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	<title>Economia Blog Network</title>
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	<description>Il Magazine dedicato alla Finanza e all&#039;Economia per le Imprese</description>
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		<title>Antonio Valora nuovo responsabile della struttura corporate del Lazio di Montepaschi</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/07/19/antonio-valora-nuovo-responsabile-della-struttura-corporate-del-lazio-di-montepaschi/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Valora]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Monte dei Paschi]]></category>
		<category><![CDATA[Montepaschi lazio]]></category>

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Ad otto mesi dal lancio del progetto, positivo il bilancio della piattaforma che offre competenze specialistiche alle imprese del territorio
Antonio Valora è il nuovo responsabile della piattaforma corporate Lazio, la struttura creata da Banca Monte dei Paschi per valorizzare gli aspetti distintivi dell’economia del territorio. Valora, 43 anni romano, si è laureato in Economia alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="montepaschi" src="http://www.baseball.it/foto/mps.jpg" alt="" width="280" height="280" /></p>
<p>Ad otto mesi dal lancio del progetto, positivo il bilancio della piattaforma che offre competenze specialistiche alle imprese del territorio</p>
<p><strong>Antonio Valora</strong> è il nuovo responsabile della piattaforma corporate Lazio, la struttura creata da <strong>Banca Monte dei Paschi</strong> per valorizzare gli aspetti distintivi dell’economia del territorio. Valora, 43 anni romano, si è laureato in Economia alla Luiss. Dopo una breve esperienza in Alitalia, entra nel 1991 in Banca Antonveneta, dove assume incarichi di rilievo nella rete filiali, sviluppando significative conoscenze in ambito commerciale corporate.<br />
Nel 2008, con l’ingresso di <strong>Banca Antonveneta</strong> nel Gruppo Montepaschi, Valora assume la responsabilità della direzione territoriale corporate Roma Centro per Banca Monte Paschi, alla luce delle esperienze maturate nel comparto imprenditoriale.<br />
Ad otto mesi dal lancio del Progetto Corporate Lazio, il Gruppo Montepaschi conferma quindi la volontà di promuovere le diversità regionali in tema di produzione, consumo, investimenti, innovazione. La struttura ha saputo costruire un dialogo costante e produttivo con gli attori del territorio, partecipando attivamente alle dinamiche regionali, alla programmazione di accordi, alla stesura di intese.<br />
Dal punto di vista operativo il team declina i prodotti targati Montepaschi secondo i tratti distintivi di un territorio dinamico e intraprendente, caratterizzato dalla presenza di importanti filiere nel settore dell’aerospaziale, farmaceutico, delle biotecnologie e dell’IT.</p>
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		<title>Studio economico sulle insolvenze aziendali</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/07/16/studio-economico-sulle-insolvenze-aziendali/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 14:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Euler Hermes]]></category>
		<category><![CDATA[insolvenze]]></category>
		<category><![CDATA[insolvenze aziendali nel mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Presentato  lo studio economico sulle  insolvenze aziendali nel mondo, con un focus sul mercato italiano.
Analisi dell’assicuratore del credito Euler Hermes (gruppo Allianz)
- La ripresa economica mondiale è già sotto pressione: semplice rimbalzo o vera ripresa?
Quali conseguenze sulla sinistralità delle imprese?
- Il livello di Insolvenze aziendali dovrebbe rimanere elevato fino al 2011.
- Dai ritardi dei pagamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="ripresa economica" src="http://semplicementeblog.com/files/2009/12/ripresa_economica-763166.gif" alt="" width="250" height="249" /></p>
<p>Presentato  lo studio economico sulle <strong> insolvenze aziendali nel mondo</strong>, con un focus sul mercato italiano.</p>
<p>Analisi dell’assicuratore del credito <strong>Euler Hermes</strong> (gruppo Allianz)</p>
<p>- La ripresa economica mondiale è già sotto pressione: semplice rimbalzo o vera ripresa?</p>
<p>Quali conseguenze sulla sinistralità delle imprese?</p>
<p>- Il livello di Insolvenze aziendali dovrebbe rimanere elevato fino al 2011.</p>
<p>- Dai ritardi dei pagamenti alle procedure concorsuali. I fallimenti in Italia: trend e previsioni.</p>
<p>La ripresa dell’economia mondiale ha probabilmente già raggiunto il suo picco di intensità. I Paesi che nella primavera del 2009 erano stati i principali motori della fase di rilancio non registreranno prevedibilmente una nuova accelerazione della loro crescita. All’orizzonte 2011 si profila addirittura un calo di attività sia nei Paesi asiatici emergenti che negli Stati Uniti, mentre la maggior parte dei Paesi sviluppati non è in grado di prendere in mano il testimone della ripresa. L’Europa, in particolare Eurolandia, continua ad arrancare, colpita da una crisi che persiste. E’ in questo contesto che le imprese rischiano di rimanere sotto pressione ancora per diversi trimestri, mentre il<strong> numero d’insolvenze aziendali in Europa</strong> resterà elevato fino al 2011, secondo l’ultimo studio di Euler Hermes, leader mondiale dell’assicurazione crediti.</p>
<p>La ripresa dell’economia mondiale ha probabilmente già raggiunto il suo picco di intensità</p>
<p>Secondo l’analisi di<strong> Euler Hermes</strong>, il ritmo di crescita delle economie asiatiche non potrà proseguire fino al 2011 con la velocità impressionante registrata ancora nel primo trimestre 2010. Il progressivo sfumare degli effetti dei piani di rilancio e la graduale normalizzazione delle politiche monetarie dovrebbero indurre un rallentamento della crescita della regione di circa 1 punto del PIL nel 2011 (riportandola al 6,8% dopo il 7,7% del 2010), in forte sintonia con la frenata prevista per la Cina (8,5% nel 2011, dopo il 9,8% del 2010).</p>
