I CDS, il greggio e la casalinga di Voghera

August 4, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: economia 


In questi mesi tumultuosi gran parte degli italiani si è ritrovata a dover cercare nuove acronimi, sigle asettiche, ma non per questo meno inquietanti. Improvvisamente gli italiani hanno preso coscienza che esistono delle agenzie di rating che possono decidere dei destini di un paese.
Per tacere poi della scoperta dei CDS e di scoprire che è possibile guadagnare, in alcuni casi anche tanto, scommettendo sul default, sul “fallimento”, di un paese. Insomma gli italiani hanno scoperto nella maniera peggiore i lati oscuri della “scienza triste” come, non impropriamente, è chiamata l’Economia.
E la discussioni sulla scientificità dell’Economia è sempre forte ed accesa; non poche persone infatti vorrebbero annoverare la stessa nella macrocategoria delle Scienze Umane. Ma lasciamo questi discorsi ai guru ed ai tassonomisti d’alto bordo e lignaggio e proviamo a ragionare un po’ più terra terra.
Se l’ormai celebre casalinga di Voghera non è in grado di capire derivati e future la stessa capisce bene che tanta parte della nostra economia è legata al prezzo dei carburanti, ossia, nella quasi totalità dei casi dal prezzo di benzina e diesel.
La casalinga sa che un aumento dei carburanti significherà non solo meno chilometri (a parità di euro spesi) con la propria utilitaria, ma altresì un aumento delle mele o del pesce, atteso che i costi logistici sono funzione diretta dei costi del greggio al barile.
Quello che verrebbe da chiedere è perché agli alti e bassi del greggio non corrispondono gli stessi alti e bassi nel prezzo. Verrebbe da dire che qualcuno sta facendo il furbo, che ne dite? Ma prima che la protesta monti veramente avremo speso un bel po’ di soldi.
Così va’ la vita nel mondo che ruota intorno ad una ben determinata fonte energetica, e dobbiamo farcene una ragione, perlomeno sinchè questa fonte non verrà sostituita da un’altra.
Ma poi, saremo al sicuro?
Voi che ne dite?

