MSC Crociere, in Italia un beneficio economico da 1.523 milioni di euro
Gli effetti sull’economia nazionale nello studio di Ca’ Foscari:
oltre 2 milioni di passeggeri movimentati nel 2009, 1.700 fornitori italiani
Lo studio sul mercato crocieristico realizzato da Ca’ Foscari Formazione e Ricerca in collaborazione con Risposte Turismo, presentato oggi a Roma nel corso di un incontro presso la sala Capitolare del Senato, dedica un’ampia parte all’impatto generato sull’economia italiana dalla presenza di MSC Crociere.
Lo studio calcola in 1.523 milioni di euro la ricaduta sul sistema economico italiano dell’attività di MSC Crociere nel 2009 (impatto economico diretto, indiretto, indotto).
Il principale elemento attivatore dell’economia, spiegano gli analisti di Ca’ Foscari, è la spesa diretta (pari a 628 milioni di euro), che è costituita a sua volta da due componenti: la spesa diretta dell’azienda imputabile all’Italia (510 milioni di euro) e la spesa diretta dei crocieristi MSC Crociere che si imbarcano, sbarcano e transitano nei porti italiani (118 milioni, per una movimentazione pari a 2,07 milioni di passeggeri in Italia nel 2009). Gli effetti indotti nello scorso anno sono stati invece pari a 518 milioni di euro.
Altro dato di grande interesse e che fornisce un’idea dell’effetto generato dalla presenza dell’azienda sul territorio è quello relativo ai fornitori. Sono 1.700 i fornitori italiani di MSC Crociere, di cui 600 per l’area food & beverage e 1.100 per le altre aree, come approvvigionamento generale, manutenzione tecnica ed allestimento delle navi. In fase di costruzione delle navi, in particolare, i fornitori italiani coinvolti sono 300.
I dipendenti italiani impiegati a bordo delle navi MSC Crociere e quelli impiegati nelle sedi italiane della Compagnia sono 2.370. Ma se si considerano anche i diversi settori produttivi interessati, le unità di lavoro collegate all’attività di MSC Crociere nel 2009 raggiungono un totale di 11.869, con redditi equivalenti complessivi pari a circa 270 milioni di euro.
Capillare anche la rete dei partner commerciali: circa 9.000 le agenzie di viaggio italiane coinvolte nell’attività di distribuzione di MSC Crociere.
Analizzando il sistema di gestione dei trasferimenti dei clienti verso i porti d’imbarco, si scopre che la soluzione preferita è quella dell’autobus, che l’azienda mette a disposizione acquistando questo servizio da appositi fornitori. Ebbene nel 2009 sono stati circa 100 mila i passaggi autobus verso i porti d’imbarco.
Circa il 10% dei crocieristi sceglie invece l’aereo, con i pacchetti fly & cruise che affiancano alla crociera il volo di a/r dall’aeroporto più vicino allo scalo interessato. MSC Crociere ha acquistato nel 2009 circa 10,8 milioni di euro di voli dalle diverse compagnie aeree.
Passando a considerare le escursioni MSC Crociere nel 2009 ha speso oltre 5,3 milioni di euro per acquistare servizi presso vari fornitori italiani.
Le spese per sponsorizzazioni e attività di co-marketing effettuate in Italia da MSC Crociere nel 2009 sono state invece pari a 13,6 milioni.
Il valore delle commissioni riconosciute alle agenzie di viaggio italiane che lo scorso anno hanno venduto il prodotto MSC Crociere è stato invece pari a 50 milioni di euro.
MSC ITALCATERING
MSC Italcatering, la società che si occupa del food & beverage per tutte le navi della flotta MSC Crociere, ha sede a Genova ed è entrata a far parte del gruppo nel 2004. La sua attività è cresciuta velocemente negli anni, in parallelo con l’aumento di offerta di MSC Crociere, in termini di navi e numero passeggeri trasportati.
Sono 40 milioni i pasti serviti a bordo annualmente, con la cucina italiana predominante nei menu. L’azienda ha investito l’anno scorso 52 milioni per acquistare forniture nazionali da varie aziende del comparto alimentare (circa 600, come ricordato in precedenza). Fra le curiosità da segnalare, è stato calcolato che in una crociera di sette giorni di una nave di 4.000 passeggeri si consumano 20.000 confetture monoporzione, 6.400 kg di farinacei, 7.000 kg di carne, 6.000 kg di pesce e 26.000 uova fresche.
