Come generare nuova classe dirigente: se ne parlerà a Catania in un convegno

May 24, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

Ci sarà anche la presentazione del Rapporto promosso da Fondirigenti, Luiss Guido Carli, Associazione Management Club.

CATANIA – Domani, martedì 25 maggio, alle 10, nell’Aula 1 della Facoltà di Economia e Commercio (Corso Italia 55) di Catania sarà presentato, per la prima volta in Sicilia, il IV Rapporto sulla Classe Dirigente, promosso da Fondirigenti, in collaborazione con l’ Università Luiss Guido Carli di Roma e l’Associazione Management Club (Amc), in occasione del convegno “Generare classe dirigente. Le nuove competenze manageriali”, organizzato dagli stessi enti.Saranno esposti i risultati del Progetto di sviluppo manageriale Emme (European Managerial Model Empowerment), nato dalla volontà di trasferire un modello gestionale del “Made in Italy” in Grecia, Romania e Spagna.
Nelle 350 pagine del Rapporto – con la prefazione di Luca Cordero di Montezemolo – viene scandagliato il mondo manageriale, i comportamenti e le responsabilità della “grande finanza”, della “grande industria”, dell’alta amministrazione e dei governi durante il periodo della crisi.
Interverranno gli organizzatori e i partner del Progetto, manager, imprenditori ed esperti del settore.

Il coordinamento scientifico del convegno è a cura di Elita Schillaci, docente ordinario della Facoltà di Economia, Dipartimento impresa, culture e società.

Barometro dei Pagamenti 2010

May 18, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi, finanza 

Conoscere il mercato e le aziende per diminuire i rischi di insolvenza

Sono stati presentati i dati del Barometro dei Pagamenti 2010, terza edizione, di Euler Hermes Siac, l’appuntamento annuale con il report sui trend di pagamento delle imprese manifatturiere italiane e delle costruzioni, utile alle aziende per la gestione del credit management.
La conoscenza del mercato e delle informazioni rilevanti, contribuisce ad affrontare le criticità, aumentando l’efficacia dei processi di decision making a favore della stabilità dell’impresa.
I dati contenuti nel Barometro EH SIAC, estratti dal database proprietario dell’azienda, hanno un elevato grado di aggiornamento e un’ampia copertura di mercato e sono facilmente comprensibili e notevolmente affidabili.
In tutti i report settoriali l’analisi interna è integrata da una presentazione di dati provenienti dall’esterno, da fonti istituzionali quali Istat, Camere di Commercio, Aida e Associazioni di categoria. I comparti, oggetto di studio nel Barometro, sono ventidue e rappresentano più del 27% del PIL italiano e, dunque, una consistente parte del tessuto economico nazionale.

I risultati del Barometro dei Pagamenti 2010
Andando ad analizzare nel dettaglio l’andamento globale dei principali indicatori del Barometro, si nota come l’indice di rischiosità, nel corso del 2009, sia ulteriormente peggiorato (+26,2% rispetto al 2008 e + 46,5% rispetto al 2005), contribuendo a ridurre la solidità attuale e prospettica dell’intero comparto analizzato.
Per quanto riguarda le difficoltà di pagamento, intese come incapacità di rispettare le scadenze contrattuali, l’indicatore EH SIAC ha evidenziato anche per il 2009 un aumento (+ 9,5% rispetto all’anno precedente) ma nettamente inferiore rispetto a quello registrato nel 2008, + 58,9% rispetto al 2007. I giorni di ritardo medi del sistema manifatturiero italiano e delle costruzioni invece, nel 2009 decrescono dell’11,5% rispetto al 2008, registrando una media di 72 giorni, valore che risulta essere il più basso del periodo considerato.
Un’ulteriore informazione riguarda l’andamento delle insolvenze di pagamento che, dopo un assestamento su valori contenuti nel triennio 2005-2007, per due anni consecutivi hanno registrato un tasso di crescita percentuale che supera il 40% (+ 41,3% nel 2009). Tale andamento sembrerebbe essere in contrasto con quanto registrato dall’indice dei giorni di ritardo di pagamento. In realtà, tale evidenza, è chiara indicazione di come, negli ultimi due anni, le imprese abbiano estinto il debito mediamente in meno giorni ma, al contempo, siano aumentate le aziende che non riescono a far fronte agli impegni contrattuali presi, entrando così in uno stato di default.

