Crisi economica: benefici per pochi, difficoltà per molti

September 14, 2011 by admin · Leave a Comment
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Negli ultimi anni non poche famiglie hanno tratto vantaggio dalle bufere che hanno interessato i mercati finanziari, dal crac Lehman alla crisi di Atene, fino alle turbolenze sul debito pubblico che quest’estate hanno purtroppo raggiunto il nostro Paese. La progressiva riduzione dei tassi di interesse ha prodotto non pochi benefici a chi era impegnato nel pagamento delle rate di un mutuo e a chi si apprestava a contrarlo. Sono lontani i tempi in cui, a fronte della crescita continua dei tassi, si ricorreva alla surroga rottamando il proprio mutuo a tasso variabile per passare ad un più sicuro tasso fisso.

La diminuzione dei tassi tuttavia, nonostante abbia portato questi ultimi ai minimi storici, serve in realtà a poco quando la recessione brucia posti di lavoro e la stagnazione non aiuta a ritrovarli. Se ci sono famiglie che hanno saputo approfittare della situazione, ce ne sono molte altre, la maggioranza, con problemi col pagamento delle rate. Queste ultime hanno ancora un paio di soluzioni “paracadute” a cui appellarsi. E’ possibile beneficiare del Piano famiglie ideato dall’Abi a inizio 2010 oppure del Fondo di solidarietà del ministero delle Finanze. Chi ha i requisiti per accedere a queste agevolazioni può respirare per 12 o 18 mesi, agli altri (i lavoratori autonomi, per esempio) non resta che appellarsi al buon senso delle banche e cercare di rinegoziare le condizioni dei mutui, spesso allungandone la durata.

In queste settimane sta tuttavia sorgendo un altro problema, quello delle famiglie che non sono in grado di riprendere i pagamenti al termine dei 12 mesi di sospensione, semplicemente perché nel frattempo non sono riuscite a trovare un’occupazione stabile. Grazie al Piano famiglie sono state finora bloccate le rate di quasi 50.000 mutui, 31.000 soltanto da febbraio a settembre del 2010: per molti di questi sta scadendo o è già finito il periodo di moratoria e sono tornate le difficoltà, anche perché nel frattempo alla normale rata si devono sommare gli interessi maturati durante lo stop. Abi e associazioni dei risparmiatori dovranno dunque sedersi nuovamente a un tavolo nelle prossime settimane per trovare una soluzione a una questione che da contingente rischia ormai di diventare strutturale.

www.mutuisupermarket.it

 

Quale futuro dopo la crisi

April 18, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: crisi 

Convegno
Quale futuro dopo la crisi
Giovedì 22 aprile 2010, ore 18.00
Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)

Evento del Festival delle Città Impresa, organizzato da Fondazione CUOA.

Saluti: Giuseppe Caldiera, Direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: Eugenio Occorsio, La Repubblica.

Per iscrizioni all’evento compilare il form www.festivaldellecittaimpresa.it, nella sezione Programma del Festival,
in corrispondenza del dettaglio dell’evento.

ore 18.00
Fondazione CUOA, Altavilla Vicentina
In collaborazione con i Comitati Territoriali UniCredit Group
e con Fondazione CUOA
Quale fu turo dopo la crisi
Saluti: Giuseppe Caldiera, direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: E ugenio Occorsio, La Repubblica

Con la partecipazione di Michael Spence
È professore emerito in Management presso la Business School dell’Università di Stanford e partner in Oak
Hill Capital Partners e Oak Hill Venture Partners. Laureatosi in Filosofia a Princeton, ha ottenuto il Ph-D in
economia a Harvard. Ha insegnato economia a Stanford e a Harvard. Nel 1983 è stato nominato direttore
del dipartimento di Economia e George Gund Professor in Economia e Business administration. Ha ottenuto
il premio John Kenneth Galbraith per l’eccellenza nell’insegnamento e la John Bates Clark Medal per aver
fornito “un contributo significativo al pensiero ed alla conoscenza economica”. Insignito del Premio Nobel
per l’economia nel 2001 insieme a Joseph E.