MSC CRUISE TECH DEPARTMENT
MSC Cruise Tech Department (CTD) ha il compito di garantire la necessaria manutenzione delle navi: la società ha sede a Piano di Sorrento ma le attività di bacino vengono svolte prevalentemente a Genova, Palermo, Trieste, Amburgo e Malta. Una sosta di 10 giorni in una di queste strutture vale circa 600 mila euro di lavori, secondo lo studio Ca’ Foscari.
MSC CTD è nata nel 1990 come ufficio tecnico per le navi MSC Crociere e impiega oggi oltre 100 dipendenti: la sua spesa nel 2009 è stata pari a 37 milioni di euro distribuiti su un totale di più di 1.000 fornitori in Italia per le aree di approvvigionamento generale, manutenzione tecnica e allestimento navi.
A questi numeri, inoltre, bisogna aggiungere il ricorso ad aziende italiane per la costruzione di nuove navi, che si traduce in ulteriori 140 milioni di euro circa per il 2009 che arricchiscono il vettore di spesa diretta influenzando positivamente gli effetti indiretti e indotti. Si tratta di imprese impegnate in settori come pitture navali, arredamento cabine, attrezzature per ristoranti e cucine, illuminazione, posa cavi, ecc.
Più in generale, MSC Crociere si rivolge ad aziende italiane anche per l’acquisto di servizi e prodotti di altre aree, dalla sicurezza dei passeggeri alle macchine per il gelato, dagli impianti di depurazione alla tecnologia e alla logistica.
L’USO DEI PORTI
Nel 2009 MSC Crociere ha speso 21 milioni di euro per gli scali effettuati in 14 porti italiani (Venezia, Genova e Portofino, Napoli, Bari, Civitavecchia, Catania, Livorno, Palermo, Messina, Salerno, Olbia, Cagliari, Ancona). Le principali voci di spesa sono: fee portuali, assistenza a terra ai passeggeri, rifornimento di acqua, attività logistica, manutenzione straordinaria, spese di sicurezza, assicurazione, smaltimento rifiuti. A questi vanno aggiunti 65 milioni di euro per bunkeraggio e carburante.
I CROCIERISTI
Ammonta ad oltre 1 milione il numero di imbarchi e sbarchi di passeggeri in porti italiani e a 993 mila i transiti negli scali del nostro Paese, garantiti da MSC Crociere, per una movimentazione totale di 2,07 milioni di passeggeri.
La spesa totale dei crocieristi nei porti italiani toccati da MSC Crociere nel 2009 è stata di 102 milioni di euro: la cifra è il risultato della somma delle spese per alberghi, ristoranti, food & beverage, intrattenimento, shopping, trasporti, escursioni, ecc.
Si calcola che la spesa media per i crocieristi in transito sia di 75,30 euro, mentre per i crocieristi in imbarco/sbarco si sale a 105,90 euro. A Venezia sono state effettuate indagini ancora più mirate, dalle quali risulta che un passeggero in transito spenda 108 euro, mentre uno in imbarco/sbarco arrivi a 139 euro.
LA SPESA DIRETTA
E’ la Liguria la regione che beneficia maggiormente della presenza di MSC Crociere dal punto di vista della spesa diretta: in questo territorio nel 2009 la compagnia ha speso 76 milioni di euro (24.4% del totale). Segue la Campania con poco meno di 60 milioni di euro (19.3%) e il Veneto con 46 milioni di euro (15%).
Il totale della spesa diretta di MSC Crociere nelle singole regioni nel 2009 è stato di quasi 310 milioni di euro. E’ interessante però notare come l’impatto economico generato dalla Compagnia arrivi anche in regioni “remote” dal punto di vista del business crocieristico come Val D’Aosta, Umbria, Basilicata o Molise.
Quota di spesa diretta MSC attribuibile alle singole regioni.
I già ricordati 628 milioni di euro di spesa diretta complessiva si ottengono invece sommando le spese effettuate da MSC Italcatering, MSC Cruise Tech Department e dell’headquarter di Napoli, oltre che quelle degli scali delle navi nei singoli porti (dogana, bunkeraggio, ecc).
