Risparmiare sulle assicurazioni per abbattere i costi aziendali!
Risparmiare sulle assicurazioni per abbattere i costi aziendali!
Vista la grave crisi economica che, ancora oggi, fà sentire tutta la sua forza le aziende sono costrette a tagliare su gran parte delle spese a cominciare da quelle superflue.
Ottimizzare i costi, infatti, è la parola d’ordine per cercare di sopravvivere a questo periodo che si pensa possa durare anche più di un anno.
Una delle soluzioni per ridurre, almeno in parte, i costi aziendali è quella di scegliere le assicurazioni più vantagiose che ti permettano di tutelare i mezzi da lavoro o i dipendenti senza spendere un patrimonio.
Le cosidette assicurazioni per veicoli commerciali, infatti, rappresentano in molte aziende una voce di spesa davvero importante.
Riuscire ad ottenere anche solo un piccolo sconto dell’8-10% può significare, alla fine dell’anno risparmiare anche migliaia di euro, ovviamente a seconda della grandezza dell’azienda e del numero di mezzi da assicurare.
In questa delicata scelta ci viene in soccorso il web: grazie ad internet, infatti, è possibile utilizzare i motori di ricerca per assicurazioni che ti permettono di trovare e comparare in pochi minuti le polizze proposte da decine di compagnie così da scegliere quella che risponda di più alle tue esigenze.
In questo mdodo potrai risparmiare sulle spese della tua azienda e ottimizzare i costi di gestione.
Per approfondimenti: Assicurazioni rc auto
Milleproroghe decreto
Milleproroghe decreto: proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali e “accisa zero” sul gasolio per tutte le imprese agricole
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’invito a governo e forze politiche affinché nel decreto in discussione in Parlamento vengano introdotte queste due misure al fine di ridurre i pesanti costi che oggi gravano sugli imprenditori agricoli italiani.
“I costi delle imprese agricole continuano a crescere in maniera opprimente, mentre i prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera. Occorre intervenire al più presto. Bisogna alleggerire un ‘peso’ che grava sull’attività imprenditoriale. Per questo motivo rinnoviamo l’invito affinché nel Milleproroghe decreto in discussione in Parlamento venga inserito un emendamento che preveda la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le aziende che operano in territori svantaggiati e di montagna e l’’accisa zero’ sul gasolio per tutte le imprese e non solo per le serre”. E’ quanto sollecita il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi preoccupato per la situazione generale del settore che è in grande affanno e gli agricoltori si trovano in piena emergenza.
“Finora nei confronti dell’agricoltura del nostro Paese c’è stata scarsa attenzione. Il governo -avverte Politi- ha fatto tante promesse, ma i pochi interventi decisi sono totalmente insufficienti. La stessa finanziaria per il 2010 è risultata molto deludente. Davanti all’attuale drammatico scenario, è necessario che si adottino misure tempestive e straordinarie per ridare fiato alle imprese. Sia la fiscalizzazione che l’’accisa zero’ sul gasolio possono garantire una riduzione dei costi. Certo non rappresentano la soluzione dei problemi degli imprenditori agricoli, ma sono in grado di ridare una boccata d’ossigeno ai tanti agricoltori che oggi fanno fatica ad operare e rischiano di essere espulsi dal mercato”.
“D’altra parte, il panorama per gli agricoltori delle zone montane e svantaggiate -aggiunge il presidente della Cia- è alquanto difficile e costellato da nubi minacciose. Le agevolazioni contributive (meno 75 per cento per la montagna e meno 68 per cento per le aree svantaggiate) finiscono con il prossimo 31 luglio. Dal primo agosto gli aumenti saranno considerevoli e per le aziende, che già operano in condizioni precarie, le prospettive appaiono drammatiche. Per quelle di montagna le agevolazioni si riducono al 70 per cento, mentre per quelle delle aree svantaggiate al 40 per cento. Il danno è rilevante perché proprio l’80 per cento delle giornate denunciate all’Inps sono svolte in territori agevolati. E proprio le aziende delle aree svantaggiate rappresentano il 55 per cento del totale”.
“La situazione diventa ancora più allarmante se si pensa che molte di queste imprese -rimarca Politi- avevano aderito all’operazione di ristrutturazione dei debiti Inps e, con grande sacrificio, avevano regolarizzato la loro posizione”.
“Stesso discorso per l’’accisa’ zero sul gasolio. Questa agevolazione -sottolinea il presidente della Cia- non è fondamentale solo per le serre -settore sul quale, peraltro, pende una procedura Ue che ritiene il ’bonus’ un aiuto nazionale e questo sta alimentando molta confusione e preoccupazione tra i serricoltori- ma anche per tutte le altre aziende agricole che in questi anni hanno visto crescere in modo eccessivo il costo del carburante indispensabile per la loro attività”.
Milleproroghe decreto appare, al momento, l’unica strada percorribile per intervenire in tempi brevi. Invitiamo, quindi, sia il governo che le forze parlamentari ad impegnarsi affinché -conclude Politi- le imprese agricole possano essere sgravate di una parte dei pesanti costi che oggi sostengono e messe nelle condizioni di stare ancora sul mercato. Altrimenti, sarebbe la chiusura”.
