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	<title>Economia Blog Network &#187; economia</title>
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	<description>Il Magazine dedicato alla Finanza e all&#039;Economia per le Imprese</description>
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		<title>I CDS, il greggio e la casalinga di Voghera</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 13:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[aumento benzina]]></category>
		<category><![CDATA[greggio]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo benzina]]></category>

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		<description><![CDATA[
In questi mesi tumultuosi gran parte degli italiani si è ritrovata a dover cercare nuove acronimi, sigle asettiche, ma non per questo meno inquietanti. Improvvisamente gli italiani hanno preso coscienza che esistono delle agenzie di rating che possono decidere dei destini di un paese.
Per tacere poi della scoperta dei CDS e di scoprire che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="benzina" src="http://www.negozioperleimprese.it/wp-content/uploads/2010/01/pompe_benzina.jpg" alt="" width="351" height="216" /><br />
In questi mesi tumultuosi gran parte degli italiani si è ritrovata a dover cercare nuove acronimi, sigle asettiche, ma non per questo meno inquietanti. Improvvisamente gli italiani hanno preso coscienza che esistono delle agenzie di rating che possono decidere dei destini di un paese.<br />
Per tacere poi della scoperta dei CDS e di scoprire che è possibile guadagnare, in alcuni casi anche tanto, scommettendo sul default, sul “fallimento”, di un paese. Insomma gli italiani hanno scoperto nella maniera peggiore i lati oscuri della “scienza triste” come, non impropriamente, è chiamata l’Economia.<br />
E la discussioni sulla scientificità dell’Economia è sempre forte ed accesa; non poche persone infatti vorrebbero annoverare la stessa nella macrocategoria delle Scienze Umane. Ma lasciamo questi discorsi ai guru ed ai tassonomisti d’alto bordo e lignaggio e proviamo a ragionare un po’ più terra terra.<br />
Se l’ormai celebre casalinga di Voghera non è in grado di capire derivati e future la stessa capisce bene che tanta parte della nostra economia è legata al prezzo dei carburanti, ossia, nella quasi totalità dei casi dal prezzo di <a href="http://www.sullanotizia.com/articoli/economia_e_finanza/il_prezzo_di_benzina_e_diesel_in_continuo_aumento.asp">benzina e diesel</a>.<br />
La casalinga sa che un aumento dei carburanti significherà non solo meno chilometri (a parità di euro spesi) con la propria utilitaria, ma altresì un aumento delle mele o del pesce, atteso che i costi logistici sono funzione diretta dei costi del greggio al barile.<br />
Quello che verrebbe da chiedere è perché agli alti e bassi del greggio non corrispondono gli stessi alti e bassi nel prezzo. Verrebbe da dire che qualcuno sta facendo il furbo, che ne dite? Ma prima che la protesta monti veramente avremo speso un bel po’ di soldi.<br />
Così va’ la vita nel mondo che ruota intorno ad una ben determinata fonte energetica, e dobbiamo farcene una ragione, perlomeno sinchè questa fonte non verrà sostituita da un’altra.<br />
Ma poi, saremo al sicuro?<br />
Voi che ne dite?</p>


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		<title>Dalle arance a sette centesimi al chilo inizia lo sfruttamento</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2011/01/14/dalle-arance-a-sette-centesimi-al-chilo-inizia-lo-sfruttamento/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 11:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[agrumi calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[arance]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti spremuti]]></category>
		<category><![CDATA[produzione dei succhi]]></category>

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		<description><![CDATA[
E’ necessario rompere la catena dello sfruttamento che inizia con gli agrumi calabresi per la produzione dei succhi che vengono sottopagati appena 7 centesimi al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre sul mercato sono “spacciate” come Made in Italy bevande ottenute da prodotti spremuti ed importati da Paesi lontani senza indicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="arance" src="http://www.azannunci.eu/files/images/5548-big-1-Arance.jpeg" alt="" width="350" height="349" /></p>