<p>Allo stesso tempo, anche gli Stati Uniti, seconda locomotiva della ripresa economica mondiale, dovrebbero registrare una sensibile decelerazione (2,6% nel 2011, dopo il 3,1% del 2010), dovuta, in particolare, ai minori benefici apportati dalle misure di rilancio (concentrate nel periodo fine 2009-2010) e ad una ripresa insufficiente dell’occupazione nel settore privato. In totale, <strong>Euler Hermes</strong> calcola che la crescita mondiale dovrebbe attestarsi al 3,3% nel 2010, rallentando poi fino a raggiungere il 2,9% nel 2011. La flessione sarebbe in proporzione più marcata nei Paesi dell’OCSE (+2,1% nel 2010 e +1,8% nel 2011) che negli altri (+5,6% nel 2010 e +5,1% nel 2011). Il commercio mondiale avrà un trend abbastanza simile, passando da una crescita in volume dell’11% nel 2010 a +8% nel 2011.</p>
<p>L’Europa, unica regione del mondo colpita dalla crisi in modo persistente, registrerà una crescita economica della zona euro inferiore all’1% nel 2010 e 2011.</p>
<p>Per la zona euro, le prospettive di crescita della domanda interna sono globalmente nulle nel 2010 e molto modeste per il 2011. In media annua, nel 2010 i consumi delle famiglie resteranno in negativo (-0,2%) e saranno molto modesti nel 2011 (0,5%), in particolare a causa dell’andamento poco favorevole dell’occupazione, della moderazione salariale e delle misure annunciate o attese di austerità dei conti pubblici. Dopo una flessione consistente nel 2009, gli investimenti ritorneranno di segno positivo solo nel 2011 (1,2% dopo il -3% nel 2010) sia nel settore edile che in quello degli investimenti produttivi.</p>
<p>Questa revisione al ribasso delle prospettive economiche europee è essenzialmente figlia del consolidamento di bilancio avviato a tappe forzate in molti Paesi a partire da maggio e giugno, nel solco della crisi del debito sovrano greco. “ I piani di rientro annunciati traducono un sforzo immenso che rischia di frenare in modo significativo il ritmo della ripresa europea, soprattutto nel 2011 », sottolinea <strong>Karine Berger</strong>, Direttrice Mercati e Marketing e Chief Economist di Euler Hermes.</p>
<p>Le imprese rimarranno sotto pressione e il livello di insolvenze aziendali resterà elevato fino al 2011</p>
<p>L’Indice Globale delle Insolvenze aziendali di<strong> Euler Hermes</strong> ha registrato un doppio record nel 2009: quello del volume, il più alto della serie iniziata nel 1995, e quello del tasso annuo di aumento (+29%) per il secondo anno consecutivo. Alla fine, il bilancio delle insolvenze 2009 per alcuni Paesi è il più consistente da quindici anni a questa parte (per Stati Uniti, Regno Unito, Francia o Finlandia) e soprattutto ha raggiunto livelli storici in molti Paesi (Spagna, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Austria, Danimarca, Irlanda, Portogallo e Paesi Baltici).</p>
<p>Il risanamento progressivo dell’economia mondiale, malgrado un ritmo di crescita meno vigoroso nel 2011, dovrebbe coincidere globalmente con un calo del volume dei fallimenti aziendali nel mondo, che comunque si annuncia moderato (-3% nel 2010 e -5% nel 2011) rispetto agli aumenti storici registrati nel 2008 e 2009. Soprattutto, si manifesterà in modo eterogeneo, come del resto anche la ripresa economica dei vari Paesi. Le insolvenze aziendali dovrebbero dunque calare sensibilmente nella regione Asia-Pacifico (-9% nel 2010) e, dopo un biennio di forte crescita, negli Stati Uniti (-10%). Viceversa, aumenteranno nuovamente in molti Paesi europei, in particolare dell’Europa del sud: Spagna (+10%), Grecia (+25%), Italia (+ 14%), Portogallo (+5%). In Germania (+1%), Francia (+2%), Austria (+5%), Irlanda (+9%) non si prevede un calo dei livelli medi annui di insolvenze aziendali prima del 2011.</p>
<p><strong>ITALIA </strong></p>
<p>“ I mancati pagamenti da inizio anno recuperano il saldo negativo della crisi (- 35,2% a maggio 2010) mentre gli importi medi, pur migliorando (- 19,8% a maggio 2010), recuperano solo parzialmente”, dichiara<strong> Massimo Falcioni</strong>, Direttore Centrale Euler Hermes SIAC. “Tra i settori merceologici l’abbigliamento, il tessile, il calzaturiero e la carta presentano un recupero importante sia sulla frequenza dei mancati pagamenti che nella severità degli importi medi. Ancora segnali di difficoltà invece nella siderurgia e nell’energia”. Entrando nello spaccato regionale Falcioni afferma: “Campania, Puglia e Calabria le regioni che recuperano rispetto ai livelli pre-crisi mentre la Sardegna mostra uno scenario in peggioramento. In tutte le altre regioni si evidenziano trend di ripresa che non consentono il recupero rispetto ai valori del 2007”.</p>
<p>Proseguendo la sua analisi anche sui mercati Export verso i quali le imprese italiane si rivolgono, Falcioni afferma: “ L’export italiano ha mostrato segnali di recupero ma con variazioni più contenute. I segnali positivi provengono da un maggior numero di settori quali l’abbigliamento, il tessile, il calzaturiero, la carta, il cuoio e pellame, l’edilizia, mobili e arredamento. Si confermano con trend negativi la siderurgia e l’energia”.</p>
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		<title>Boom del microcredito in Italia</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/07/13/boom-del-microcredito-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microcredito]]></category>
		<category><![CDATA[banca etica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Volumi quintuplicati per il microcredito  tra 2007 e 2009 secondo una ricerca di Ritmi e Fondazione Giordano dell’Amore- Banca Etica è uno dei soggetti più attivi nel panorama nazionale.