La value proposition del Barometro e la mission di EH SIAC
“Le imprese italiane – ha dichiarato Massimo Falcioni, Direttore Centrale EH SIAC – stanno ripartendo dopo la terribile crisi che negli ultimi due anni ha causato al Paese la perdita di oltre 6 punti percentuali di crescita del PIL. Nel primo semestre del 2010, segnaliamo un miglioramento sul fronte pagamenti anche se l’eredità della forte recessione, non consente una ripartenza decisa in quanto i livelli di rischio sui mancati pagamenti restano nella maggior parte dei settori analizzati, piuttosto elevati”.
“Il Barometro dei Pagamenti EHSIAC – continua Falcioni – è uno strumento che per caratteristiche e rigore scientifico, rappresenta un unicum nella pubblicistica economica italiana. Una guida che assolve ad una molteplicità di funzioni. Almeno tre di queste funzioni sono da sottolineare: il Barometro fotografa in modo analitico lo stato di salute dei segmenti produttivi fondamentali; elimina il rischio di scelte approssimative; scandisce i tempi della competitività”. Concludendo Falcioni dichiara: “Saper selezionare i clienti e i nuovi mercati, ridurre i costi operativi focalizzando l’attenzione sulla gestione dei flussi di cassa, proporre un’offerta innovativa, sono le soluzioni migliori per tornare ad ottenere utili e garantirne la sostenibilità. La
delle imprese è la mission che distingue Euler Hermes SIAC. In questa direzione abbiamo sempre operato e continueremo a farlo con professionalità ed orientamento al cliente. Intendo infine ringraziare il Prof. Luca Molteni (Università Bocconi) per l’eccellente lavoro svolto nella preparazione del report.”

Sanitaria assistenza

February 8, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

Friuli Venezia Giulia e sanitaria assistenza: appello dei pensionati Cia alla Regione sulla riforma socio sanitaria

“Solitudine degli anziani in aumento; sanitaria assistenza, problematiche della malattia, dell’invecchiamento e della non autosufficienza sono questioni sottovalutate in Friuli Venezia Giulia e la concertazione con la Regione langue”. Sono state le parole di apertura pronunciate ad Aquileia, in occasione della V Assemblea elettiva, da Ferdinando Rizzi, presidente regionale dell’Associazione pensionati (Anp) della Cia Friuli Venezia Giulia, a cui aderiscono oltre 5 mila agricoltori in quiescenza.

“Siamo sempre stati e siamo disponibili, anche all’interno del Cupla che raggruppa 7 categorie di pensionati del lavoro autonomo, a dialogare -ha aggiunto- con la Regione in particolare sulla riforma sociosanitaria, ma nonostante le richieste continue, non veniamo convocati dalle istituzioni e le nostre proposte restano inascoltate”.
Ennio Benedetti, presidente regionale di Cia Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato come la crisi economica, oramai, abbia intaccato addirittura la dignità del lavoro agricolo e ha dato il massimo sostegno all’azione dell’Anp e del Capla. Mario Pretolani, presidente nazionale Anp, ha aggiunto che la pensione agricola non basta più e, perciò, per necessità, si continua a lavorare nelle aziende senza dare lo spazio necessario ai giovani.