<p>E’ necessario rompere la catena dello sfruttamento che inizia con gli <strong>agrumi calabresi</strong> per la <strong>produzione dei succhi</strong> che vengono sottopagati appena 7 centesimi al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre sul mercato sono “spacciate” come <a href="http://www.madeinitalyblognetwork.it">Made in Italy </a>bevande ottenute da <strong>prodotti spremuti</strong> ed importati da Paesi lontani senza indicazione in etichetta. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del sit in organizzato dall&#8217;Osservatorio migranti di Rosarno presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nel sottolineare che va combattuto senza tregua il becero sfruttamento che colpisce la componente piu&#8217; debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le imprese agricole oneste che subiscono la pressione di un contesto gravemente degradato dovuto ad un doppio furto, di identità e di valore, che subisce l’agricoltura italiana. Vengono immessi in commercio bevande “spacciate” come Made in Italy che contengono in realtà succhi spremuti da agrumi importati da paesi lontani mentre la produzione nazionale è sottopagata e rimane sugli alberi &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; che ad un anno dai tragici fatti di Rosarno ha organizzato nella città l’incontro “Non lasciamo sola Rosarno….coltiviamo gli stessi interessi” con la presenza tra gli altri dei sindaci della provincia di Reggio Calabria, dei rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale e di Associazioni del mondo ecclesiale, della Diocesi di Oppido-Palmi e di Mamma Africa. Con la trasparenza e la legalità si può spezzare la catena di sfruttamento che sottopaga il lavoro e il suo prodotto come dimostrano &#8211; continua la Coldiretti &#8211; i tanti esempi virtuosi presenti nelle campagne italiane dove lavorano regolarmente circa 90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono in modo strutturale e determinante all&#8217;economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire il successo del Made in Italy alimentare nel mondo. Per questo su un territorio che puo’ offrire grandi opportunità di crescita e lavoro va garantita la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; ha scelto con decisione la strada dell&#8217;attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune.</p>


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		<title>Economia e politiche sociali in Sardegna</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/04/08/economia-sardegna/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 18:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle regioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giunta regionale – su proposta dell’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, Antonello Liori &#8211; ha stanziato 30 milioni di euro per le azioni di contrasto alla povertà. La somma sarà trasferita ai Comuni per la realizzazione delle azioni attraverso tre linee di intervento:
1)   sussidi a favore di persone e nuclei familiari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale – su proposta dell’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, Antonello Liori &#8211; ha stanziato 30 milioni di euro per le azioni di contrasto alla povertà. La somma sarà trasferita ai Comuni per la realizzazione delle azioni attraverso tre linee di intervento:</p>
<p>1)   sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà;</p>
<p>2)   contributi, in misura non superiore a 500 euro mensili, per l&#8217;abbattimento dei costi dei servizi essenziali (gas, luce, acqua ecc), a favore di persone e nuclei familiari con reddito pari alla soglia di povertà calcolata secondo l&#8217;Indice della situazione economica equivalente (Isee);</p>
<p>3)   sussidi di massimo 800 euro mensili per lo svolgimento di servizi utili alla comunità, riconoscendo il diritto delle persone che vivono in condizione di povertà e di esclusione sociale a condurre una vita dignitosa ed a svolgere un ruolo attivo nella società.</p>
<p>Sarà ripartita tra i Comuni secondo il seguente criterio:</p>
<p>-          35% in parti uguali;</p>
<p>-          35% sulla base del numero degli abitanti residenti;</p>
<p>-          30% sulla base del numero dei disoccupati risultanti alla data del 31 dicembre 2008.</p>
<p>Un intervento che nel 2009 ha dato risposta alle necessità di oltre seimila nuclei familiari e che per il  2010, designato anno della lotta alla povertà dalla Commissione europea, è stato quindi riconfermato.  “Nell’ambito di un modello di politiche sociali volto alla realizzazione di una comunità che sappia ‘prendersi cura’ delle persone in difficoltà, per conseguire il miglioramento della condizione di benessere dei cittadini e assicurare l’accesso a beni, servizi e opportunità  di sviluppo &#8211; ha sottolineato l’assessore Liori &#8211; è necessario programmare interventi integrati di politiche sociali e del lavoro, che abbiano significative ricadute in campo sociale, lavorativo, scolastico e abitativo. Si tratta di un urgente e improcrastinabile intervento che consente di dare risposte adeguate alle famiglie e alle persone prive di reddito, in condizioni di accertata povertà, garantendo prioritariamente l’abbattimento dei costi dei servizi essenziali.”<br />
Oltre i 30 milioni, la Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di altri 940.747 euro, che verranno destinati per un contributo di 1.000 euro alle famiglie con almeno 4 figli a carico.</p>


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		<title>Economia 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 09:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Per le previsioni di economia 2010 gli ottimisti battono i pessimisti.