I NUMERI DI MSC CROCIERE – 2009
1.523 milioni di euro impatto economico diretto, indiretto ed indotto in Italia
396 milioni di euro: valore aggiunto diretto e indiretto creato trasversalmente nell’economia del Paese
510 milioni di euro: spesa diretta “italiana” di MSC Crociere
118 milioni di euro: spesa diretta dei crocieristi MSC Crociere nei porti italiani
+1 miliardo di euro: impatto diretto ed indiretto in Italia
518 milioni di euro: effetti indotti in Italia da MSC Crociere
277 milioni di euro: controvalore redditi attivati complessivamente
2,07 milioni: totale passeggeri MSC Crociere movimentati nei porti italiani
621: numero di scali in porti italiani di navi MSC Crociere
quasi 1.100: fornitori italiani per le aree di approvvigionamento generale, manutenzione tecnica ed allestimento navi
oltre 37 milioni di euro: controvalore economico a fornitori italiani
50 milioni di euro: commissioni riconosciute da MSC Crociere alle circa 9.000 agenzie di viaggio italiane
47.149 Kg: alluminio riciclato da MSC Crociere in un anno su tutte le navi
20.000 Kg: consumo di frutta fresca italiana in una crociera MSC di 7 giorni in una nave da 4.000 passeggeri
Economia Europea: tira malgrado la crisi

In merito alla situazione dell’ Economia Europea in questo momento di crisi. Secondo il World Investments Prospects (WIPS), diffuso dalle Nazione Unite sulla base di sondaggi effettuati su un campione di 241 aziende multinazionali, l’Europa rimane una delle principali mete degli investimenti esteri diretti (FDI) anche per il biennio in corso, specialmente per le grandi multinazionali di Canada, USA e Giappone. Nonostante gli investimenti esteri si siano contratti per effetto della crisi (al primo trimestre del 2009, -57% a/a e -45% il calo degli FDI rispettivamente nei paesi sviluppati e nei paesi emergenti), le imprese intervistate si attendono nel biennio 2010-2011 un recupero dell’attività di internazionalizzazione. Ad essere oggetto di delocalizzazione saranno innanzitutto gli uffici vendite, seguiti dalla produzione e dalla logistica.
All’interno dell’Unione Europea la Germania e la Francia sono i due paesi con il più elevato grado di attrazione. I principali fattori che guidano gli FDI verso queste economie sono la manodopera specializzata ed i talenti, un contesto istituzionale stabile ed orientato agli affari e la qualità delle infrastrutture. Debole risulta invece l’impatto sulla localizzazione degli investimenti, di incentivi concessi alle imprese e della facilità di accesso al mercato dei capitali.
L’Italia non può sfruttare determinanti quali il lavoro a basso costo, né tanto meno il tasso di crescita del mercato (fattori tipici di attrazione di cui godono le economie emergenti) ma può contare di manodopera specializzata e talenti, di un rapido accesso ai mercati internazionali/regionali, di una forte presenza di fornitori e partners, di un contesto politico stabile ed orientato agli affari, di buona qualità delle infrastrutture ed incentivi.
I settori dell’industria che meglio sfruttano quelli che sono i punti di forza delle economie avanzate nel processo produttivo risultano per il manifatturiero: il chimico/farmaceutico, l’elettronica/elettrotecnica, la meccanica di precisione; mentre per i servizi si distinguono le utilities, i trasporti ed i servizi alle imprese.
L’analisi svolta dal Servizio Research di BMPS sottolinea come proprio in questi settori potrebbero emergere le aziende effettivamente interessate ad investire nel territorio italiano. In base all’analisi condotta sulle decisioni di investimento di 21 multinazionali che progettano espansione sul territorio europeo (in Francia ed in Germania) potrebbero divenire “incumbent” sul mercato nazionale un discreto numero di multinazionali attive nelle telecomunicazioni, nell’information technology ed info provider; stesso dicasi per case chimico-farmaceutiche ed aziende produttrici di strumenti ospedalieri; interessanti anche le prospettive di alcune aziende leader nel settore dell’energia rinnovabile (fotovoltaico/solare); possibilità anche per aziende operanti in settori italiani meno attrattivi come meccanica ed alberghiero. Il sondaggio effettuato sulle multinazionali interessate ad investire in Germania e Francia rivela importanti possibilità di business considerando un ammontare di investimenti dichiarati nel primo trimestre 2010 pari a circa 480mln di euro, con l’apertura di 14 nuovi impianti, uffici o centri di ricerca.
A conferma dello studio, l’indagine WIPS individua in elettrico e servizi alle imprese, i settori che dovrebbero aumentare maggiormente la quota dei loro FDI fino al 2011; seguono trasporti, meccanica di precisione, farmaceutico ed elettronico.

