Un fondo nazionale anticrisi per l’agricoltura

July 31, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: credito alle imprese, finanziamenti 

Contro le emergenze Confagricoltura lancia un fondo nazionale anticrisi

IL PROGETTO PRESENTATO IN EMILIA-ROMAGNA DAL PRESIDENTE VECCHIONI INTERVENENDO SUL CROLLO DEL MERCATO DI PESCHE E NETTARINE

Un fondo nazionale anticrisi per l’agricoltura italiana firmato Confagricoltura. L’annuncio è stato dato dal presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, in occasione di un incontro con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, e l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni sulla grave crisi in cui versa il comparto delle pesche e nettarine.

“Non chiediamo aiuti, ma una politica che ci alleggerisca dai vincoli burocratici e confermi il peso dell’ agricoltura nelle scelte economiche e politiche del Paese”, ha detto il presidente Vecchioni.

L’obiettivo del fondo nazionale anti-crisi, annunciato oggi e di cui Confagricoltura intende verificare la fattibilità entro l’estate, è diventare un volano continuo di risorse pronte ad essere attivate di fronte all’emergenza di qualsiasi comparto agricolo.

“L’idea di Confagricoltura è costituire un fondo privato che avrà come protagonisti imprese e soggetti finanziari. Alla politica chiediamo solo gli strumenti per competere ad armi pari con la concorrenza internazionale”, ha sottolineato il presidente di Confagricoltura.

Relativamente al mercato delle pesche e nettarine – duramente colpito da sovrapproduzione rispetto alla domanda nazionale ed estera (dal primo giugno le quotazioni si sono ridotte tra il 42 e il 53% a seconda della tipologia di prodotto) – Confagricoltura reagisce lanciando alcune proposte concrete a partire dall’Emilia-Romagna, regione al primo posto a livello nazionale nel settore con il 35% della produzione nazionale di pesche e nettarine. Nell’incontro con il presidente della Regione Errani il numero uno di Confagricoltura, Vecchioni, ha presentato una serie di proposte elaborate in collaborazione con Confagricoltura Emilia-Romagna.


Le proposte

CONFAGRICOLTURA propone le seguenti contromisure da attuare subito per poter riequilibrare in maniera strutturale il comparto:

favorire le operazioni di ritiro da parte delle Organizzazioni di Produttori nell’ambito dei rispettivi Programmi Operativi anche per l’utilizzo a fini energetici;
prevedere un aiuto di Stato de minimis di 700 euro/ha sino al livello massimo consentito;
prevedere una collocazione immediata della produzione tramite accordi con la Grande Distribuzione Organizzata, che oggi veicola il 52% di frutta fresca, incentivando la vendita del prodotto – a condizioni concordate tra rappresentanze degli agricoltori e della GDO – in maniera da consentire uno smaltimento rapido del prodotto sul modello di accordo sottoscritto in Emilia-Romagna dall’assessorato all’Agricoltura e la GDO.

In prospettiva occorre:

procedere ad una reale riduzione degli oneri contribuitivi e fiscali a carico delle imprese agricole datoriali di lavoro;
assicurare le risorse per il finanziamento dell’assicurazione agevolata tramite il Fondo di Solidarietà Nazionale;
investire in promozione per incentivare i consumi interni e la domanda estera;
prevedere nell’ambito della politica agricola comunitaria una strumentazione adeguata per fronteggiare le crisi ormai sempre più ricorrenti in una situazione di instabilità dei mercati;
favorire la ricerca e gli investimenti anche in impianti ed attrezzature per variare l’offerta in termini di varietà e di calendari ma anche per aumentare la durata del prodotto ampliando il periodo di offerta;
incentivare la programmazione delle produzioni e la diversificazione dei prodotti finali.

“L’impegno è quello di superare il momento difficile – ha detto Vecchioni – ma senza dimenticare che la soluzione a questi problemi è strutturale e passa anche attraverso una migliore organizzazione dell’offerta ed una più incisiva azione sui mercati italiani ed esteri incentivando la domanda”. Pena un’inevitabile declino delle produzioni e del comparto.

Dati-chiave

L’Italia è il secondo produttore mondiale di pesche e di nettarine dopo la Cina che da sola copre il 46% dell’offerta mondiale. Quattro sono i Paesi che superano il milione di tonnellate di produzione – Cina, Italia, Spagna e Usa – e che, da soli, rappresentano quasi il 70% della produzione mondiale.