L’export di marmi e graniti del comprensorio apuo-versiliese nel 2010

March 28, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: Business 

Il comprensorio apuo versiliese, che ha vissuto un 2010 dal consuntivo ex-import sostanzialmente positivo, ha esportato 1 milione e 700 mila tonnellate di marmi e graniti in blocchi, lastre o lavorati, per un valore complessivo di 509 milioni e mezzo di euro, con un miglioramento rispetto al 2009 del +15,6% in quantità e del +12,9% in valore.
Le statistiche, elaborate dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara, che cura il confronto su dati Istat personalizzati che comprendono quantità e valori, mettono in evidenza che, escludendo la voce dei granulati, che localmente hanno un ruolo importante (ne vengono esportati oltre mezzo milione di tonnellate per un valore di 21 milioni di euro), le cifre assolute diminuiscono leggermente pur mantenendo il segno positivo. (vedi tavola numero uno).
Le cifre vanno confrontate con quelle del settore italiano che ha fatto segnare nel 2010, un export complessivo di marmi, graniti, pietre e travertini, grezzi e lavorati, pari a 4 milioni e 144 mila tonnellate per un valore complessivo di un miliardo e 581 milioni di euro con un aumento del + 9,5% nel valore complessivo e del +14,9% nelle quantità.
È un risultato basato sulla somma delle attività di diversi distretti italiani fra i quali quello Apuo-Versiliese ha un ruolo di particolare importanza per le attività di estrazione e lavorazione del marmo bianco e per una forte presenza di aziende specializzate nella trasformazione di altri materiali italiani e stranieri.
Sono soprattutto i marmi, sia grezzi che lavorati, a sostenere l’export locale. In particolare, i blocchi e le lastre di marmo segnano un aumento del valore medio per tonnellata del +12,7%, ma migliora anche il trend dei marmi lavorati anche se non si raggiungono i livelli del 2008. Infatti, le voci statistiche relative ai marmi in blocchi e lastre crescono su base biennale in quantità (+5,14%) ma non per i valori (-1,70% rispetto al 2008).
Il distretto toscano ha avuto performance migliori di quello veneto, che ha recuperato sul 2009, ma in misura minore, e mostra ancora difficoltà.
“Gli avvenimenti recenti, sia quelli relativi al Nord Africa sia quelli dell’Estremo Oriente, con il terremoto del Giappone – commenta Giorgio Bianchini, presidente di IMM Carrara – creano motivi di incertezza sul futuro per le conseguenze dirette sulle aziende nazionali e locali ma anche, e soprattutto, in prospettiva per gli effetti che potranno avere in un contesto ancora segnato dalle conseguenze della crisi economica internazionale. Se pensiamo poi al ruolo che soprattutto i paesi del sud Mediterraneo rivestono in particolare per il comprensorio apuo versiliese (particolarmente Algeria Marocco e Libia), oltre che per alcuni altri distretti produttori del centro sud Italia, sicuramente i primi mesi del 2011 risentiranno di quanto sta accadendo, e ci auguriamo che le conseguenze non si protraggano a lungo, prima di tutto per le popolazioni direttamente interessate.”
Le statistiche, riferite al 2010, presentano un Nord Africa ancora stabile per l’export del comprensorio apuo versiliese che, nel 2010, ha indirizzato verso l’intera area l’11,2% di quota export in valore (granulati inclusi), e il 38% in volumi, dei quali circa il 40% granulati e il 54% circa in grezzi e lastre con valore unitario non particolarmente alto.
Nell’insieme, il comprensorio apuo-versiliese ha consolidato l’export verso le aree di sbocco più tradizionali: Nord America (prima area per valore), Estremo Oriente (seconda per valore e seconda dopo l’Africa per volumi complessivi) e il Medio Oriente, ancora terza area di sbocco sia in tonnellate che in euro.
I valori medi più alti, secondo le valutazioni dell’IMM Carrara, riguardano i prodotti esportati verso il Nord America (anche l’Australia ha valori medi elevatissimi ma su quantità modeste) ma tengono molto bene i valori di marmi e graniti esportati verso l’Unione Europea e paesi europei non comunitari tra i quali spiccano la Russia, la Svizzera e un Turkmenistan già presente da alcuni anni.
Interessante la crescita delle esportazioni di marmi lavorati del distretto Apuo-Versiliese verso l’Estremo Oriente, anche se ancora su livelli assai contenuti con un aumento di importanza di Cina e India che, da sole, assorbono i due terzi dei valori mentre resta interessante l’export di lavorati anche verso Singapore Tailandia e Hong Kong.

Libro economia: Wall Street, La stangata

January 14, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi, Libri 

Presentazione del libro, Wall Street: La stangata. Cosa abbiamo imparato per non perdere più soldi
di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini – 18 gennaio 2010, ore 17.30, Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)