I microcrediti erogati in Italia sono quintuplicati negli ultimi 2 anni. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da RITMI (Rete Italiana di Microfinanza) con la collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="microcredito" src="http://subarralliccu.files.wordpress.com/2010/06/microcredito1.jpg" alt="" width="472" height="312" /></p>
<p>Volumi quintuplicati per il<strong> microcredito</strong>  tra 2007 e 2009 secondo una ricerca di Ritmi e Fondazione Giordano dell’Amore- Banca Etica è uno dei soggetti più attivi nel panorama nazionale.</p>
<p>I <strong>microcrediti</strong> erogati in Italia sono quintuplicati negli ultimi 2 anni. E’ quanto emerge da una ricerca realizzata da RITMI (Rete Italiana di Microfinanza) con la collaborazione della Fondazione Giordano Dell’Amore. Lo studio – che fa parte di un’indagine Europee realizzata ogni 2 anni dall’European Microfinance Network – è stato presentato alla Camera di Deputati lo scorso 30 giugno.</p>
<p>I dati mostrano che il microcredito in Italia ha grandi potenzialità come strumento di inclusione sociale e di lotta alla povertà, ma fino a oggi esso si è sviluppato in assenza di una cornice normativa adeguata. Solo il 10 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha inviato alle Camere un decreto legislativo per la riforma del TUB (Testo Unico Bancario) che contiene anche una norma sul microcredito.<br />
«Accogliamo con favore la proposta di regolamentare, finalmente, anche in Italia il microcredito – spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica &#8211; anche se dobbiamo constatare che l&#8217;integrazione del Testo Unico Bancario proposta dal Governo si limita a normare l&#8217;esistente, senza prevedere forme di sostegno e incentivi per il microcredito, che pure è riconosciuto dalla UE come uno strumento indispensabile per la lotta alla povertà e per l&#8217;inclusione sociale. L’Italia – prosegue Biggeri &#8211; è il paese che in Europa ha tra i più alti tassi di esclusione finanziaria anche tra i lavoratori dipendenti, di cui il 10% non ha un conto bancario».</p>
<p><strong>Banca Etica</strong> è uno dei soggetti tra i più impegnati nell’erogazione di microcrediti in Italia: nel 2009 ha erogato 143 microcrediti socio-assitenziali per un importo complessivo di 619mila euro e 24 microcrediti imprenditoriali per un importo complessivo di 306mila euro. Attraverso la sua Fondazione Culturale Banca Etica aderisce a RITMI (Rete Italiana MIcro finanza) e ha partecipato alle consultazioni indette dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla bozza del decreto legislativo. «In quel contesto – prosegue Biggeri – abbiamo sostenuto, sulla base della nostra esperienza, l&#8217;importanza di riconoscere i due tipi di microcredito: quello finalizzato all&#8217;occupazione e allo start-up di piccole imprese individuali, ma anche quello socio-assistenziale per far fronte alle difficoltà economiche delle fasce sociali deboli. Vediamo però che il testo del governo &#8211; pur riconoscendo l’esistenza del microcredito assistenziale &#8211; lo ritiene residuale e di minore impatto: una scelta che ci appare poco lungimirante nell’attuale fase di perdita di potere di acquisto delle famiglie, e di crescente disoccupazione».</p>
<p>Banca Etica ha invece accolto con grande favore la scelta di inserire nel testo del Governo il riconoscimento dell&#8217;importanza dei &#8220;servizi ausiliari di assistenza&#8221;, che caratterizzano le attività del microcredito: l&#8217;ascolto delle persone in difficoltà per aiutarle a uscire dalla crisi ed entrare in una condizione economica sostenibile e dignitosa e l&#8217;accompagnamento nella nascita di nuove attività economiche. «Continueremo a tenere sotto osservazione i lavori e ci rapporteremo col Parlamento che dovrà analizzare e dare il parere sul testo del Governo. Anche per questo siamo tra i promotori dell&#8217;iniziativa del 30 giugno alla Sala della Mercede della Camera, alla quale interverranno i Deputati che nella presente Legislatura hanno presentato proposte di legge sul microcredito e componenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato», conclude Biggeri.</p>
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		<title>Banche: firmato accordo ABI-Sindacati sulle libertà sindacali</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/07/13/banche-firmato-accordo-abi-sindacati-sulle-liberta-sindacali/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 16:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accordi]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[abi sindacati]]></category>
		<category><![CDATA[accordo abi]]></category>
		<category><![CDATA[banche sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[ABI e Sindacati hanno firmato oggi a Roma il nuovo accordo in materia di libertà sindacali, al termine di un lungo negoziato avviato nei mesi scorsi.
L’accordo – concluso in coincidenza con il 40° anniversario dello Statuto dei Lavoratori – costituisce una prima fase del percorso di rinnovo del contratto nazionale di lavoro che scadrà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ABI e Sindacati hanno firmato oggi a Roma il nuovo accordo in materia di libertà sindacali, al termine di un lungo negoziato avviato nei mesi scorsi.<br />
L’accordo – concluso in coincidenza con il 40° anniversario dello Statuto dei Lavoratori – costituisce una prima fase del percorso di rinnovo del contratto nazionale di lavoro che scadrà il 31 dicembre 2010 e coglie l’obiettivo di razionalizzare e qualificare lo svolgimento dell’attività<br />
sindacale, riconoscendo in maggior misura rispetto al passato il grado di rappresentatività di ciascun sindacato.<br />
ABI ritiene, infatti, che una corretta dinamica delle relazioni sindacali ad ogni livello non possa prescindere dall’effettivo riconoscimento del peso delle forze in campo, soprattutto in una fase così delicata per la situazione economica e sociale del Paese e per il sistema bancario che richiede<br />
capacità di governare al meglio i grandi cambiamenti organizzativi e produttivi in atto.<br />
In particolare, vengono regolati secondo questi criteri l’attività sindacale a livello aziendale, di gruppo e sul territorio.</p>
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		<title>Aggiornamento semestrale Euler Hermec Siac</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/07/08/euler-hermec-siac/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione dei crediti commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[Euler Hermec Siac]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Allianz]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Falcioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Società italiana del Gruppo Allianz, specializzata nell’ assicurazione dei crediti commerciali nel breve termine, registra un incremento del +362% organic growth primo semestre 2010.