Le previsioni di produzione a livello europeo per il 2009 vedono un aumento generalizzato rispetto all’anno precedente delle produzioni di pesche e nettarine. In particolare l’aumento medio di produzione è del 4% tra il 2009 ed il 2008 ed il 6% tra il 2009 e la media 2003-2007. Inoltre, il particolare cambiamento climatico registrato nei mesi scorsi ha determinato un ritardo dei raccolti che si sono sovrapposti creando una congestione dell’offerta.

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Le imprese della provincia di Forlì-Cesena nel secondo trimestre 2009

July 8, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni, Studi 

Le imprese della provincia di Forlì-Cesena nel secondo trimestre 2009

I dati sulla crescita delle imprese attive secondo Movimprese, resi noti dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, evidenziano un saldo positivo tra imprese iscritte e imprese cessate nel secondo trimestre 2009 – aumentano le imprese dei settori “Attività immobiliare, noleggio, informatica e ricerca” e “Costruzioni” – continua la flessione delle imprese del settore agricolo – Prosegue la crescita delle società di capitale

Torna positivo, dopo il saldo negativo del primo trimestre 2009, il saldo tra imprese iscritte e imprese cessate nella provincia di Forlì-Cesena nel secondo trimestre dell’anno in corso. Questo è quanto rileva Movimprese, l’analisi statistica trimestrale condotta da Infocamere sul Registro delle Imprese, fornendo i numeri relativi alla movimentazione delle aziende su tutto il territorio nazionale. In particolare l’elaborazione dei dati diffusa dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena riguardanti la natalità e mortalità delle imprese nel secondo trimestre 2009, monitora le imprese registrate al 30/6/2009, che sono complessivamente 45.026, delle quali 40.807 attive; le iscrizioni nel corso del trimestre sono state complessivamente 660 a fronte di 475 cessazioni, determinando un saldo positivo pari a 185 unità (nel I trimestre 2009 il saldo era di segno negativo, pari a -330 unità).
Tra la fine del secondo trimestre 2008 e la fine del secondo trimestre 2009 le imprese attive in provincia, comprese le agricole, sono diminuite dello 0,5%; in regione invece sono aumentate dello 0,1, in Italia del 2,4%.
I tassi di crescita nel trimestre, calcolati sulle imprese registrate al netto delle cancellazioni d’ufficio, comprese quelle agricole, sono positivi per tutti i livelli territoriali: +0,41% per la provincia, +0,37% per la regione e +0,46% per l’Italia.
Considerando i settori più significativi, per numerosità delle imprese attive, si nota come si espanda in misura maggiore il comparto “Attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca” con una percentuale del +2,1%, comparto che interessa ormai il 14,7% delle aziende iscritte al Registro Imprese, al netto del settore agricolo.


Segue il comparto “Costruzioni” con un aumento dello 0,9%, settore che costituisce il 20,5% del totale delle imprese attive al netto del settore agricolo.
Le ”Attività manifatturiere”, settore tra i più rappresentativi, sono invece in calo (-1,3%) (rappresentano il 15,4% del totale); come pure contrazione si riscontra per il “Commercio” con –0,5% (27,7% del totale).
Al 30/6/2009 le imprese del settore agricolo risultano essere 8.509 (-2,4% rispetto al secondo trimestre 2008); a livello regionale e nazionale il calo è stato minore, rispettivamente -2,1% e -1,9%.
Riguardo alla forma giuridica si nota il crescente aumento delle società di capitali (+7%) che rappresentano ora il 16,5% delle imprese non agricole. La crescita provinciale è stata superiore a quella regionale (+5,2%), ma inferiore a quella nazionale (+14,9%).
Prevalgono tuttavia, nella composizione del tessuto produttivo provinciale, le ditte individuali che rappresentano il 55,7% delle imprese non agricole della provincia, a fronte di un valore pari al 54,7% per l’Emilia-Romagna e al 57,8% per l’Italia; per loro si è registrata in provincia una diminuzione dell’1,4%. Le società di persone, pari al 25,3% del totale provinciale, sono diminuite dell’1,1%.
“I dati dimostrano – commenta Tiziano Alessandrini, Presidente dell’Ente Camerale – che il Registro Imprese conferma una sostanziale tenuta. Tuttavia, se prendiamo in esame la dinamica delle cessazioni dei primi sei mesi 2009, confrontandola con quella dei primi sei mesi 2008, emerge che queste sono calate dell’8,33%, nelle imprese individuali, mentre sono cresciute del 19,27% nelle società”. Ciò dimostra che il Registro Imprese, pur rafforzandosi lievemente, di fatto si impoverisce delle aziende più strutturate.”




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