Per quasi quattro italiani su dieci (39 per cento) l&#8217; economia 2010 crescerà significativamente anche se il 29 per cento ritiene che rimarrà la stessa situazione, mentre per il 22 peggiorerà e il 10 per cento non lo sa. E&#8217; quanto emerge da una analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per le previsioni di <strong>economia 2010 </strong>gli ottimisti battono i pessimisti.<br />
Per quasi quattro italiani su dieci (39 per cento) l&#8217; <strong>economia 2010 </strong>crescerà significativamente anche se il 29 per cento ritiene che rimarrà la stessa situazione, mentre per il 22 peggiorerà e il 10 per cento non lo sa. E&#8217; quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione dei dati Istat sulle condizioni economiche degli italiani, sulla base dell&#8217;indagine Deloitte che evidenzia che i cittadini italiani si dimostrano essere i tra i piu&#8217; ottimisti in Europa insieme agli svizzeri e ai portoghesi anche se una ripresa di fiducia è evidente in tutti i Paesi in Europa e nel mondo.</p>
<p>Gli italiani ottimisti sull&#8217;andamento dell&#8217; <strong>economia 2010</strong> superano – sottolinea la Coldiretti &#8211; i pessimisti di ben il 17 per cento con un netta inversione di tendenza rispetto allo scorso anno in cui i cittadini con una previsione negativa prevalevano di ben il 32 per cento quelli con una visione positiva.</p>
<p>Se ci sarà una ripresa economica il prossimo anno, il 58 per cento degli italiani spenderà per gli alimentari come prima della crisi, il 17 per cento più di prima e il 19 per cento meno di prima, mentre è indeciso sul da farsi il 6 per cento degli italiani, secondo l&#8217;indagine Coldiretti/Swg svolta nell&#8217;ottobre 2009.</p>
<p>i tratta di una tendenza che è confermata dai primi segnali positivi sui consumi a tavola delle famiglie italiane che fanno segnare &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; un timido aumento dello 0,4 per cento in quantità nei primi nove mesi dell&#8217;anno, secondo i dati Ismea ac Nielsen. Un risultato importante per la ripresa economica generale poiché quasi un euro su quattro &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all&#8217;anno, dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori.</p>
<p>Via: <a href="http://www.coldiretti.it">www.coldiretti.it</a></p>
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		<title>Economia e consumi: Quasi un euro su quattro si spende per la tavola</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2009/10/29/economia-consumi-spesa-tavola/</link>
		<comments>http://economiablognetwork.it/2009/10/29/economia-consumi-spesa-tavola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 11:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[acquisti alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[spesa]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Economia e consumi: Quasi un euro su quattro si spende per la tavola
Quasi un euro su quattro si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all&#8217;anno, dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori.