Questo risultato è stato generato da un forte incremento della domanda di coperture assicurative credito delle Aziende italiane medio-grandi che hanno deciso di proteggersi dal rischio di insolvenze dei propri crediti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="assicurazioni" src="http://www.grandeportale.it/Economia%20e%20Finanza/Euler%20Hermes%20SIAC.jpg" alt="" width="169" height="38" /></p>
<p>La Società italiana del <strong>Gruppo Allianz</strong>, specializzata nell’ <strong>assicurazione dei crediti commerciali</strong> nel breve termine, registra un incremento del +362% organic growth primo semestre 2010.</p>
<p>Questo risultato è stato generato da un forte<strong> incremento della domanda</strong> di <strong>coperture assicurative credito</strong> delle Aziende italiane medio-grandi che hanno deciso di proteggersi dal rischio di insolvenze dei propri crediti commerciali, al fine di ridurre il costo del credito erogato.</p>
<p>+17% trattative da PMI, primo semestre 2010</p>
<p>Lo illustra Massimo Falcioni Direttore Centrale Euler Hermes SIAC</p>
<p>“ La<strong> organic growth</strong> (crescita del business della Compagnia) si manifesta con una forte crescita nel primo semestre 2010 del 306% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato eccezionale è conseguente sia ad una maggiore attenzione delle imprese italiane a proteggersi dai mancati pagamenti in uno scenario economico ancora incerto, che alla strategia di sviluppo che la Compagnia ha posto in essere per cogliere immediatamente questa evoluzione di mercato”.</p>
<p>“Infatti la <strong>gestione del credito commerciale</strong> a breve termine sta diventando sempre più una leva strategica nella gestione delle Imprese” – dichiara il Direttore Centrale di EHSIAC, <strong>Massimo Falcioni</strong> – “la crisi ha contribuito ad aumentare la consapevolezza da parte delle Aziende che attraverso la copertura assicurativa si tutelano dalla incertezza delle possibili insolvenze dei propri clienti con un costo certo, preventivabile e contenuto grazie agli indennizzi assicurativi sugli insoluti, migliorando il proprio<strong> merito creditizio</strong> facilitando così l’ <strong>accesso al credito bancario</strong>”.</p>
<p>”lI <strong>credit/risk manager</strong> delle grandi imprese sta facendo sempre più proprio questo strumento, particolarmente diffuso nel nord Europa, e si sta dimostrando sempre più attento alla solvibilità dei clienti.</p>
<p>Le piccole–medie imprese, anche se più timidamente, stanno ritornando ad utilizzare i servizi dell’assicurazione credito, poiché la crisi ha operato una <strong>forte selezione del mercato</strong>, consentendo solo alle <strong>PMI più virtuose</strong> di rimanere attive”.</p>
<p><strong>Euler Hermes SIAC</strong> è la compagnia leader in Italia dell’assicurazione crediti. Consociata di Euler Hermes, contribuisce allo sviluppo del business delle imprese proteggendo il loro portafoglio clienti.</p>
<p>La compagnia affianca le aziende nel selezionare i clienti e offre un pacchetto di servizi integrati per la gestione del rischio credito sia in Italia che all’estero: <strong>Valutazione dei Rischi</strong>,<strong> Assicurazione dei Cre</strong>diti e <strong>Recupero Crediti</strong>. Avvalendosi di 400 collaboratori (in Direzione Generale e nelle Delegazioni territoriali), Euler Hermes SIAC realizza (dato 2009) un giro d’affari di circa 200 milioni di euro e annovera, nei suoi circa 6.000 clienti, imprese di ogni dimensione e fatturato.</p>
<p><strong>Euler Hermes</strong> è il primo gruppo mondiale dell’assicurazione crediti e uno dei maggiori operatori nel mercato delle cauzioni e del recupero crediti commerciali. Con 6200 collaboratori presenti in oltre 50 paesi, Euler Hermes offre una gamma completa di servizi per la gestione del portafoglio clienti. Nel 2009 il gruppo ha raggiunto un giro d’affari di 2,1 miliardi di euro.</p>
<p>Euler Hermes ha sviluppato una rete internazionale di monitoraggio che permette di analizzare la stabilità finanziaria di 40 milioni di imprese. Il Gruppo copre 800 miliardi di Euro di transazioni commerciali nel mondo.</p>
<p>Euler Hermes, <strong>membro Allianz</strong>, è quotata all’ Euronext Paris. Il gruppo e le sue principali società di assicurazione crediti hanno ricevuto il <strong>rating AA-</strong> da Standard &amp; Poor’s.</p>
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		<item>
		<title>MSC Crociere, in Italia un beneficio economico da 1.523 milioni di euro</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/06/23/msc-crociere-beneficio-economico/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 16:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[benefici economici crociere]]></category>
		<category><![CDATA[msc crociere]]></category>

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		<description><![CDATA[
Gli effetti sull’economia nazionale nello studio di Ca’ Foscari:
oltre 2 milioni di passeggeri movimentati nel 2009, 1.700 fornitori italiani
Lo studio sul mercato crocieristico realizzato da Ca’ Foscari Formazione e Ricerca in collaborazione con Risposte Turismo, presentato oggi a Roma nel corso di un incontro presso la sala Capitolare del Senato, dedica un’ampia parte all’impatto generato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://s926.photobucket.com/albums/ad101/Ariaperta/?action=view&amp;current=MSC0910129_Nave_MSC_Fantasia.jpg" target="_blank"><img src="http://i926.photobucket.com/albums/ad101/Ariaperta/MSC0910129_Nave_MSC_Fantasia.jpg" border="0" alt="Photobucket" width="465" height="272" /></a></p>
<p>Gli effetti sull’economia nazionale nello<strong> studio di Ca’ Foscari</strong>:</p>
<p>oltre 2 milioni di passeggeri movimentati nel 2009, 1.700 fornitori italiani</p>
<p>Lo studio sul <strong>mercato crocieristico</strong> realizzato da Ca’ Foscari Formazione e Ricerca in collaborazione con Risposte Turismo, presentato oggi a Roma nel corso di un incontro presso la sala Capitolare del Senato, dedica un’ampia parte all’impatto generato sull’economia italiana dalla presenza di <strong>MSC Crociere</strong>.</p>
<p>Lo studio calcola in 1.523 milioni di euro la ricaduta sul sistema economico italiano dell’attività di MSC Crociere nel 2009 (impatto economico diretto, indiretto, indotto).</p>
<p>Il principale elemento attivatore dell’economia, spiegano gli analisti di Ca’ Foscari, è la spesa diretta (pari a 628 milioni di euro), che è costituita a sua volta da due componenti: la spesa diretta dell’azienda imputabile all’Italia (510 milioni di euro) e la spesa diretta dei crocieristi MSC Crociere che si imbarcano, sbarcano e transitano nei porti italiani (118 milioni, per una movimentazione pari a 2,07 milioni di passeggeri in Italia nel 2009). Gli effetti indotti nello scorso anno sono stati invece pari a 518 milioni di euro.</p>
