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Come pagare i debiti con le borse firmate

Da un po’ di tempo la borsa non è solo un oggetto trendy dell’outfit femminile, ma è anche un mezzo per ottenere denaro in prestito. Se non ci credi continua a leggere e ti spiegherò come funziona questo sistema. E’ opportuno segnalare naturalmente che, per poter fare questo scambio, la borsa deve essere griffata ed avere un certo valore. Se porterai una borsa acquistata al mercato non ti aspettare di ricevere qualcosa in cambio! In tutto il mondo si stanno diffondendo agenzie di pegno, che accettano di dare del denaro in cambio di borse firmate. Una di queste agenzie è la Pickwick Jewellers & Pawnbrokers, che agisce in modo più atipico rispetto ad altre agenzie di pegno. La Pickwick Jewellers & Pawnbrokers, dopo aver ricevuto la borsa, stabilisce in anticipo il tempo necessario entro cui bisogna restituire la somma versata ed i relativi interessi, tenendo conto anche del valore dell’oggetto ed il denaro dato in cambio.

Un’altra agenzia di pegno che va per la maggiore è la Prestige Pawnbrokers, società che si è sviluppata prevalentemente nel mercato britannico. Innanzitutto accetta unicamente borse dei più importanti marchi dell’alta moda, come ad esempio Hermès, Chanel, Louis Vuitton, Gucci, Prada, Dolce & Gabbana, Alaia e Mulberry. Dopo aver analizzato la borsa, la Prestige Pawnbrokers stabilisce il suo prezzo di mercato. Per poter disimpegnare la borsa il cliente dovrà versare la cifra ricevuta nel giro di 7 mesi, con un tasso di interesse pari all’8,49%. Oltre alle borse di marca, è anche possibile impegnare qualsiasi oggetto che abbia un valore artistico o economico, come vini, champagne e spumanti di annata, oggetti preziosi di antiquariato, auto d’epoca, argenteria, oro, orologi e così via.

C’è poi la Yes Lady, agenzia di pegno sviluppatasi qualche anno fa ad Hong Kong e che si sta diffondendo rapidamente. In questo caso leborse dell’alta moda accettate in cambio di denaro sono griffate Louis Vuitton, Hermès, Chanel o Gucci. Una volta presentata la borsa alla Yes Lady, uno staff di esperti la analizzerà per valutare il prezzo effettivo del mercato, tenendo presente l’anno della sua realizzazione ed il suo stato di conservazione. Nel caso in cui la borsa è tenuta bene, può essere valutata per l’80% del prezzo di listino iniziale. Se il cliente accetta il denaro offerto per impegnare la borsa, avrà tempo fino a 4 mesi per restituire la quota ottenuta, con un tasso di interesse pari al 4%. In caso contrario sarà costretto a dire addio alla borsa.

 

Protesto cambiali: i casi si riducono del 23% nel 2014

Migliora la situazione  per quanto riguarda l’indebitamento nazionale in fatto di cambiali: l’uso del protesto delle cambiali si riduce del 23% già nei primi mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2013. Si riduce anche l’importo del protesto, sia nel totale che come importo medio.

 

Se nel 2013 i debiti riconducibili a questa forma di protesto avevano un valore di 750 milioni di Euro, quest’anno la stima è intono ai 500 milioni. I dati arrivano dalle Camere di Commercio italiane, ancora una volta in primo piano nel delineare il quadro della situazione economica nel nostro Paese.

 

Lo scorso anno, il protesto cambiali aveva un importo medio di 2315 euro: oggi, l’importo scende a 2043, dando un ulteriore segnale positivo per chi si trova di fronte a un protesto del genere. La formula del protesto cambiali sembra essere, secondo lo studio, meno applicata nel 2014 e per importi minori.

 

Anche l’alternativa comune, l’assegno, viene usato meno rispetto allo scorso anno, a indicare un generale miglioramento delle posizioni debitorie per gli italiani che non hanno altre possibilità di finanziamento.

 

Nonostante l’utilizzo minore rispetto allo scorso anno, il protesto cambiali è oggi utilizzato comunemente negli scambi commerciali: a causa della congiuntura economica, gli istituti di credito difficilmente offrono la possibilità di emettere assegni senza che il corrispettivo non sia già sul conto corrente del cliente.