E&#8217; quanto ha affermato il presidente della Coldiretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="prezzi" src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/03/11/482f4a655e6c1_zoom.jpg" alt="" width="458" height="367" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Economia</strong> e consumi: Quasi un euro su quattro si spende per la tavola</p>
<p>Quasi un euro su quattro si spende per la tavola con gli acquisti di <a href="http://www.gustosomagazine.it">alimentari </a>e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all&#8217;anno, dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori.</p>
<p>E&#8217; quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alla divulgazione dei dati Istat sul reddito e risparmio delle famiglie, in occasione della tavola rotonda sullo studio Nomisma relativo alla “Filiera Agroalimentare” promossa da Ancd Conad e Federalimentare.</p>
<p>I prezzi degli alimenti aumentano dal campo alla tavola in media di cinque volte ed è quindi necessario intervenire per interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica”, ha continuato Sergio Marini nel ricordare che “il progetto della Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana punta a tagliare le intermediazioni e le distorsioni nel passaggio dal campo alla tavola”.</p>
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<p>Le cause della moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola sono da imputare, per 6 italiani su dieci, a tutti i passaggi intermedi, ma una percentuale elevata di consumatori accusa anche i ricarichi eccessivi applicati dalla distribuzione commerciale e le speculazioni, secondo una indagine Coldiretti/Swg svolta nell&#8217;ottobre 2009. Secondo l&#8217;indagine per il 47 per cento degli italiani la soluzione migliore da adottare per contenere questa moltiplicazione è quella di incentivare gli acquisti diretti dal produttore agricolo o nei farmers market, mentre il 38 per cento ritiene che occorra promuovere la presenza di prodotti locali e di stagione sugli scaffali di negozi e supermercati.</p>
<p>“Il nostro progetto punta ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel precisare che “questi prodotti saranno offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, gli <a href="http://www.agriturismomagazine.it">agriturismi</a> e le aziende agricole, ma interesserà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”.</p>
<p>“Lo studio Nomisma evidenzia giustamente le inefficienze presenti lungo la filiera in termini di maggiori costi energetici, del<a href="http://www.lavoroblognetwork.it"> lavoro </a>o amministrativi nei confronti dei concorrenti stranieri”, ha affermato il presidente della Coldiretti nel sottolineare però che “a differenza di quanto accade per gli altri settori all&#8217;interno della filiera, i prezzi di vendita dei prodotti agricoli sono decisi a livello internazionale, mentre i costi sono quelli nazionali”. E che problemi esistano nelle fasi successive della filiera lo dimostra il fatto che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; i consumatori italiani non beneficiano della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l&#8217;abbandono delle campagne, con il crollo delle quotazioni alla produzione che nell&#8217;ultimo anno, secondo i dati Ismea di settembre, sono calate del 26 per cento per i cereali, del 22 per cento per la frutta, del 18 per cento per il vino, del 13 per cento per gli ortaggi (-13 per cento) e del 12 per cento per la carne suina.</p>
<p> </p>
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		<title>Economia e inflazione: per gli alimentari cresce più di tre volte la media</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 12:15:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Economia e inflazione: per gli alimentari cresce più di tre volte la media
I prezzi degli alimentari sono aumentati senza alcuna giustificazione di un valore piu&#8217; di 3 volte superiore all&#8217;inflazione media tendenziale, nonostante si sia verificata una drastica riduzione dei prezzi agricoli alla produzione. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che i prezzi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="economia" src="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/06/1inflazione1.jpg" alt="" width="283" height="200" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Economia</strong> e inflazione: per gli alimentari cresce più di tre volte la media</p>
<p>I prezzi degli alimentari sono aumentati senza alcuna giustificazione di un valore piu&#8217; di 3 volte superiore all&#8217;inflazione media tendenziale, nonostante si sia verificata una drastica riduzione dei prezzi agricoli alla produzione. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che i prezzi al consumo dei prodotti alimentari sono aumentati dello 0,7 per cento rispetto alla media tendenziale dello 0,2 per cento a settembre 2009, rilevata dall&#8217;Istat. Gli alimentari &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; sono in controtendenza anche sul piano congiunturale e rimangono stabili rispetto al mese precedente nonostante la riduzione media dello 0,2 per cento.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;effetto di distorsioni che rappresentano un grave ostacolo al contributo che può dare il <a href="http://www.madeinitalyblognetwork.it">Made in Ita</a>ly alimentare ai primi segnali di ripresa economica evidenziati da Bankitalia che saranno oggetto di approfondimento dell&#8217;indagine Coldiretti/Swg presentata del Forum Internazionale dell&#8217;Agricoltura e dell&#8217;Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti a Villa d&#8217;Este a Cernobbio fino al 17 ottobre.</p>