Sanitaria assistenza
Friuli Venezia Giulia e sanitaria assistenza: appello dei pensionati Cia alla Regione sulla riforma socio sanitaria
“Solitudine degli anziani in aumento; sanitaria assistenza, problematiche della malattia, dell’invecchiamento e della non autosufficienza sono questioni sottovalutate in Friuli Venezia Giulia e la concertazione con la Regione langue”. Sono state le parole di apertura pronunciate ad Aquileia, in occasione della V Assemblea elettiva, da Ferdinando Rizzi, presidente regionale dell’Associazione pensionati (Anp) della Cia Friuli Venezia Giulia, a cui aderiscono oltre 5 mila agricoltori in quiescenza.
“Siamo sempre stati e siamo disponibili, anche all’interno del Cupla che raggruppa 7 categorie di pensionati del lavoro autonomo, a dialogare -ha aggiunto- con la Regione in particolare sulla riforma sociosanitaria, ma nonostante le richieste continue, non veniamo convocati dalle istituzioni e le nostre proposte restano inascoltate”.
Ennio Benedetti, presidente regionale di Cia Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato come la crisi economica, oramai, abbia intaccato addirittura la dignità del lavoro agricolo e ha dato il massimo sostegno all’azione dell’Anp e del Capla. Mario Pretolani, presidente nazionale Anp, ha aggiunto che la pensione agricola non basta più e, perciò, per necessità, si continua a lavorare nelle aziende senza dare lo spazio necessario ai giovani.
Le pensioni, negli ultimi dieci anni, inoltre, si sono svalutate del 13 per cento e, anche per incrementare i consumi, sarebbe necessario aumentarle, portando il minimo ad almeno 600 euro al mese.
Dopo un partecipato dibattito, infine, si è passati all’elezione dei delegati alla prossima Assemblea nazionale dell’Anp che si terrà a Roma: Gabriella Barbiani, Salvatore Farre, Ferdinando Rizzi e Maria Zanin.
A nome dell’Anp, parteciperanno, invece, all’Assemblea regionale della Cia Friuli Venezia Giulia, fissata per il 20 febbraio, a Udine: Gabriella Barbiani, Olivo Burini, Walter Decorti, Armando Donda, Salvatore Farre, Rodolfo Fedrigo, Ferdinando Rizzi, Luciano Salatin, Massimino Zaina, Maria Zanin, Luigi Krizmancic e Adriano Kalc.
All’Assemblea dell’Anp ha portato il suo contributo pure l’europarlamentare Debora Serracchiani.
Fame nel mondo
Fame nel mondo: Politi, meno egoismi, più agricoltura. Il Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi al Convegno “Fame e sete: sprecare meno donane di più”, promosso dal Rotary Club.
Nel nostro Paese, nonostante una crisi economica tangibile e trasversale, che investe tutti, consumatori e agricoltori inclusi, scopriamo da una attenta analisi dei dati, che ogni famiglia italiana “butta”, mediamente, nel cassonetto dei rifiuti prodotti per oltre 550 euro l’anno, circa il 10 per cento del totale dei propri acquisti alimentari. Fatti i calcoli, si tratta di circa 30 chili di alimenti buttati ogni anno, da ogni italiano. Stiamo parlando di un dato enorme, tonnellate e tonnellate di derrate alimentari sprecate. Tra l’altro, questo dato è in difetto perché non prende in esame le altrettante tonnellate di prodotti commestibili che la nostra agricoltura non può raccogliere. Infatti, frutta e ortaggi, spesso, rimangono a marcire nei campi, perché non hanno un prezzo di mercato sostenibile per gli agricoltori. Non c’è mercato e i costi di produzione, manutenzione e raccolta non consentono un’impresa sostenibile. Così il Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi nel suo intervento durante il convegno “Fame e sete: sprecare meno donare di più”, promosso oggi a Roma dal “Distretto 2080 Rotary Club” presso la sede della Provincia di Roma a Palazzo Valentini.
Il grande tema sul quale interrogarsi -ha detto Politi- è quello degli “egoismi”, nel mondo c’è chi ha tanto, troppo, e molti che non hanno nulla. Bisognerebbe pensare anche a politiche che non guardano esclusivamente al profitto economico, ma siano lungimiranti e che si interroghino sul perché della crisi e di come aumentino le condizioni di povertà nel mondo, invece di regredire.
Lo scenario nel nostro Paese è preoccupante -ha proseguito il presidente della Cia- ma c’è chi riesce a fare di peggio. Un interessantissimo studio evidenzia come gli americani “gettino” circa il 50 per cento degli alimenti che comprano e come gli inglesi, in un anno, riempiano i cassonetti degli scarti con 184 tonnellate di formaggi. Se questi numeri creano sorpresa, quelli che riguardano il numero di malati, in queste aree del mondo, legati ad una cattiva alimentazione, generano allarme: una persona su tre è sovrappeso o obesa, e la tendenza si eleva nelle fasce di età più basse.
Nei fatti -ha sostenuto Politi- non si risolve il problema. Credo saremmo più vicini alla soluzione del problema, se da una parte si smettesse di sfruttare i paesi sottosviluppati, aiutandoli invece in un processo di auto sostenibilità, anche agricola. Ci sono nel pianeta immensi territori che possono essere produttivi e non lo sono; paradossalmente ve ne sono anche in Italia e allora bisogna fare “più agricoltura” e combattere i nostri egoismi. Un ruolo fondamentale -ha concluso Politi- è quello educativo e di conoscenza delle cose. Senza attivare questi processi, irrinunciabili, diventeremo tutti più poveri.
