Economia e Finanziaria in Toscana

December 23, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni 

La finanziaria in Toscana

Finanziaria e riforma degli enti locali, rinviato l’incontro
Fragai: «Ecco in sei punti la nostra idea su come cambiare il sistema istituzionale»

E’ saltata, per la neve e il maltempo, la riunione organizzata per stamani nell’Auditorium regionale di via Cavour a Firenze con tutti i sindaci, i presidenti di Provincia e delle Comunità montane e i parlamentari toscani per valutare insieme gli effetti penalizzanti, sui bilanci e le politiche di tutti gli enti locali, della legge finanziaria e del disegno di legge Calderoli approvato lo scorso 19 novembre.

All’incontro dovevano partecipare il presidente Martini e l’assessore Fragai. La riunione è stata rinviata (ma la nuova data non è stata ancora decisa) perché numerosi amministratori, a causa del maltempo, avevano avvertito di non essere in grado di arrivare a Firenze.

«La finanziaria e la riforma delle autonomie avanzata dal governo rischia di creare più danni che bene fici – commenta l’assessore alle riforme istituzionali e ai rapporti con gli enti locali, Agostino Fragai – Nessuno dice di non far niente, ma quella che abbiamo in testa è una riforma diversa che si può riassumere in sei punti: cambiare anzitutto le regole del patto di stabilità di Comuni e Province in modo che le risorse disponibili nei bilanci possano essere utilizzate per le spese di investimento e il rilancio dello sviluppo locale, riordinare le funzioni e l’ordinamento locale insieme a Regioni, Comuni e Province anziché inserire queste norme nella finanziaria, accelerare il federalismo e il trasferimento di funzioni anche amministrative alle Regioni sopprimendo da subito gli enti statali che oggi se ne occupano, riconoscere il territorio montano come valore aggiunto del nostro paese anziché azzerare con la finanziaria gran parte delle risorse oggi destinate alle comunità montane o agli enti locali che vi subentrano, favorire l’associazionismo comunale e introdurre, fin dal 2010, un patto di stabilità territoriale toscano in modo che, senza superare il tetto ‘regionale’ della spesa autorizzata, eventuali disponibilità di liquidità in avanzo di alcune amministrazioni possano essere cedute ad altre che, pur avendo le risorse necessarie in cassa, non possono con l’attuale patto spenderle.


Un meccanismo inaugurato poche settimane fa, con 100 milioni di liquidità regionale ‘ceduta’ a 32 Comuni e una provincia toscana».

 

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Le imprese della provincia di Forlì-Cesena nel secondo trimestre 2009

July 8, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni, Studi 

Le imprese della provincia di Forlì-Cesena nel secondo trimestre 2009

I dati sulla crescita delle imprese attive secondo Movimprese, resi noti dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, evidenziano un saldo positivo tra imprese iscritte e imprese cessate nel secondo trimestre 2009 – aumentano le imprese dei settori “Attività immobiliare, noleggio, informatica e ricerca” e “Costruzioni” – continua la flessione delle imprese del settore agricolo – Prosegue la crescita delle società di capitale

Torna positivo, dopo il saldo negativo del primo trimestre 2009, il saldo tra imprese iscritte e imprese cessate nella provincia di Forlì-Cesena nel secondo trimestre dell’anno in corso. Questo è quanto rileva Movimprese, l’analisi statistica trimestrale condotta da Infocamere sul Registro delle Imprese, fornendo i numeri relativi alla movimentazione delle aziende su tutto il territorio nazionale. In particolare l’elaborazione dei dati diffusa dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena riguardanti la natalità e mortalità delle imprese nel secondo trimestre 2009, monitora le imprese registrate al 30/6/2009, che sono complessivamente 45.026, delle quali 40.807 attive; le iscrizioni nel corso del trimestre sono state complessivamente 660 a fronte di 475 cessazioni, determinando un saldo positivo pari a 185 unità (nel I trimestre 2009 il saldo era di segno negativo, pari a -330 unità).
Tra la fine del secondo trimestre 2008 e la fine del secondo trimestre 2009 le imprese attive in provincia, comprese le agricole, sono diminuite dello 0,5%; in regione invece sono aumentate dello 0,1, in Italia del 2,4%.
I tassi di crescita nel trimestre, calcolati sulle imprese registrate al netto delle cancellazioni d’ufficio, comprese quelle agricole, sono positivi per tutti i livelli territoriali: +0,41% per la provincia, +0,37% per la regione e +0,46% per l’Italia.
Considerando i settori più significativi, per numerosità delle imprese attive, si nota come si espanda in misura maggiore il comparto “Attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca” con una percentuale del +2,1%, comparto che interessa ormai il 14,7% delle aziende iscritte al Registro Imprese, al netto del settore agricolo.