Le pensioni, negli ultimi dieci anni, inoltre, si sono svalutate del 13 per cento e, anche per incrementare i consumi, sarebbe necessario aumentarle, portando il minimo ad almeno 600 euro al mese.
Dopo un partecipato dibattito, infine, si è passati all’elezione dei delegati alla prossima Assemblea nazionale dell’Anp che si terrà a Roma: Gabriella Barbiani, Salvatore Farre, Ferdinando Rizzi e Maria Zanin.
A nome dell’Anp, parteciperanno, invece, all’Assemblea regionale della Cia Friuli Venezia Giulia, fissata per il 20 febbraio, a Udine: Gabriella Barbiani, Olivo Burini, Walter Decorti, Armando Donda, Salvatore Farre, Rodolfo Fedrigo, Ferdinando Rizzi, Luciano Salatin, Massimino Zaina, Maria Zanin, Luigi Krizmancic e Adriano Kalc.

All’Assemblea dell’Anp ha portato il suo contributo pure l’europarlamentare Debora Serracchiani.

Fame nel mondo

February 8, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

Fame nel mondo: Politi, meno egoismi, più agricoltura. Il Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi al Convegno “Fame e sete: sprecare meno donane di più”, promosso dal Rotary Club.

Nel nostro Paese, nonostante una crisi economica tangibile e trasversale, che investe tutti, consumatori e agricoltori inclusi, scopriamo da una attenta analisi dei dati, che ogni famiglia italiana “butta”, mediamente, nel cassonetto dei rifiuti prodotti per oltre 550 euro l’anno, circa il 10 per cento del totale dei propri acquisti alimentari. Fatti i calcoli, si tratta di circa 30 chili di alimenti buttati ogni anno, da ogni italiano. Stiamo parlando di un dato enorme, tonnellate e tonnellate di derrate alimentari sprecate. Tra l’altro, questo dato è in difetto perché non prende in esame le altrettante tonnellate di prodotti commestibili che la nostra agricoltura non può raccogliere. Infatti, frutta e ortaggi, spesso, rimangono a marcire nei campi, perché non hanno un prezzo di mercato sostenibile per gli agricoltori. Non c’è mercato e i costi di produzione, manutenzione e raccolta non consentono un’impresa sostenibile. Così il Presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi nel suo intervento durante il convegno “Fame e sete: sprecare meno donare di più”, promosso oggi a Roma dal “Distretto 2080 Rotary Club” presso la sede della Provincia di Roma a Palazzo Valentini.


Il grande tema sul quale interrogarsi -ha detto Politi- è quello degli “egoismi”, nel mondo c’è chi ha tanto, troppo, e molti che non hanno nulla. Bisognerebbe pensare anche a politiche che non guardano esclusivamente al profitto economico, ma siano lungimiranti e che si interroghino sul perché della crisi e di come aumentino le condizioni di povertà nel mondo, invece di regredire.

Lo scenario nel nostro Paese è preoccupante -ha proseguito il presidente della Cia- ma c’è chi riesce a fare di peggio. Un interessantissimo studio evidenzia come gli americani “gettino” circa il 50 per cento degli alimenti che comprano e come gli inglesi, in un anno, riempiano i cassonetti degli scarti con 184 tonnellate di formaggi. Se questi numeri creano sorpresa, quelli che riguardano il numero di malati, in queste aree del mondo, legati ad una cattiva alimentazione, generano allarme: una persona su tre è sovrappeso o obesa, e la tendenza si eleva nelle fasce di età più basse.

Nei fatti -ha sostenuto Politi- non si risolve il problema. Credo saremmo più vicini alla soluzione del problema, se da una parte si smettesse di sfruttare i paesi sottosviluppati, aiutandoli invece in un processo di auto sostenibilità, anche agricola. Ci sono nel pianeta immensi territori che possono essere produttivi e non lo sono; paradossalmente ve ne sono anche in Italia e allora bisogna fare “più agricoltura” e combattere i nostri egoismi. Un ruolo fondamentale -ha concluso Politi- è quello educativo e di conoscenza delle cose. Senza attivare questi processi, irrinunciabili, diventeremo tutti più poveri.

Next Page »