<p>Altro dato di grande interesse e che fornisce un’idea dell’effetto generato dalla presenza dell’azienda sul territorio è quello relativo ai fornitori. Sono 1.700 i fornitori italiani di MSC Crociere, di cui 600 per l’area food &amp; beverage e 1.100 per le altre aree, come approvvigionamento generale, manutenzione tecnica ed allestimento delle navi. In fase di costruzione delle navi, in particolare, i fornitori italiani coinvolti sono 300.</p>
<p>I dipendenti italiani impiegati a bordo delle navi MSC Crociere e quelli impiegati nelle sedi italiane della Compagnia sono 2.370. Ma se si considerano anche i diversi settori produttivi interessati, le unità di lavoro collegate all’attività di MSC Crociere nel 2009 raggiungono un totale di 11.869, con redditi equivalenti complessivi pari a circa 270 milioni di euro.</p>
<p>Capillare anche la rete dei partner commerciali: circa 9.000 le agenzie di viaggio italiane coinvolte nell’attività di distribuzione di MSC Crociere.</p>
<p>Analizzando il sistema di gestione dei trasferimenti dei clienti verso i porti d’imbarco, si scopre che la soluzione preferita è quella dell’autobus, che l’azienda mette a disposizione acquistando questo servizio da appositi fornitori. Ebbene nel 2009 sono stati circa 100 mila i passaggi autobus verso i porti d’imbarco.</p>
<p>Circa il 10% dei crocieristi sceglie invece l’aereo, con i pacchetti fly &amp; cruise che affiancano alla crociera il volo di a/r dall’aeroporto più vicino allo scalo interessato. MSC Crociere ha acquistato nel 2009 circa 10,8 milioni di euro di voli dalle diverse compagnie aeree.</p>
<p>Passando a considerare le escursioni MSC Crociere nel 2009 ha speso oltre 5,3 milioni di euro per acquistare servizi presso vari fornitori italiani.</p>
<p>Le spese per sponsorizzazioni e attività di co-marketing effettuate in Italia da MSC Crociere nel 2009 sono state invece pari a 13,6 milioni.</p>
<p>Il valore delle commissioni riconosciute alle agenzie di viaggio italiane che lo scorso anno hanno venduto il prodotto MSC Crociere è stato invece pari a 50 milioni di euro.</p>
<p><strong>MSC ITALCATERING</strong></p>
<p>MSC Italcatering, la società che si occupa del food &amp; beverage per tutte le navi della flotta MSC Crociere, ha sede a Genova ed è entrata a far parte del gruppo nel 2004. La sua attività è cresciuta velocemente negli anni, in parallelo con l’aumento di offerta di MSC Crociere, in termini di navi e numero passeggeri trasportati.</p>
<p>Sono 40 milioni i pasti serviti a bordo annualmente, con la cucina italiana predominante nei menu. L’azienda ha investito l’anno scorso 52 milioni per acquistare forniture nazionali da varie aziende del comparto alimentare (circa 600, come ricordato in precedenza). Fra le curiosità da segnalare, è stato calcolato che in una crociera di sette giorni di una nave di 4.000 passeggeri si consumano 20.000 confetture monoporzione, 6.400 kg di farinacei, 7.000 kg di carne, 6.000 kg di pesce e 26.000 uova fresche.</p>
<p><strong>MSC CRUISE TECH DEPARTMENT</strong></p>
<p>MSC Cruise Tech Department (CTD) ha il compito di garantire la necessaria manutenzione delle navi: la società ha sede a Piano di Sorrento ma le attività di bacino vengono svolte prevalentemente a Genova, Palermo, Trieste, Amburgo e Malta. Una sosta di 10 giorni in una di queste strutture vale circa 600 mila euro di lavori, secondo lo studio Ca’ Foscari.</p>
<p>MSC CTD è nata nel 1990 come ufficio tecnico per le navi MSC Crociere e impiega oggi oltre 100 dipendenti: la sua spesa nel 2009 è stata pari a 37 milioni di euro distribuiti su un totale di più di 1.000 fornitori in Italia per le aree di approvvigionamento generale, manutenzione tecnica e allestimento navi.</p>
<p>A questi numeri, inoltre, bisogna aggiungere il ricorso ad aziende italiane per la costruzione di nuove navi, che si traduce in ulteriori 140 milioni di euro circa per il 2009 che arricchiscono il vettore di spesa diretta influenzando positivamente gli effetti indiretti e indotti. Si tratta di imprese impegnate in settori come pitture navali, arredamento cabine, attrezzature per ristoranti e cucine, illuminazione, posa cavi, ecc.</p>
<p>Più in generale, MSC Crociere si rivolge ad aziende italiane anche per l’acquisto di servizi e prodotti di altre aree, dalla sicurezza dei passeggeri alle macchine per il gelato, dagli impianti di depurazione alla tecnologia e alla logistica.</p>
<p><strong>L’USO DEI PORTI</strong></p>
<p>Nel 2009 MSC Crociere ha speso 21 milioni di euro per gli scali effettuati in 14 porti italiani (Venezia, Genova e Portofino, Napoli, Bari, Civitavecchia, Catania, Livorno, Palermo, Messina, Salerno, Olbia, Cagliari, Ancona). Le principali voci di spesa sono: fee portuali, assistenza a terra ai passeggeri, rifornimento di acqua, attività logistica, manutenzione straordinaria, spese di sicurezza, assicurazione, smaltimento rifiuti. A questi vanno aggiunti 65 milioni di euro per bunkeraggio e carburante.</p>
<p><strong>I CROCIERISTI</strong></p>
<p>Ammonta ad oltre 1 milione il numero di imbarchi e sbarchi di passeggeri in porti italiani e a 993 mila i transiti negli scali del nostro Paese, garantiti da MSC Crociere, per una movimentazione totale di 2,07 milioni di passeggeri.</p>
<p>La spesa totale dei crocieristi nei porti italiani toccati da MSC Crociere nel 2009 è stata di 102 milioni di euro: la cifra è il risultato della somma delle spese per alberghi, ristoranti, food &amp; beverage, intrattenimento, shopping, trasporti, escursioni, ecc.</p>
<p>Si calcola che la spesa media per i crocieristi in transito sia di 75,30 euro, mentre per i crocieristi in imbarco/sbarco si sale a 105,90 euro. A Venezia sono state effettuate indagini ancora più mirate, dalle quali risulta che un passeggero in transito spenda 108 euro, mentre uno in imbarco/sbarco arrivi a 139 euro.</p>
<p><strong>LA SPESA DIRETTA</strong></p>
<p>E’ la Liguria la regione che beneficia maggiormente della presenza di MSC Crociere dal punto di vista della spesa diretta: in questo territorio nel 2009 la compagnia ha speso 76 milioni di euro (24.4% del totale). Segue la Campania con poco meno di 60 milioni di euro (19.3%) e il Veneto con 46 milioni di euro (15%).</p>
<p>Il totale della spesa diretta di MSC Crociere nelle singole regioni nel 2009 è stato di quasi 310 milioni di euro. E’ interessante però notare come l’impatto economico generato dalla Compagnia arrivi anche in regioni “remote” dal punto di vista del business crocieristico come Val D’Aosta, Umbria, Basilicata o Molise.</p>
<p>Quota di spesa diretta MSC attribuibile alle singole regioni.</p>