<p>I consumatori italiani non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l&#8217;abbandono delle campagne, con il crollo delle quotazioni alla produzione che nell&#8217;ultimo anno sono calate del 26 per cento per i cereali, del 22 per cento per la frutta, del 18 per cento per il vino, del 13 per cento per gli ortaggi (-13 per cento) e del 12 per cento per la carne suina, a settembre secondo i dati Ismea.</p>
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<p>Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte.</p>
<p>Significativo è il caso del pane che aumenta dello 0,4 per cento su base annua con il prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori che è oggi molto piu&#8217; basso di quello di 25 anni fa con le quotazioni che sono scese su un valore di poco superiore ai 14 centesimi al chilo, il 35 per cento in meno rispetto al 1985. Se nel 1985 &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 14 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,65 euro al chilo, con un ricarico del 1793 per cento.</p>
<p>Gli italiani spendono 205 miliardi all&#8217;anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19 per cento della spesa familiare ed è quindi necessario &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica.</p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Rilanciare l&#8217;agricoltura per sollevare l&#8217;economia del paese</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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MEZZOGIORNO: FEDERICO VECCHIONI (CONFAGRICOLTURA), “RILANCIARE L’AGRICOLTURA PER SOLLEVARE L’ECONOMIA DEL PAESE”
“Se la questione meridionale è ormai questione nazionale, anche la questione agraria meridionale deve diventare questione agraria nazionale: dobbiamo investire di più specificatamente nel sistema agricolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="economia" src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/08/31/482ee021e382f_zoom.jpg" alt="" width="456" height="376" /></p>
<p> </p>
<p>Questo blog si occupa di<strong> economia</strong>. Ti consigliamo di approndire con i nostri blog i temi su <a href="http://www.bancamagazine.it">banca</a> e <a href="http://www.scuolamagazine.it">scuola</a>.</p>
<p>MEZZOGIORNO: FEDERICO VECCHIONI (CONFAGRICOLTURA), “RILANCIARE L’AGRICOLTURA PER SOLLEVARE L’ECONOMIA DEL PAESE”</p>
<p>“Se la questione meridionale è ormai questione nazionale, anche la questione agraria meridionale deve diventare questione agraria nazionale: dobbiamo investire di più specificatamente nel sistema agricolo meridionale come componente essenziale per risollevare l’economia del Paese”. Lo ha detto il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni, intervenendo a Bari al convegno organizzato dal PDL.</p>
<p>Vecchioni ha ricordato che il settore primario ha sempre avuto notevole importanza per l’economia del Mezzogiorno. La produzione agricola italiana deriva per un terzo circa dalle regioni del Sud (15-16 miliardi di euro su 45) e così e la proporzione del valore aggiunto (11 miliardi su 28 complessivi). Oggi l’agricoltura, al Sud, incide sulla ricchezza prodotta in misura più che doppia rispetto al Centro Nord: il 3,4% sul valore aggiunto totale delle regioni meridionali e l’1,6% in quelle del Centro Nord.</p>
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<p>“Dati che si riflettono sull’occupazione – sottolinea il presidente di Confagricoltura -: le unità di lavoro impegnate in agricoltura quasi il 9% del totale; al Centro Nord la quota non arriva al 4%”.</p>
<p>Da alcuni anni la produzione ed il valore aggiunto agricoli delle regioni meridionali sono in costante calo, con una tendenza strutturale che non può non preoccupare. “Fortunatamente c’è stata una positiva inversione di tendenza e nel 2008 il tasso di crescita del valore aggiunto agricolo è stato più o meno uguale sia nel Centro Nord che nel Mezzogiorno – mette in evidenza Federico Vecchioni -. E non vanno dimenticate le buone perfomance sui mercati esteri.”</p>
<p>Nel 2008 l’export agricolo è aumentato di quasi il 10%, quattro volte di più di quanto sia cresciuto nel Centro Nord. Ed è anche aumentato l’export verso i Paesi Mediterranei.</p>
<p>“L’area di libero scambio che si perfezionerà con l’Ue il prossimo anno – ha detto Vecchioni – potrebbe, dunque, tradursi in un’opportunità più che in un rischio per l’agricoltura del nostro Mezzogiorno.”</p>
<p>Il presidente di Confagricoltura è convinto che questi segnali positivi siano merito essenzialmente del sistema imprenditoriale che, in una situazione di carenza infrastrutturale e di diffuso disagio sociale, dovuto anche alla malavita organizzata, è stato il vero protagonista della tenuta di questo territorio”</p>
<p>“Si punti dunque sull’agricoltura – ha detto Vecchioni – a partire dai prossimi provvedimenti della Finanziaria per ridare slancio all’economia del Mezzogiorno e di tutto il Paese. Il nostro è un settore strategico che ha bisogno una strategia di largo respiro che coinvolga l’intero governo e di non di interventi parcellizzati.”</p>
<p>In questo senso vanno incentivati gli investimenti (nel Sud Italia gli investimenti in agricoltura tra il 2001 ed il 2007 sono calati del 6%, al Centro Nord sono invece sono aumentati del 15%). Anche per aumentare la produttività del lavoro che è inferiore a quella del Centro Nord (18,6 mila euro per unità di lavoro contro 25,1 mila euro) e che cresce a tassi molto bassi.</p>
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		<title>Economia e speculazione. Dopo il crac Lehman oltre un miliardo di affamati (+ 11 %)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>

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Questo blog contiene argomenti su economia e finanza. Consultate i nostri blog sulla scuola con temi legati al personale ata e altro e il nostro blog su banca e temi come popolare milano banca.
