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Crisi? Risparmia sul hi-tech online

Siamo quasi alla fine di un anno non troppo entusiasmante, che ha portato alla luce tutte le problematiche legate a quella crisi economica generalizzata che ha colpito tantissimi paesi europei, con l’Italia che si può vantare in modo non troppo lusinghiero di essere ai primi posti della speciale classifica dedicata.
Questo significa che le famiglie italiane sono state costrette a stringere la proverbiale cinghia, anche in previsione di una forte pressione fiscale che sembra possa aumentare ancora da un giorno all’altro. Nonostante la crisi, con l’arrivo del Natale, l’hi-tech rappresenta sempre una delle ancore di salvezza per chi vuole evitare di fare regali poco graditi, anche se i prezzi dei beni tecnologici risultano ancora una volta abbastanza proibitivi.
Uno dei modi migliori per riuscire a risparmiare nell’acquisto di beni hi-tech è quello di rivolgersi alle risorse online, sempre foriere di sconti e offerte molto appetibili per chi vuole unire l’utile al dilettevole. Non è sicuramente molto raro trovare un sito web che presenti offerte per smart TV economiche, uno dei dispositivi ultimamente più apprezzati dai consumatori.
Che dire poi del mercato degli smartphone, forse il dispositivo tecnologico più diffuso che si conosca. Ogni giorno vengono messi sugli scaffali dei negozi device sempre più belli esteticamente e con un hardware da prima pagina per quanto riguarda le performance. Per cui ad esempio trovare online un’offerta per un Motorola Razr Maxx super conveniente non è sicuramente un’opzione da scartare.
Il risparmio online sul costo dell’hi-tech trova anche un’ottima risposta negli sconti che vengono proposti periodicamente dai negozi virtuali delle grandi case di distribuzione dell’elettronica, che consentono ai consumatori di acquistare tecnologia al prezzo scontato online, per poi magari far risparmiare anche le spese di spedizione proponendo il ritiro nel negozio fisico.
Questi sono solo alcuni degli esempi su come sia possibile ottenere un certo risparmio acquistando online i beni tecnologici che desideriamo di più. Oltretutto sfruttando la potenza dei motori di ricerca è sempre possibile trovare risorse che non avevamo mai preso in considerazione in precedenza.
In fin dei conti quello che chiedono le famiglie è poter riuscire a trovare un po’ di serenità dal punto di vista economico, senza doversi vedere prosciugare il proprio conto in banca per via dell’acquisto di un bene votato a migliorare la qualità della vita quotidiana. Quindi poter sfruttare tutte le opportunità concesse dalla rete internet diventa uno strumento fondamentale per poter vincere la corsa al risparmio.

Quale futuro dopo la crisi

Convegno
Quale futuro dopo la crisi
Giovedì 22 aprile 2010, ore 18.00
Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)

Evento del Festival delle Città Impresa, organizzato da Fondazione CUOA.

Saluti: Giuseppe Caldiera, Direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: Eugenio Occorsio, La Repubblica.

Per iscrizioni all’evento compilare il form www.festivaldellecittaimpresa.it, nella sezione Programma del Festival,
in corrispondenza del dettaglio dell’evento.

ore 18.00
Fondazione CUOA, Altavilla Vicentina
In collaborazione con i Comitati Territoriali UniCredit Group
e con Fondazione CUOA
Quale fu turo dopo la crisi
Saluti: Giuseppe Caldiera, direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: E ugenio Occorsio, La Repubblica

Con la partecipazione di Michael Spence
È professore emerito in Management presso la Business School dell’Università di Stanford e partner in Oak
Hill Capital Partners e Oak Hill Venture Partners. Laureatosi in Filosofia a Princeton, ha ottenuto il Ph-D in
economia a Harvard. Ha insegnato economia a Stanford e a Harvard. Nel 1983 è stato nominato direttore
del dipartimento di Economia e George Gund Professor in Economia e Business administration. Ha ottenuto
il premio John Kenneth Galbraith per l’eccellenza nell’insegnamento e la John Bates Clark Medal per aver
fornito “un contributo significativo al pensiero ed alla conoscenza economica”. Insignito del Premio Nobel
per l’economia nel 2001 insieme a Joseph E.

