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Usa, crolla fiducia consumatori. Bernanke: nel 2010 forse ripresa

WASHINGTON – In febbraio l’indice che misura la fiducia dei consumatori degli Stati Uniti, calcolato dal Conference Board, è sceso a quota 25 punti, contro i 37,4 punti di gennaio. Gli analisti attendevano un calo a 35,5 punti: il dato ha così fissato un nuovo minimo storico. E proprio l’economia e la crisi saranno al centro del primo discorso al Congresso che il presidente degli Stati Uniti Barak Obama terrà questa sera alle 21 (ora statunitense, in Italia saranno le tre del mattino).

Eppure il futuro potrebbe non essere così nero: il presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana, Ben Bernanke, la crisi potrebbe anche concludersi nel 2009. Ma perché ciò avvenga, ha spiegato Bernanke, le misure anticrisi avviate dal governo devono avere successo, portando a una stabilizzazione dei mercati finanziari.

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Mercati, lo tsunami del debito

Il mondo è sommerso dai debiti. Negli Stati Uniti tra settore pubblico, imprese e famiglie si arriva a 33 mila miliardi di dollari, in Eurolandia a 15 mila, nel solo Regno Unito sono quasi 3 mila e 200 miliardi di sterline. Ricalcolando tutto in euro siamo a 60 mila miliardi, ai quali vanno aggiunti i debiti del Giappone, dei paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo per un totale tra 90 e 100 mila miliardi. Nel 2009 una parte di questa montagna di debiti verrà in scadenza e dovrà essere rifinanziata, e in più ci saranno i nuovi debiti che gli stati sono costretti a fare per raccogliere le somme necessarie ai salvataggi delle banche e ai pacchetti di stimolo all’economia.
Le cifre sono imponenti, si prevede che il Tesoro Americano emetterà nuovi Treasury Bills per 2 mila miliardi di dollari, gli altri paesi industrializzati per altri mille e altrettanti i paesi emergenti. A questi sono da aggiungere la quota di debito pubblico globale, le obbligazioni bancarie e quelle emesse dalle imprese che scadono durante l’anno e dovranno essere rifinanziate.
Cifre complessive è difficile farne, ma solo nell’area dell’Euro vengono in scadenza 455 miliardi di titoli di stato a medio e lungo termine più almeno altrettanti a breve, nonché 408 miliardi di obbligazioni emesse da banche. Secondo Standard & Poor’s globalmente scadono circa 500 miliardi di dollari di obbligazioni emesse dalle imprese e mille miliardi di prestiti bancari alle aziende. Ing Wholsale Banking calcola che i paesi emergenti, oltre alle nuove risorse di cui avranno bisogno, dovranno rifinanziare quasi 2 mila miliardi di dollari di prestiti bancari e di titoli in valuta che scadono nel 2009.

 

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Eni avvia due nuovi progetti nel Golfo del Messico statunitense

I due progetti riguardano la Fase II del giacimento Longhorn e lo sviluppo del giacimento Appaloosa, situati offshore nell’area centrale del Mississippi Canyon (MC), a circa 100 km delle coste della Louisiana. L’area del Mississippi Canyon comprende anche la piattaforma Corral operata da Eni, precedentemente conosciuta come piattaforma Crystal, e il giacimento stesso di Longhorn, attualmente in fase di sviluppo.

San Donato Milanese (Milano) – Eni ha avviato due nuovi progetti di sviluppo nella parte statunitense del Golfo del Messico (Greater Longhorn Area). I due progetti riguardano la Fase II del giacimento Longhorn e lo sviluppo del giacimento Appaloosa, situati offshore nell’area centrale del Mississippi Canyon (MC), a circa 100 km delle coste della Louisiana. L’area del Mississippi Canyon comprende anche la piattaforma Corral operata da Eni, precedentemente conosciuta come piattaforma Crystal, e il giacimento stesso di Longhorn, attualmente in fase di sviluppo.

Lo sviluppo della Fase II del giacimento Longhorn, avviato lo scorso dicembre con un investimento pari a circa 113 milioni di dollari, si avvale di un pozzo sottomarino aggiuntivo collegato alla piattaforma Corral. Il picco di produzione è stimato tra gli 850 mila e 1,415 milioni circa di metri cubi di gas al giorno. Il progetto di sviluppo a gas di Longhorn, operato da Eni con una quota del 75% (Nexen è l’altro partner con il 25%) è situato nei blocchi MC 502 e 546 a una profondità d’acqua di oltre 700 metri. L’avvio della produzione di Longhorn è previsto nel luglio 2009.

Il giacimento adiacente di Appaloosa (100% Eni) consiste dei blocchi MC 459, 460 e di una porzione dei blocchi MC 503 e 504, ed è situato a una profondità d’acqua di oltre 850 metri. L’investimento previsto per lo sviluppo di Appaloosa, avviato anch’esso nel dicembre 2008, è di oltre 228 milioni di dollari. La capacità di trattamento del petrolio della piattaforma Corral sarà inoltre ampliata per accogliere il first oil di Appaloosa, atteso per il gennaio 2010 con un picco di produzione di 7.500 barili di petrolio al giorno.

Questi due nuovi progetti offriranno a Eni un’ulteriore opportunità per aumentare la propria produzione e rafforzarne la presenza nell’area del Mississippi Canyon. La piattaforma Corral, operata da Eni, diverrà a sua volta un importante hub di trattamento di petrolio e gas ai confini dello Shelf del Golfo del Messico, con la creazione di ulteriori sinergie per la Greater Longhorn Area grazie a una campagna di sviluppo prevista per la seconda metà del 2009. Il potenziale della Greater Longhorn Area, in termini di riserve e risorse esplorative, è stimato in circa 100 milioni di barili di olio equivalente.

Negli Stati Uniti d’America, Eni è presente nel Golfo del Messico con licenze di esplorazione e produzione in 403 blocchi ed è tra i principali produttori di idrocarburi con una capacità netta che supera i 100.000 barili di olio equivalente (il 60% dei quali è operato). Eni è inoltre presente in Alaska, dove possiede 173 licenze nel North Slope ed è operatore del campo di Nikaitchuq, in fase avanzata di sviluppo.


Intervista a Barack Obama: “Salverò tre milioni di posti”

A pochi giorni dall’insediamento il presidente eletto Usa illustra il suo programma economico contro la crisi: “E Rivoluzionerò scuola, sanità e ambiente”

Riforma fiscale, efficienza energetica, rilancio del mercato immobiliare
Il nuovo presidente anticipa le priorità economiche e rivela: “Non mi farò togliere il palmare”

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