“Contro la crisi subito. Con le piccole imprese riparte l’Italia”. La CNA sui maggiori quotidiani

July 25, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Servizi, Video 

“Contro la crisi subito. Con le piccole imprese riparte l’Italia”. La CNA sui maggiori quotidiani

RIVEDERE gli studi di settore

RIDURRE gli acconti di imposta

ESTENDERE l’ IVA per cassa anche per le imprese con ricavi superiori a 200.000 Euro

BLOCCARE per dodici mesi, per le imprese in crisi, le rate di mutui e finanziamenti

DIMINUIRE drasticamente gli oneri bancari

SOSPENDERE i criteri di Basilea II per aumentare il credito alle piccole imprese

SEMPLIFICARE e limitare gli oneri burocratici

Abbassare i premi INAIL

ISTITUIRE una quota dedicata alle piccole imprese negli appalti pubblici

RAFFORZARE gli strumenti a tutela del rispetto dei termini di pagamento tra imprese

COMPENSARE i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione

allargare i criteri per la detassazione degli utili reinvestiti

C’è bisogno di soluzioni, di atti immediati, semplici e concreti, che consentano a tutte le imprese di affrontare le difficoltà della crisi. La tenuta sociale dell’Italia dipende dalla tenuta del sistema delle piccole imprese. Non perdiamo tempo. In questo senso la CNA è impegnata a trecentosessanta gradi, non solo nei confronti del Governo, ma anche attraverso una grande campagna stampa che sta uscendo in questi giorni sui maggiori quotidiani per ribadire il messaggio: “Contro la crisi subito. Con le piccole imprese riparte l’Italia”.


Questa campagna stampa è uscita: il 13 luglio su Affari&Finanza La Repubblica, il 15 luglio su La Stampa, il 16 luglio su Il Corriere della Sera e ItaliaOggi, mentre verrà pubblicata nei prossimi giorni sui seguenti quotidiani:

Il Sole24Ore il 17 luglio;

QN (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno), lunedì 20 luglio;

La Repubblica, martedì 21 luglio;

Libero, martedì 21 luglio;
Il Messaggero, mercoledì 22 luglio;

ItaliaOggi, giovedì 23 luglio;

Libero, venerdì 24 luglio.

 

Se ti è piaciuto questo articolo ti potrebbe interessare il nostro blog dedicato alle piccole e medie imprese.


Lodi – Il volto della crisi: quasi 11 milioni di euro protestati

March 12, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Dalle regioni, crisi 

La crisi di liquidità che sta attanagliando il mondo produttivo nazionale sembra risparmiare (per ora) il sistema locale. Mentre a livello nazionale i protesti sono cresciuti del 12% in concomitanza con il rallentamento globale dell’economia, a livello provinciale la difficoltà a onorare gli impegni è diminuita di oltre il 30%. Resta in ogni caso l’incertezza se essa sia da attribuirsi a una contrazione del volume degli affari (dato accertato da più fonti) o a una accortezza maggiore dei lodigiani nel fare ricorso all’indebitamento tradizionale.
La tendenza alla decrescita del numero dei protesti levati è rilevata dalla Camera di Commercio sulla base degli ultimi dodici mesi disponibili ed anche dal dato parziale relativa al mese di gennaio 2009 da cui si evince che Lodi contribuisce per l’1,4% per cento all’importo totale dello scoperto della Lombardia (796 milioni di euro).
Dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulle competenze in materia di procedure e cancellazioni dei protesti cambiari, la sofferenza determinata dal mancato pagamento di cambiali, vaglia e assegni si è ridotta.
La curva tuttavia non è da interpretarsi come vera e propria relativizzazione del “disagio economico” del territorio.
Nella lettura del dato va tenuto sempre presente che con l’introduzione sul mercato di nuove forme di incentivazione al consumo e di credito, non si fa più tanto ricorso come in passato a forme di pagamento a mezzo di cambiali, vaglia, assegni, avendo il creditore optato per procedure di adempimento diverse, che in caso di mancata accettazione da parte del trattario e di mancato pagamento dell’effetto lo sottraggono all’ atto formale del “protesto”.
La nuova normativa inoltre, richiedendo indicazioni specifiche sia nel caso delle cambiali che dei vaglia cambiari, nella circostanza che esse non vengano rispettate tolgono al titolo il valore di cambiale c lo sottraggono di conseguenza alla procedura di protesto.
Attraverso i dati del Registro Informatico dei Protesti (opportunamente ripuliti di alcuni errori di trasmissioni), la Camera di Commercio ha individuato che l’anno scorso l’importo dei protesti in provincia di Lodi è stato pari a 10,9 milioni, con una differenza in termini assoluti pari a 4,8 milioni di euro risultati protestati nel 2007.
Dei 10 milioni e 990 mila euro circa protestati nel 2008 il 56,5% è stato procurato a mezzo di assegni e il 36,3% da pagherò. Entrambi, cambiali e assegni, risultano in diminuzione:-26,6% le cambiali -38,6% gli assegni, mentre risultano in crescita le tratte non accettate +27,2%.
L’importo medio per protesto è diminuito da 3.381.5 euro del 2007 agli 2.523,6 euro del 2008. La rilevazione media di gennaio 2009 presenta invece un importo medio in crescita con 3.098,8 euro.


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