“Contro la crisi subito. Con le piccole imprese riparte l’Italia”. La CNA sui maggiori quotidiani

“Contro la crisi subito. Con le piccole imprese riparte l’Italia”. La CNA sui maggiori quotidiani

RIVEDERE gli studi di settore

RIDURRE gli acconti di imposta

ESTENDERE l’ IVA per cassa anche per le imprese con ricavi superiori a 200.000 Euro

BLOCCARE per dodici mesi, per le imprese in crisi, le rate di mutui e finanziamenti

DIMINUIRE drasticamente gli oneri bancari

SOSPENDERE i criteri di Basilea II per aumentare il credito alle piccole imprese

SEMPLIFICARE e limitare gli oneri burocratici

Abbassare i premi INAIL

ISTITUIRE una quota dedicata alle piccole imprese negli appalti pubblici

RAFFORZARE gli strumenti a tutela del rispetto dei termini di pagamento tra imprese

COMPENSARE i crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione

allargare i criteri per la detassazione degli utili reinvestiti

C’è bisogno di soluzioni, di atti immediati, semplici e concreti, che consentano a tutte le imprese di affrontare le difficoltà della crisi. La tenuta sociale dell’Italia dipende dalla tenuta del sistema delle piccole imprese. Non perdiamo tempo. In questo senso la CNA è impegnata a trecentosessanta gradi, non solo nei confronti del Governo, ma anche attraverso una grande campagna stampa che sta uscendo in questi giorni sui maggiori quotidiani per ribadire il messaggio: “Contro la crisi subito. Con le piccole imprese riparte l’Italia”.


Questa campagna stampa è uscita: il 13 luglio su Affari&Finanza La Repubblica, il 15 luglio su La Stampa, il 16 luglio su Il Corriere della Sera e ItaliaOggi, mentre verrà pubblicata nei prossimi giorni sui seguenti quotidiani:

Il Sole24Ore il 17 luglio;

QN (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno), lunedì 20 luglio;

La Repubblica, martedì 21 luglio;

Libero, martedì 21 luglio;
Il Messaggero, mercoledì 22 luglio;

ItaliaOggi, giovedì 23 luglio;

Libero, venerdì 24 luglio.

 

Se ti è piaciuto questo articolo ti potrebbe interessare il nostro blog dedicato alle piccole e medie imprese.


Lodi – Il volto della crisi: quasi 11 milioni di euro protestati

La crisi di liquidità che sta attanagliando il mondo produttivo nazionale sembra risparmiare (per ora) il sistema locale. Mentre a livello nazionale i protesti sono cresciuti del 12% in concomitanza con il rallentamento globale dell’economia, a livello provinciale la difficoltà a onorare gli impegni è diminuita di oltre il 30%. Resta in ogni caso l’incertezza se essa sia da attribuirsi a una contrazione del volume degli affari (dato accertato da più fonti) o a una accortezza maggiore dei lodigiani nel fare ricorso all’indebitamento tradizionale.
La tendenza alla decrescita del numero dei protesti levati è rilevata dalla Camera di Commercio sulla base degli ultimi dodici mesi disponibili ed anche dal dato parziale relativa al mese di gennaio 2009 da cui si evince che Lodi contribuisce per l’1,4% per cento all’importo totale dello scoperto della Lombardia (796 milioni di euro).
Dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulle competenze in materia di procedure e cancellazioni dei protesti cambiari, la sofferenza determinata dal mancato pagamento di cambiali, vaglia e assegni si è ridotta.
La curva tuttavia non è da interpretarsi come vera e propria relativizzazione del “disagio economico” del territorio.
Nella lettura del dato va tenuto sempre presente che con l’introduzione sul mercato di nuove forme di incentivazione al consumo e di credito, non si fa più tanto ricorso come in passato a forme di pagamento a mezzo di cambiali, vaglia, assegni, avendo il creditore optato per procedure di adempimento diverse, che in caso di mancata accettazione da parte del trattario e di mancato pagamento dell’effetto lo sottraggono all’ atto formale del “protesto”.
La nuova normativa inoltre, richiedendo indicazioni specifiche sia nel caso delle cambiali che dei vaglia cambiari, nella circostanza che esse non vengano rispettate tolgono al titolo il valore di cambiale c lo sottraggono di conseguenza alla procedura di protesto.
Attraverso i dati del Registro Informatico dei Protesti (opportunamente ripuliti di alcuni errori di trasmissioni), la Camera di Commercio ha individuato che l’anno scorso l’importo dei protesti in provincia di Lodi è stato pari a 10,9 milioni, con una differenza in termini assoluti pari a 4,8 milioni di euro risultati protestati nel 2007.
Dei 10 milioni e 990 mila euro circa protestati nel 2008 il 56,5% è stato procurato a mezzo di assegni e il 36,3% da pagherò. Entrambi, cambiali e assegni, risultano in diminuzione:-26,6% le cambiali -38,6% gli assegni, mentre risultano in crescita le tratte non accettate +27,2%.
L’importo medio per protesto è diminuito da 3.381.5 euro del 2007 agli 2.523,6 euro del 2008. La rilevazione media di gennaio 2009 presenta invece un importo medio in crescita con 3.098,8 euro.