<p>I già ricordati 628 milioni di euro di spesa diretta complessiva si ottengono invece sommando le spese effettuate da MSC Italcatering, MSC Cruise Tech Department e dell’headquarter di Napoli, oltre che quelle degli scali delle navi nei singoli porti (dogana, bunkeraggio, ecc).</p>
<p><strong>I NUMERI DI MSC CROCIERE &#8211; 2009</strong></p>
<p>1.523 milioni di euro impatto economico diretto, indiretto ed indotto in Italia</p>
<p>396 milioni di euro: valore aggiunto diretto e indiretto creato trasversalmente nell’economia del Paese</p>
<p>510 milioni di euro: spesa diretta “italiana” di MSC Crociere</p>
<p>118 milioni di euro: spesa diretta dei crocieristi MSC Crociere nei porti italiani</p>
<p>+1 miliardo di euro: impatto diretto ed indiretto in Italia</p>
<p>518 milioni di euro: effetti indotti in Italia da MSC Crociere</p>
<p>277 milioni di euro: controvalore redditi attivati complessivamente</p>
<p>2,07 milioni: totale passeggeri MSC Crociere movimentati nei porti italiani</p>
<p>621: numero di scali in porti italiani di navi MSC Crociere</p>
<p>quasi 1.100: fornitori italiani per le aree di approvvigionamento generale, manutenzione tecnica ed allestimento navi</p>
<p>oltre 37 milioni di euro: controvalore economico a fornitori italiani</p>
<p>50 milioni di euro: commissioni riconosciute da MSC Crociere alle circa 9.000 agenzie di viaggio italiane</p>
<p>47.149 Kg: alluminio riciclato da MSC Crociere in un anno su tutte le navi</p>
<p>20.000 Kg: consumo di frutta fresca italiana in una crociera MSC di 7 giorni in una nave da 4.000 passeggeri</p>
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		<title>Economia Europea: tira malgrado la crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 14:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia Europea]]></category>
		<category><![CDATA[europa crisi]]></category>

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In merito alla situazione dell&#8217; Economia Europea in questo momento di crisi. Secondo il World Investments Prospects (WIPS), diffuso dalle Nazione Unite sulla base di sondaggi effettuati su un campione di 241 aziende multinazionali, l’Europa rimane una delle principali mete degli investimenti esteri diretti (FDI) anche per il biennio in corso, specialmente per le grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Economia europea" src="http://www.piazzaffari.info/wp-content/uploads/2009/08/4a02eb4a48c8d_zoom.jpg" alt="" width="468" height="307" /></p>
<p>In merito alla situazione dell&#8217; <strong>Economia Europea</strong> in questo momento di crisi. Secondo il World Investments Prospects (WIPS), diffuso dalle Nazione Unite sulla base di sondaggi effettuati su un campione di 241 aziende multinazionali, l’Europa rimane una delle principali mete degli investimenti esteri diretti (FDI) anche per il biennio in corso, specialmente per le grandi multinazionali di Canada, USA e Giappone. Nonostante gli investimenti esteri si siano contratti per effetto della crisi (al primo trimestre del 2009, -57% a/a e -45% il calo degli FDI rispettivamente nei paesi sviluppati e nei paesi emergenti), le imprese intervistate si attendono nel biennio 2010-2011 un recupero dell’attività di internazionalizzazione. Ad essere oggetto di delocalizzazione saranno innanzitutto gli uffici vendite, seguiti dalla produzione e dalla logistica.<br />
All’interno dell’Unione Europea la Germania e la Francia sono i due paesi con il più elevato grado di attrazione. I principali fattori che guidano gli FDI verso queste economie sono la manodopera specializzata ed i talenti, un contesto istituzionale stabile ed orientato agli affari e la qualità delle infrastrutture. Debole risulta invece l’impatto sulla localizzazione degli investimenti, di incentivi concessi alle imprese e della facilità di accesso al mercato dei capitali.<br />
L’Italia non può sfruttare determinanti quali il lavoro a basso costo, né tanto meno il tasso di crescita del mercato (fattori tipici di attrazione di cui godono le economie emergenti) ma può contare di manodopera specializzata e talenti, di un rapido accesso ai mercati internazionali/regionali, di una forte presenza di fornitori e partners, di un contesto politico stabile ed orientato agli affari, di buona qualità delle infrastrutture ed incentivi.<br />
I settori dell’industria che meglio sfruttano quelli che sono i punti di forza delle economie avanzate nel processo produttivo risultano per il manifatturiero: il chimico/farmaceutico, l’elettronica/elettrotecnica, la meccanica di precisione; mentre per i servizi si distinguono le utilities, i trasporti ed i servizi alle imprese.<br />
L’analisi svolta dal Servizio Research di BMPS sottolinea come proprio in questi settori potrebbero emergere le aziende effettivamente interessate ad investire nel territorio italiano. In base all’analisi condotta sulle decisioni di investimento di 21 multinazionali che progettano espansione sul territorio europeo (in Francia ed in Germania) potrebbero divenire “incumbent” sul mercato nazionale un discreto numero di multinazionali attive nelle telecomunicazioni, nell’information technology ed info provider; stesso dicasi per case chimico-farmaceutiche ed aziende produttrici di strumenti ospedalieri; interessanti anche le prospettive di alcune aziende leader nel settore dell’energia rinnovabile (fotovoltaico/solare); possibilità anche per aziende operanti in settori italiani meno attrattivi come meccanica ed alberghiero. Il sondaggio effettuato sulle multinazionali interessate ad investire in Germania e Francia rivela importanti possibilità di business considerando un ammontare di investimenti dichiarati nel primo trimestre 2010 pari a circa 480mln di euro, con l’apertura di 14 nuovi impianti, uffici o centri di ricerca.<br />
A conferma dello studio, l’indagine WIPS individua in elettrico e servizi alle imprese, i settori che dovrebbero aumentare maggiormente la quota dei loro FDI fino al 2011; seguono trasporti, meccanica di precisione, farmaceutico ed elettronico.</p>
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		<title>Dimissioni di un personaggio chiave, storico pilastro di ANCE Venezia</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/05/31/ance-venezia/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 10:10:53 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dalle regioni]]></category>
		<category><![CDATA[ance venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Liccardi]]></category>

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Ciro Liccardi, uno dei membri più rappresentativi, sceglie di passare dall’ &#8220;altra parte del tavolo”. E chiede aiuto, in questo difficile momento economico, per sé ed altre imprese.