 
CRISI: COLDIRETTI, DOPO CRAC LEHMAN OLTRE UN MLD DI AFFAMATI (+ 11 %)
La speculazione sulla fame non si è fermata ed ha [...]]]></description>
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<p>Questo blog contiene argomenti su<strong> economia</strong> e<strong> finanza</strong>. Consultate i nostri blog sulla <a href="http://www.scuolamagazine.it">scuola</a> con temi legati al <a href=" http://scuolamagazine.it/2009/07/personale-ata/ ">personale ata </a>e altro e il nostro blog su <a href="http://www.bancamagazine.it">banca</a> e temi come <a href=" http://bancamagazine.it/2009/09/popolare-milano-banca">popolare milano banca</a>.</p>
<p> </p>
<p>CRISI: COLDIRETTI, DOPO CRAC LEHMAN OLTRE UN MLD DI AFFAMATI (+ 11 %)</p>
<p>La speculazione sulla fame non si è fermata ed ha bruciato nel mondo quasi 200 miliardi di dollari solo per il grano, con le quotazioni internazionali che sono dimezzate da 10 dollari per bushel (0,37 dollari al chilo) dello scorso anno a meno di 5 dollari per bushel (0,18 dollari al chilo), mentre i prezzi dei prodotti alimentari derivati come pane e pasta hanno continuato ad aumentare nei paesi ricchi ed in quelli poveri. E’ quanto afferma la Coldiretti, sulla base delle quotazioni al Chicago Board of Trade, nel sottolineare che secondo le stime Fao il numero di affamati nel mondo ha superato il miliardo con una crescita dell’11 per cento, ad un anno del crack della Lehman Brothers.</p>
<p>Con la crisi finanziaria la speculazione si è spostata anche sulle materie prime agricole le cui quotazioni sono fortemente condizionate dai movimenti di capitale che stanno “giocando” senza regole sui prezzi di grano, mais e soia provocando una grande volatilità che &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; ha impedito la programmazione e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi. </p>
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<p>Nonostante il crollo dei prezzi alla produzione agricola &#8211; denuncia la Coldiretti &#8211; rimangono alti i prezzi al consumo che rendono piu&#8217; difficile la sopravvivenza del miliardo di affamati, come dimostra il fatto che, secondo una analisi della Fao, in 58 Paesi in via di sviluppo nell&#8217;80 per cento dei casi i prezzi sono piu&#8217; alti dello scorso anno. Un problema che &#8211; continua la Coldiretti &#8211; riguarda anche i paesi piu’ sviluppati dove la denutrizione riguarda 15 milioni di persone, per un aumento del 15,4 per cento sul 2008.</p>
<p>L&#8217;emergenza alimentare &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; non si risolve con i prezzi bassi all&#8217;origine per i produttori perche&#8217; questi non consentono all&#8217;agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è piu&#8217; in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Occorre combattere &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; la grave ingiustizia rappresentata dall&#8217;iniqua distribuzione del valore aggiunto a danno degli agricoltori e dei consumatori lungo le filiere agroalimentari.</p>
<p>In Italia, dove i prezzi moltiplicano per cinque dal campo alla tavola, si è verificata ad agosto una crescita tendenziale dei prezzi degli alimentari dell&#8217;1,2 per cento ad agosto (sei volte superiore al valore medio dell&#8217;inflazione dello 0,2 per cento) nonostante &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; il crollo del 16 per cento in media dei prezzi agricoli con una punta del -30 per cento per il grano , che mette a rischio il futuro delle coltivazioni in Italia. Ed è scandaloso &#8211; continua la Coldiretti &#8211; il caso della pasta di semola di grano duro che, nonostante la multa di 12,5 milioni del 2 febbraio 2009, decisa dall&#8217;Antitrust per il “cartello” tra produttori, nel primo semestre del 2009 è stata il prodotto che è aumentato di piu&#8217; (+11 per cento tendenziale) e si posiziona al quarto posto nel contributo all&#8217;inflazione (dopo sigarette, canone di affitto, pasto al ristorante e carrozziere), sulla base delle elaborazioni Coldiretti sul rapporto Coop 2009.</p>