 

In caso di mancato pagamento, il protesto della cambiale diventa così un’alternativa: il cliente si impegna a pagare e, se non dovesse farlo, il fornitore può accedere a una corsia preferenziale per vantare il credito.

 

Gli italiani utilizzerebbero gli assegni per importi maggiori e le cambiali come strumento per importi inferiori (ma anche per spese più urgenti): questo è il quadro che emergerebbe dallo studio delle Camere di Commercio italiane, che mostra anche quali sono le Regioni meno esposte in fatto di protesti cambiali.

 

A livello regionale, questo elemento si riscontra immediatamente. Anche se tutte le Regioni hanno registrato un calo nell’uso di questo strumento, quelle più virtuose in tal senso sarebbero: Lazio, Marche, Toscana e Umbria.


Il valore del protesto cambiali scende notevolmente: se per le Marche si parla di un -50%, nelle altre Regioni virtuose il calo varia dal 40% al 20%. Il record negativo è, invece, in Campania, dove si attesta il 44% del debito nazionale sotto la formula del protesto cambiali.

Ridare fiducia ai consumatori

Confagricoltura sottolinea come, in relazione ai dati diffusi oggi da
Istat, l’inflazione sia giunta a settembre al 3% su base annua, mentre
per gli alimentari non lavorati (quindi i prodotti agricoli) sia
aumentata dello 0,9%.

Cominciano finalmente a risalire i prezzi all’origine della frutta
fresca, dopo la drammatica crisi dell’E.Coli ma c’è ancora un
differenziale del 6,3% rispetto ai prezzi dell’anno scorso. I vegetali
freschi sono stati pagati il 10,6% in meno rispetto ad agosto ed il
9,3% in meno rispetto a settembre dell’anno scorso (dati ismea).

In base ai dati istat, i prezzi al consumo per le verdure hanno avuto
un rialzo congiunturale dell’1,9% ma sono inferiori del 7,7% rispetto
all’anno scorso; i prezzi di vendita della frutta fresca continua a
calare (-0,8% a settembre rispetto ad agosto e -3,1% rispetto all’anno
scorso).

“Secondo un sondaggio condotto dall’Ipsos per conto del Consumers’
Forum, bisogna ridare fiducia ai consumatori. Servono azioni concrete
per la valorizzazione del made in Italy ed il riequilibro del valore;
ricerca ed innovazione per soddisfare le rinnovate esigenze dei
consumatori. E’ un impegno che tutta la filiera alimentare e la
politica devono assumere”.

Crisi della Grecia

Il Presidente del Veneto Luca Zaia sulla crisi della Grecia.

“Chi non rispetta le regole della casa comune, per tornarvi deve fare anticamera. Il rigore nel rispetto delle leggi economiche, come dei principi di libertà e democrazia, deve essere preteso da tutti gli Stati membri dell’UE. E chi non lo garantisce, deve assumersene la responsabilità davanti al proprio popolo e davanti ai 750 milioni di cittadini europei. Come avviene nel campionato di calcio, chi resta ultimo in classifica è giusto che retroceda e vale forse la pena di pensare a un purgatorio, durante il quale dovrà allenarsi meglio e di più per poter tornare fra le grandi squadre la stagione seguente”.

Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commentando la crisi della Grecia e il probabile prossimo intervento UE per risanarne i conti.

“Non è moralmente accettabile – ha proseguito Zaia – che a fronte di quanti stringono la cinghia e lavorano per rispettare i criteri di Copenaghen, ci sia chi, come la Grecia, tiene larghi i cordoni della borsa, per esempio mantenendo l’età pensionabile a 51 anni, salvo poi bussare alla porta dell’Europa per chiedere aiuto. Chi viola gli accordi, deve poter rientrare nell’Unione solo a patto che metta ordine nei conti, rispetti le regole comuni e contribuisca alla costruzione di quest’Europa che – con la crisi di Atene – ha subito una cocente sconfitta politica. Se non fosse per le serie conseguenze che la crisi greca provocherà a livello europeo – ha detto ancora il presidente – quella che stiamo vivendo potrebbe essere una magistrale messa in scena della favola di Esopo ‘La cicala e la formica’”.