43 anni, pilastro storico e figura di spicco da quasi vent’anni del mondo associativo veneto, venerdì 21 maggio Ciro Liccardi ha rassegnato le sue dimissioni dalle cariche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="ance" src="http://www.artsystem.it/img/ance_venezia.gif" alt="" width="154" height="78" /></strong></p>
<p><strong>Ciro Liccardi</strong>, uno dei membri più rappresentativi, sceglie di passare dall’ &#8220;altra parte del tavolo”. E chiede aiuto, in questo difficile momento economico, per sé ed altre imprese.</p>
<p>43 anni, pilastro storico e figura di spicco da quasi vent’anni del mondo associativo veneto, venerdì 21 maggio Ciro Liccardi ha rassegnato le sue dimissioni dalle cariche di Vice Presidente, Consigliere di <strong>ANCE Venezia</strong> e di tutte le altre cariche da lui detenute.<br />
Decisione sofferta, ma serena, dice Liccardi, maturata per due motivi: da un lato la volontà di tutelare quell’ANCE verso la quale da sempre nutre un profondo senso di rispetto al fine di “sottrarla a qualsivoglia possibile tentativo di suo strumentale coinvolgimento (beninteso, esclusivamente a livello di immagine)”, con i problemi della sua azienda di famiglia; dall’altro il bisogno assoluto di concentrarsi sull’azienda stessa, la Geo L.i.s.a. Fond S.r.l., investita in pieno, come tutte le imprese e le attività del settore edile e non solo, dall’attuale crisi economica.<br />
Scenario di crisi connotato ma anche determinato da una serie di situazioni contingenti che Ciro Liccardi non esita a denunciare. Prima fra tutte la capacità, dimostrata dagli istituti di credito, di dileguarsi, non rispondendo alla difficoltà delle imprese e nascosti dietro “lungaggini burocratiche assolutamente incompatibili” con le necessità di risposte rapide; l’immobilità poi della pubblica amministrazione, che tra “competenza” e “convenienza” di fatto privilegia la seconda, preferendo fornitori disposti ad accettare pagamenti capestro, molto più dilazionati e al limite della vergogna. Contenimento dei costi, comprensione dei fornitori e dedizione del personale non possono, da soli, bastare: come non è sufficiente l’affiancamento di professionisti nella ricerca di possibili soluzioni, organizzate in un grande piano di ristrutturazione che purtroppo attende da tempo il pronunciamento del sistema finanziario.</p>
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		<title>Come generare nuova classe dirigente: se ne parlerà a Catania in un convegno</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/05/24/generare-nuova-classe-dirigente/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 12:32:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Elita Schillaci]]></category>
		<category><![CDATA[Facoltà di Economia e Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[generare nuova classe dirigente]]></category>
		<category><![CDATA[ondirigenti]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto sulla Classe Dirigente]]></category>
		<category><![CDATA[Università Luiss Guido Carli]]></category>

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Ci sarà anche la presentazione del Rapporto promosso da Fondirigenti, Luiss Guido Carli, Associazione Management Club.
CATANIA – Domani, martedì 25 maggio, alle 10, nell’Aula 1 della Facoltà di Economia e Commercio (Corso Italia 55) di Catania sarà presentato, per la prima volta in Sicilia, il IV Rapporto sulla Classe Dirigente, promosso da Fondirigenti, in collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="rapporto classe dirigente" src="http://www.scuoladisistema-confindustria.it/newsletter/edizioni-2008/newsletter-marzo/logo_classe-dirigente-jpg-1/image" alt="" width="200" height="293" /></p>
<p>Ci sarà anche la presentazione del Rapporto promosso da Fondirigenti, Luiss Guido Carli, Associazione Management Club.</p>
<p>CATANIA – Domani, martedì 25 maggio, alle 10, nell’Aula 1 della Facoltà di Economia e Commercio (Corso Italia 55) di Catania sarà presentato, per la prima volta in Sicilia, il IV <strong>Rapporto sulla Classe Dirigente</strong>, promosso da F<strong>ondirigenti</strong>, in collaborazione con l’ <strong>Università Luiss Guido Carli</strong> di Roma e l’Associazione Management Club (Amc), in occasione del convegno “Generare classe dirigente. Le nuove competenze manageriali”, organizzato dagli stessi enti.Saranno esposti i risultati del Progetto di sviluppo manageriale Emme (European Managerial Model Empowerment), nato dalla volontà di trasferire un modello gestionale del “<strong>Made in Italy</strong>” in Grecia, Romania e Spagna.<br />
Nelle 350 pagine del Rapporto – con la prefazione di Luca Cordero di Montezemolo – viene scandagliato il mondo manageriale, i comportamenti e le responsabilità della “grande finanza”, della “grande industria”, dell’alta amministrazione e dei governi durante il periodo della crisi.<br />
Interverranno gli organizzatori e i partner del Progetto, manager, imprenditori ed esperti del settore.</p>
<p>Il coordinamento scientifico del convegno è a cura di <strong>Elita Schillaci</strong>, docente ordinario della Facoltà di Economia, Dipartimento impresa, culture e società.</p>
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		<title>Barometro dei Pagamenti 2010</title>
		<link>http://economiablognetwork.it/2010/05/18/barometro-dei-pagamenti-2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 14:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Barometro dei Pagamenti 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscere il mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Euler Hermes Siac]]></category>
		<category><![CDATA[rischi di insolvenza]]></category>

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Conoscere il mercato e le aziende per diminuire i rischi di insolvenza
Sono stati presentati i dati del Barometro dei Pagamenti 2010, terza edizione, di Euler Hermes Siac, l’appuntamento annuale con il report sui trend di pagamento delle imprese manifatturiere italiane e delle costruzioni, utile alle aziende per la gestione del credit management.