<p>“La crisi ha smascherato le false promesse dell’economia virtuale e i pericoli di una assenza totale di regole sul mercato che hanno permesso a pochi di fare affari mettendo a rischio lo sviluppo di larga parte della popolazione mondiale” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “con la auspicabile ripresa abbiamo una occasione unica per ridare alle cose un nuovo ordine e far riacquisire il primato alla verità e alla concretezza che sono le parole d’ordine dell’agricoltura”. L’economia &#8211; conclude Marini &#8211; esce dalla crisi solo se assumono centralità i valori veri dell&#8217;agire di ciascuno di noi: la responsabilità, l&#8217;affidabilità, l&#8217;etica dei comportamenti ed ancora, si recupera pienamente la dimensione dell&#8217;identità come qualificazione positiva della persona, dei territori, di tutto ciò che è vero e che non può essere scambiato per altro.</p>
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		<title>Economia, impresa e credito. Banche Popolari e Confederazioni delle Pmi e dell’artigianato, insieme contro la crisi</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2009/09/16/economia-finanza-borse-soldi-credito/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 14:21:37 +0000</pubDate>
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Banche Popolari e Confederazioni delle Pmi e dell’artigianato, insieme contro la crisi. Il Presidente Malavasi alla firma del protocollo d’intesa per sostenere protocollo d’intesa per sostenere le esigenze creditizie e di assistenza finanziaria delle imprese
È stato firmato oggi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="banche popolari" src="http://www.sergiobianco.it/grabImage.aspx?picID=m15&amp;picH=310" alt="" width="310" height="311" /></p>
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<p> </p>
<p> </p>
<p>Banche Popolari e Confederazioni delle Pmi e dell’artigianato, insieme contro la crisi. Il Presidente Malavasi alla firma del protocollo d’intesa per sostenere protocollo d’intesa per sostenere le esigenze creditizie e di assistenza finanziaria delle imprese</p>
<p>È stato firmato oggi a Roma, nella sede dell’Assopopolari di piazza Venezia, un protocollo d’intesa per promuovere sul territorio, tra le banche del settore e le Confederazioni dell’Artigianato e delle Pmi, accordi operativi finalizzati a sostenere le esigenze creditizie e di assistenza finanziaria delle imprese.<br />
Il protocollo è stato sottoscritto dal Presidente di Assopopolari Carlo Fratta Pasini, dal Presidente di CNA Ivan Malavasi, dal Presidente di Confartigianato Imprese Giorgio Natalino Guerrini e dal Presidente di Casartigiani Giacomo Basso. L’accordo va ad aggiungersi all’Avviso comune, sottoscritto il 3 agosto scorso dall’ABI, dal Ministro dell’Economia e dalle Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI, al quale le Banche Popolari hanno già aderito. In occasione della firma dell’intesa, il Presidente dell’Assopopolari e i vertici delle tre Confederazioni ne hanno sottolineato la valenza strategica, rilevando che le Banche Popolari hanno consolidato uno stretto legame con le imprese radicate sul territorio. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle banche popolari è destinato alle Pmi e che il 95 delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese.</p>
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<p>Nel merito l’Accordo prevede che l’Assopopolari e le tre Confederazioni artigiane promuovano:</p>
<p>accordi operativi volti a introdurre elementi temporanei di flessibilità nella gestione dei rimborsi rateali dei crediti verso imprese “in bonis”, impegnate in processi di ricapitalizzazione, anche tramite la sospensione parziale o totale della rata di rimborso per un periodo dai 12 ai 18 mesi;</p>
<p>sostegno alle esigenze di cassa delle imprese e per la rinegoziazione delle loro esposizioni a breve;</p>