LA SCHEDA DEL LIBRO

Wall Street: La stangata
Cosa abbiamo imparato per non perdere più soldi
di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini
La crisi economica e finanziaria è stata devastante e molto, in proposito, è stato scritto. Nonostante ciò non è ancora chiaro cosa sia davvero successo. Gianfilippo Cuneo, uno dei consulenti d’impresa più conosciuti e ora gestore di fondi d’investimento, risponde alle domande di Fabio Tamburini, direttore dell’agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor, sul crollo del capitalismo finanziario e sui peccati capitali commessi dalle principali banche d’affari, dalle agenzie di rating, da revisori, autorità di controllo e dai cosiddetti consiglieri indipendenti.
Quali sono limiti e opportunità del capitalismo famigliare nel contesto di crisi attuale e in prospettiva?
Quali gli errori, le omissioni e gli eccessi dei fondi di private equity? Tale «industria» ha ancora un futuro?
E ancora: come si spiega il fallimento clamoroso dei gestori del risparmio? Perché hanno sbagliato?
E, soprattutto, quali insegnamenti può ricavare il risparmiatore in un contesto economico di bassa crescita e crisi ricorrenti?
Qual è il bilancio della stagione delle privatizzazioni? Quali sono state le occasioni mancate e gli errori fatti?
Vengono analizzate, infine, le opportunità che nascono dalla crisi: come conviene muoversi, quali sono le difficoltà da superare e i rischi che si corrono, come si devono gestire le aziende nel contesto di una situazione che durerà anni.
Gianfilippo Cuneo lo dice a Fabio Tamburini in Wall Street: La stangata
“Le virtù del capitalismo anglosassone sono state celebrate a lungo perché ha vinto il mito delle grandi corporation che seguono le regole del profitto e del mercato ma la realtà, andando a scavare dietro la facciata, era ben diversa.“
“I falsi in bilancio continuano a pesare. C’è tutto un mondo, dietro alle quinte dei numeri ufficiali, che non si conosce e che a volte risulta sorprendente perfino agli addetti ai lavori.”
“L’industria del risparmio è finita a pezzi dimostrandosi qual è, e cioè una industria per lo sfruttamento del risparmio.“
“Il peccato capitale è stato dei banchieri, che hanno smesso di fare il loro mestiere: calcolare il rischio dei finanziamenti e prestare i soldi in base alla capacità delle imprese di ripagare il debito. Invece hanno preferito seguire logiche puramente speculative per ottenere profitti sempre più elevati .”

L’EVENTO

A seguire un dibattito sugli effetti e gli orizzonti aperti dalla crisi economico-finanziaria.
Partecipano alla tavola rotonda, oltre agli autori del libro, il Presidente della Fondazione CUOA Vittorio Mincato e il Presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin.


Economia: Consuntivo Eurostat

December 20, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: crisi 

Economia: Consuntivo Eurostat

I primi consuntivi 2009 diffusi in data odierna da Eurostat, confermano la grave situazione in cui versa il settore agricolo italiano così come l’intero contesto dei Paesi dell’Unione Europea. Lo pone in evidenza Confagricoltura che sottolinea come il reddito agricolo per occupato si stima calato in termini reali del 12,2%, rispetto al 2008, nella media comunitaria (UE 27). Si annulla, pertanto, ogni progresso compiuto in questi ultimi anni, ritornando, con qualche scarto di punto, sui livelli del 2005.

L’evento negativo ha interessato quasi tutti i Paesi, con l’eccezione di pochi (Regno Unito, Malta, Finlandia, Cipro, Grecia) ma – rimarca Confagricoltura – ha colpito più duramente il nostro Paese per l’intensità della flessione registrata, sia nel breve che nel più lungo periodo. Si sconta, infatti, una flessione del reddito per occupato del 25,3% sul 2008, la più accentuata fra i paesi membri, esclusa l’Ungheria (-35,6%).

Peraltro, la dinamica del reddito agricolo del nostro paese appare in forte calo – (-30% circa) anche rispetto ai livelli del 2005: solo Lussemburgo, Irlanda e Danimarca accusano risultati più negativi.

“L’agricoltura italiana – commenta Confagricoltura – presenta un bilancio che, sotto il profilo dei risultati economici, la pone agli ultimi posti nella graduatoria comunitaria: si scontano, in particolare, la sensibile contrazione della produzione agricola e la forte caduta dei prezzi all’origine, in presenza di aumenti dei costi”.


Purtroppo i segnali negativi si assommano nel corso di questi anni: nel terzo trimestre del 2009, il valore aggiunto è diminuito di circa il 5% sul corrispondente periodo del 2008 e l’indicatore dei prezzi del valore aggiunto (deflatore) di circa l’11%.

“Sono risultati che devono far riflettere – dice Confagricoltura – e che richiedono una gamma più articolata e completa di interventi, in termini di politiche di sviluppo”.

 

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