Segue il comparto “Costruzioni” con un aumento dello 0,9%, settore che costituisce il 20,5% del totale delle imprese attive al netto del settore agricolo.
Le ”Attività manifatturiere”, settore tra i più rappresentativi, sono invece in calo (-1,3%) (rappresentano il 15,4% del totale); come pure contrazione si riscontra per il “Commercio” con –0,5% (27,7% del totale).
Al 30/6/2009 le imprese del settore agricolo risultano essere 8.509 (-2,4% rispetto al secondo trimestre 2008); a livello regionale e nazionale il calo è stato minore, rispettivamente -2,1% e -1,9%.
Riguardo alla forma giuridica si nota il crescente aumento delle società di capitali (+7%) che rappresentano ora il 16,5% delle imprese non agricole. La crescita provinciale è stata superiore a quella regionale (+5,2%), ma inferiore a quella nazionale (+14,9%).
Prevalgono tuttavia, nella composizione del tessuto produttivo provinciale, le ditte individuali che rappresentano il 55,7% delle imprese non agricole della provincia, a fronte di un valore pari al 54,7% per l’Emilia-Romagna e al 57,8% per l’Italia; per loro si è registrata in provincia una diminuzione dell’1,4%. Le società di persone, pari al 25,3% del totale provinciale, sono diminuite dell’1,1%.
“I dati dimostrano – commenta Tiziano Alessandrini, Presidente dell’Ente Camerale – che il Registro Imprese conferma una sostanziale tenuta. Tuttavia, se prendiamo in esame la dinamica delle cessazioni dei primi sei mesi 2009, confrontandola con quella dei primi sei mesi 2008, emerge che queste sono calate dell’8,33%, nelle imprese individuali, mentre sono cresciute del 19,27% nelle società”. Ciò dimostra che il Registro Imprese, pur rafforzandosi lievemente, di fatto si impoverisce delle aziende più strutturate.”


Sistema Livorno: i numeri di oggi, le prospettive di domani

May 18, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Convegni, Dalle regioni 

Si è svolto martedì 12 maggio scorso il convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Livorno che ha approfondito gli aspetti, problemi e le prospettive della situazione economica livornese. Con i dati alla mano – grafici e tabelle elaborati dall’Azienda Speciale Centro studi e ricerche della Camera di commercio – il Presidente Roberto Nardi ha presentato una fotografia del territorio, che Massimo Paoli, docente di Economia all’Università di Perugia, ha provveduto a commentare.
Il convegno si inseriva fra le manifestazioni previste per la 7a edizione della Giornata dell’Economia, voluta dall’Unione delle Camere di Commercio italiane e divenuta nel tempo un appuntamento atteso per leggere la realtà economica, sia a livello locale che nazionale.
La Camera livornese segue costantemente l’andamento dei vari settori economici, dal commercio all’artigianato, dall’industria all’agricoltura ai servizi, e mette a disposizione della collettività una fonte di notizie la cui lettura e interpretazione può orientare sia chi fa impresa sia chi compie scelte politico-economiche o programma interventi a favore dell’economia locale.

Il Presidente Nardi rileva che occorre trarre dalla lettura di dati statistici quegli elementi di positività che il modello di sviluppo livornese ha al suo interno e che, se opportunamente valorizzati, possono contribuire alla ripresa dello sviluppo economico.


Bce: Pil si contrarrà ulteriormente in 2009, graduale ripresa nel 2010

May 14, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni, Recensioni, crisi, recessione 

La Banca Centrale Europea,nel suo Bollettino di maggio, stima ”ulteriormente al ribasso le aspettative di crescita per il 2009” e si attende ora che il Pil in termini reali nell’area dell’euro si contragga del 3,4% in tale anno.
Questo rappresenta un nuovo e significativo ridimensionamento, di 1,7 punti percentuali delle valutazioni sulla crescita per il 2009 rispetto all’ultima indagine. Anche le aspettative di crescita per il 2010 sono state corrette al ribasso, di 0,4 punti percentuali, e si collocano allo 0,2%”. Per la Bce dunque “l’  economia mondiale, inclusa quella dell’area euro, permane in forte rallentamento, con la prospettiva di un continuo marcato ristagno della domanda sia interna che esterna nel 2009 e di una sua graduale ripresa nel corso del 2010” aggiungendo che emergono ”incerti segnali di stabilizzazione su livelli molto contenuti, dopo un primo trimestre nettamente più negativo delle attese”.
Nel Bollettino si legge inoltre che la Banca centrale europea si aspetta di assistere a ”un’ulteriore contrazione dell’inflazione complessiva, che si manterrebbe temporaneamente sui livelli negativi per qualche mese intorno alla metà dell’anno” e ”in seguito riprenderebbe ad aumentare”.
In un orizzonte temporale più ampio, precisa il documento, ”l’inflazione al consumo dovrebbe permanere su livelli positivi, inferiori al 2% nel 2010”. L’evoluzione dei prezzi, infatti, aggiunge la Bce, sarebbe ”frenata dal perdurante ristagno della domanda nell’area euro e al di fuori dei suoi confini”.


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