggio, rispetto ad aprile, sono diminuiti del 4,3% rispetto ad aprile e del 12,7% rispetto allo stesso mese dell&#8217;anno precedente (ma già ad aprile erano calati del 4,7% rispetto a marzo e dell’11% rispetto a aprile 2008). Su base mensile, l&#8217;Ismea rileva una riduzione dei prezzi del 5,4% per le <strong>coltivazioni</strong> e del 2,6% per i <strong>prodotti zootecnici</strong>; rispetto ad aprile 2008 l&#8217;indice dei <strong>prodotti vegetali</strong> ha registrato una flessione del 17,6%, mentre quello relativo al comparto zootecnico si è ridotto del 5,8%.</p>
<p>“Avvertiamo &#8211; annota l’Organizzazione degli imprenditori agricoli &#8211; segnali preoccupanti, nell’anno in corso, soprattutto in vino, dell’olio di oliva ed in particolare delle <strong>produzioni zootecniche</strong> e del <strong>latte </strong>(dove non è garantita alle imprese una sufficiente redditività). Ed è allarme per consumi e occupazione”.</p>
<p>Confagricoltura terrà domani la riunione del proprio Comitato Direttivo che esaminerà proprio la difficile situazione dell’agricoltura e definirà circostanziate proposte che sottoporrà all’attenzione del governo, rimarcando che il settore primario ha un ruolo fondamentale nel contrastare la recessione.</p>
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		<title>L’Azienda Italia perde più del previsto</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 13:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[aziende italia]]></category>
		<category><![CDATA[calo del Pil]]></category>
		<category><![CDATA[dati istat sull'economia]]></category>
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Nel primo trimestre dell’anno il prodotto interno lordo italiano è calato del 6% rispetto allo stesso trimestre del 2008 e del 2,6% in confronto al trimestre precedente. Lo ha comunicato l’Istat correggendo la stima preliminare diffusa a maggio, secondo la quale il calo tendenziale era del 5,8% e quello congiunturale del 2,4%. Entrambi i dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="pil" src="http://piergiorgiogawronski.files.wordpress.com/2009/04/pil.jpg" alt="" width="273" height="311" /></p>
<p> </p>
<p>Nel primo trimestre dell’anno il <strong>prodotto interno lordo italiano</strong> è calato del 6% rispetto allo stesso trimestre del 2008 e del 2,6% in confronto al trimestre precedente. Lo ha comunicato l’Istat correggendo la stima preliminare diffusa a maggio, secondo la quale il calo tendenziale era del 5,8% e quello congiunturale del 2,4%. Entrambi i dati sono i peggiori dall’inizio della serie storica nel 1980. Per l’ <strong>economia italiana</strong> si tratta del quarto <strong>calo del Pil</strong> consecutivo, sia su base trimestrale che annuale. Il dato acquisito per il 2009 è pari a -4,7%, contro il -4,6% stimato dall’Istituto di statistica a maggio.</p>
<p>Nel riferire i nuovi dati sul trimestre l’Istat annuncia inoltre che in termini congiunturali le importazioni sono diminuite del 9,2% e le esportazioni dell’11,8%. La spesa delle famiglie residenti è diminuita dell’1,1%. In termini tendenziali, l’export è sceso del 21,7%, l’import del 17% e la spesa delle famiglie residenti è diminuita del 2,6%.</p>
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