Ridare fiducia ai consumatori

Confagricoltura sottolinea come, in relazione ai dati diffusi oggi da
Istat, l’inflazione sia giunta a settembre al 3% su base annua, mentre
per gli alimentari non lavorati (quindi i prodotti agricoli) sia
aumentata dello 0,9%.
Cominciano finalmente a risalire i prezzi all’origine della frutta
fresca, dopo la drammatica crisi dell’E.Coli ma c’è ancora un
differenziale del 6,3% rispetto ai prezzi dell’anno scorso. I vegetali
freschi sono stati pagati il 10,6% in meno rispetto ad agosto ed il
9,3% in meno rispetto a settembre dell’anno scorso (dati ismea).
In base ai dati istat, i prezzi al consumo per le verdure hanno avuto
un rialzo congiunturale dell’1,9% ma sono inferiori del 7,7% rispetto
all’anno scorso; i prezzi di vendita della frutta fresca continua a
calare (-0,8% a settembre rispetto ad agosto e -3,1% rispetto all’anno
scorso).
“Secondo un sondaggio condotto dall’Ipsos per conto del Consumers’
Forum, bisogna ridare fiducia ai consumatori. Servono azioni concrete
per la valorizzazione del made in Italy ed il riequilibro del valore;
ricerca ed innovazione per soddisfare le rinnovate esigenze dei
consumatori. E’ un impegno che tutta la filiera alimentare e la
politica devono assumere”.
Crisi economica: benefici per pochi, difficoltà per molti

Negli ultimi anni non poche famiglie hanno tratto vantaggio dalle bufere che hanno interessato i mercati finanziari, dal crac Lehman alla crisi di Atene, fino alle turbolenze sul debito pubblico che quest’estate hanno purtroppo raggiunto il nostro Paese. La progressiva riduzione dei tassi di interesse ha prodotto non pochi benefici a chi era impegnato nel pagamento delle rate di un mutuo e a chi si apprestava a contrarlo. Sono lontani i tempi in cui, a fronte della crescita continua dei tassi, si ricorreva alla surroga rottamando il proprio mutuo a tasso variabile per passare ad un più sicuro tasso fisso.
La diminuzione dei tassi tuttavia, nonostante abbia portato questi ultimi ai minimi storici, serve in realtà a poco quando la recessione brucia posti di lavoro e la stagnazione non aiuta a ritrovarli. Se ci sono famiglie che hanno saputo approfittare della situazione, ce ne sono molte altre, la maggioranza, con problemi col pagamento delle rate. Queste ultime hanno ancora un paio di soluzioni “paracadute” a cui appellarsi. E’ possibile beneficiare del Piano famiglie ideato dall’Abi a inizio 2010 oppure del Fondo di solidarietà del ministero delle Finanze. Chi ha i requisiti per accedere a queste agevolazioni può respirare per 12 o 18 mesi, agli altri (i lavoratori autonomi, per esempio) non resta che appellarsi al buon senso delle banche e cercare di rinegoziare le condizioni dei mutui, spesso allungandone la durata.
In queste settimane sta tuttavia sorgendo un altro problema, quello delle famiglie che non sono in grado di riprendere i pagamenti al termine dei 12 mesi di sospensione, semplicemente perché nel frattempo non sono riuscite a trovare un’occupazione stabile. Grazie al Piano famiglie sono state finora bloccate le rate di quasi 50.000 mutui, 31.000 soltanto da febbraio a settembre del 2010: per molti di questi sta scadendo o è già finito il periodo di moratoria e sono tornate le difficoltà, anche perché nel frattempo alla normale rata si devono sommare gli interessi maturati durante lo stop. Abi e associazioni dei risparmiatori dovranno dunque sedersi nuovamente a un tavolo nelle prossime settimane per trovare una soluzione a una questione che da contingente rischia ormai di diventare strutturale.
Crisi della Grecia

Il Presidente del Veneto Luca Zaia sulla crisi della Grecia.
“Chi non rispetta le regole della casa comune, per tornarvi deve fare anticamera. Il rigore nel rispetto delle leggi economiche, come dei principi di libertà e democrazia, deve essere preteso da tutti gli Stati membri dell’UE. E chi non lo garantisce, deve assumersene la responsabilità davanti al proprio popolo e davanti ai 750 milioni di cittadini europei. Come avviene nel campionato di calcio, chi resta ultimo in classifica è giusto che retroceda e vale forse la pena di pensare a un purgatorio, durante il quale dovrà allenarsi meglio e di più per poter tornare fra le grandi squadre la stagione seguente”.
Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commentando la crisi della Grecia e il probabile prossimo intervento UE per risanarne i conti.
“Non è moralmente accettabile – ha proseguito Zaia – che a fronte di quanti stringono la cinghia e lavorano per rispettare i criteri di Copenaghen, ci sia chi, come la Grecia, tiene larghi i cordoni della borsa, per esempio mantenendo l’età pensionabile a 51 anni, salvo poi bussare alla porta dell’Europa per chiedere aiuto. Chi viola gli accordi, deve poter rientrare nell’Unione solo a patto che metta ordine nei conti, rispetti le regole comuni e contribuisca alla costruzione di quest’Europa che – con la crisi di Atene – ha subito una cocente sconfitta politica. Se non fosse per le serie conseguenze che la crisi greca provocherà a livello europeo – ha detto ancora il presidente – quella che stiamo vivendo potrebbe essere una magistrale messa in scena della favola di Esopo ‘La cicala e la formica’”.
Quale futuro dopo la crisi

Convegno
Quale futuro dopo la crisi
Giovedì 22 aprile 2010, ore 18.00
Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)
Evento del Festival delle Città Impresa, organizzato da Fondazione CUOA.
Saluti: Giuseppe Caldiera, Direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: Eugenio Occorsio, La Repubblica.
Per iscrizioni all’evento compilare il form www.festivaldellecittaimpresa.it, nella sezione Programma del Festival,
in corrispondenza del dettaglio dell’evento.
ore 18.00
Fondazione CUOA, Altavilla Vicentina
In collaborazione con i Comitati Territoriali UniCredit Group
e con Fondazione CUOA
Quale fu turo dopo la crisi
Saluti: Giuseppe Caldiera, direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: E ugenio Occorsio, La Repubblica
Con la partecipazione di Michael Spence
È professore emerito in Management presso la Business School dell’Università di Stanford e partner in Oak
Hill Capital Partners e Oak Hill Venture Partners. Laureatosi in Filosofia a Princeton, ha ottenuto il Ph-D in
economia a Harvard. Ha insegnato economia a Stanford e a Harvard. Nel 1983 è stato nominato direttore
del dipartimento di Economia e George Gund Professor in Economia e Business administration. Ha ottenuto
il premio John Kenneth Galbraith per l’eccellenza nell’insegnamento e la John Bates Clark Medal per aver
fornito “un contributo significativo al pensiero ed alla conoscenza economica”. Insignito del Premio Nobel
per l’economia nel 2001 insieme a Joseph E.