<p>sviluppo di forme di finanziamento dei nuovi investimenti che tengano conto, nei piani di rimborso, dei prevedibili profili temporali dei flussi di cassa derivanti dagli investimenti effettuati;</p>
<p>forme e modalità di assistenza e consulenza finanziaria congiunta, Banche Popolari a Associazione-Confidi, finalizzate all’ottimizzazione del profilo finanziario dell’impresa;</p>
<p>individuazione di prassi condivise nell’approccio e nella gestione dei casi di crisi aziendali;</p>
<p>fornitura dei prodotti e assistenza alle Associazioni e ai Confidi del sistema FEDART FIDI da parte delle strutture specializzate del Credito Popolare, in merito a specifici profili di operatività (factoring, leasing, recupero credito, back office).</p>
<p>In attuazione del protocollo, la cui durata è fissata fino al 31 dicembre 2010, prorogabile di anno in anno, le Parti hanno attivato un Tavolo di coordinamento nazionale per definire le linee di azione concreta ed il monitoraggio delle stesse. Saranno, poi, a livello locale le singole Banche del sistema del Credito Popolare e le strutture territoriali di CNA, CONFARTIGIANATO e CASARTIGIANI a rendere operative le linee guida del protocollo, nel rispetto della propria autonomia.</p>
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		<title>Banca ed economia: Montepaschi tra le banche più sostenibili al mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 17:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Questo blog si occupa di: economia, finanza, borse,soldi
Montepaschi tra le banche più sostenibili al mondo. Il titolo ammesso nell&#8217;indice Dow Jones Sustainability Index World. Vigni (Dg BMps): La sostenibilità tra gli obiettivi del nostro piano industriale.
Il Gruppo Montepaschi è stato selezionato tra le 317 aziende più sostenibili al mondo per la capacità dimostrata di sapere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="mps" src="http://www.sassuolo2000.it/img/BancaMontePaschiSiena.jpg" alt="" width="420" height="285" /></p>
<p>Questo blog si occupa di:<strong> economia</strong>, <strong>finanza</strong>, <strong>borse</strong>,<strong>soldi</strong></p>
<p>Montepaschi tra le banche più sostenibili al mondo. Il titolo ammesso nell&#8217;indice Dow Jones Sustainability Index World. Vigni (Dg BMps): La sostenibilità tra gli obiettivi del nostro piano industriale.</p>
<p>Il Gruppo Montepaschi è stato selezionato tra le 317 aziende più sostenibili al mondo per la capacità dimostrata di sapere realizzare la propria responsabilità sociale anche in fasi economiche critiche, continuando a generare valore per la clientela ed i territori. Lo attesta l’inserimento del titolo Mps nell’Indice DJSI World e la permanenza per il secondo anno consecutivo nell’europeo DJSI STOXX: gli indici finanziari di sostenibilità curati dalle società Dow Jones Indexes e STOXX Ltd e dall’agenzia di rating svizzera SAM Research.<br />
&lt;&gt;.<br />
Non è trascurabile il fatto che gli indici DJSI siano benchmark per la gestione passiva di strumenti di investimento per oltre 8 miliardi di dollari. La revisione degli Indici per il 2009 ha riguardato circa tremila aziende attraverso uno screening integrato delle performance economiche, sociali e ambientali in ottica di lungo periodo.</p>
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<p>Tra gli aspetti valutati: la corporate governance, la gestione della reputazione, i rischi, l’impatto ambientale, lo sviluppo delle risorse umane e la gestione della catena dei fornitori.<br />
Il titolo Mps ha superato a pieni voti l’analisi: unico titolo bancario italiano presente in entrambi gli Indici, con un punteggio generale di 76/100 ed un posizionamento ai vertici del settore.<br />
Particolarmente apprezzata inoltre l’ottima qualità del reporting di sostenibilità ed il coinvolgimento degli stakeholder nelle strategie aziendali.</p>
<p>Consultate i nostri blog dedicati a <a href="http://www.scuolamagazine.it">graduatorie docenti </a>e<a href="http://www.innovazioneblognetwork.it"> innovazione</a>.</p>
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