La conoscenza del mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" title="barometro dei pagamenti" src="http://www.eulerhermes.it/it/media/barometro-dei-pagamenti-siac-2009-01-executive.jpeg/barometro-dei-pagamenti-siac-2009-01-executive.jpeg" alt="" width="160" height="160" /></strong></p>
<p><strong>Conoscere il mercato</strong> e le aziende per diminuire i <strong>rischi di insolvenza</strong></p>
<p>Sono stati presentati i dati del <strong>Barometro dei Pagamenti 2010</strong>, terza edizione, di <strong>Euler Hermes Siac</strong>, l’appuntamento annuale con il report sui trend di pagamento delle imprese manifatturiere italiane e delle costruzioni, utile alle aziende per la gestione del credit management.<br />
La conoscenza del mercato e delle informazioni rilevanti, contribuisce ad affrontare le criticità, aumentando l’efficacia dei processi di decision making a favore della stabilità dell’impresa.<br />
I dati contenuti nel Barometro EH SIAC, estratti dal database proprietario dell’azienda, hanno un elevato grado di aggiornamento e un’ampia copertura di mercato e sono facilmente comprensibili e notevolmente affidabili.<br />
In tutti i report settoriali l’analisi interna è integrata da una presentazione di dati provenienti dall’esterno, da fonti istituzionali quali Istat, Camere di Commercio, Aida e Associazioni di categoria. I comparti, oggetto di studio nel Barometro, sono ventidue e rappresentano più del 27% del PIL italiano e, dunque, una consistente parte del tessuto economico nazionale.</p>
<p>I risultati del Barometro dei Pagamenti 2010<br />
Andando ad analizzare nel dettaglio l’andamento globale dei principali indicatori del Barometro, si nota come l’indice di rischiosità, nel corso del 2009, sia ulteriormente peggiorato (+26,2% rispetto al 2008 e + 46,5% rispetto al 2005), contribuendo a ridurre la solidità attuale e prospettica dell’intero comparto analizzato.<br />
Per quanto riguarda le difficoltà di pagamento, intese come incapacità di rispettare le scadenze contrattuali, l’indicatore EH SIAC ha evidenziato anche per il 2009 un aumento (+ 9,5% rispetto all’anno precedente) ma nettamente inferiore rispetto a quello registrato nel 2008, + 58,9% rispetto al 2007. I giorni di ritardo medi del sistema manifatturiero italiano e delle costruzioni invece, nel 2009 decrescono dell’11,5% rispetto al 2008, registrando una media di 72 giorni, valore che risulta essere il più basso del periodo considerato.<br />
Un’ulteriore informazione riguarda l’andamento delle insolvenze di pagamento che, dopo un assestamento su valori contenuti nel triennio 2005-2007, per due anni consecutivi hanno registrato un tasso di crescita percentuale che supera il 40% (+ 41,3% nel 2009). Tale andamento sembrerebbe essere in contrasto con quanto registrato dall’indice dei giorni di ritardo di pagamento. In realtà, tale evidenza, è chiara indicazione di come, negli ultimi due anni, le imprese abbiano estinto il debito mediamente in meno giorni ma, al contempo, siano aumentate le aziende che non riescono a far fronte agli impegni contrattuali presi, entrando così in uno stato di default.</p>
<p>La value proposition del Barometro e la mission di EH SIAC<br />
“Le imprese italiane – ha dichiarato Massimo Falcioni, Direttore Centrale EH SIAC &#8211; stanno ripartendo dopo la terribile crisi che negli ultimi due anni ha causato al Paese la perdita di oltre 6 punti percentuali di crescita del PIL. Nel primo semestre del 2010, segnaliamo un miglioramento sul fronte pagamenti anche se l’eredità della forte recessione, non consente una ripartenza decisa in quanto i livelli di rischio sui mancati pagamenti restano nella maggior parte dei settori analizzati, piuttosto elevati”.<br />
“Il Barometro dei Pagamenti EHSIAC – continua Falcioni &#8211; è uno strumento che per caratteristiche e rigore scientifico, rappresenta un unicum nella pubblicistica economica italiana. Una guida che assolve ad una molteplicità di funzioni. Almeno tre di queste funzioni sono da sottolineare: il Barometro fotografa in modo analitico lo stato di salute dei segmenti produttivi fondamentali; elimina il rischio di scelte approssimative; scandisce i tempi della competitività”. Concludendo Falcioni dichiara: “Saper selezionare i clienti e i nuovi mercati, ridurre i costi operativi focalizzando l’attenzione sulla gestione dei flussi di cassa, proporre un’offerta innovativa, sono le soluzioni migliori per tornare ad ottenere utili e garantirne la sostenibilità. La<br />
delle imprese è la mission che distingue Euler Hermes SIAC. In questa direzione abbiamo sempre operato e continueremo a farlo con professionalità ed orientamento al cliente. Intendo infine ringraziare il Prof. Luca Molteni (Università Bocconi) per l’eccellente lavoro svolto nella preparazione del report.”</p>
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