Crisi della Grecia

Il Presidente del Veneto Luca Zaia sulla crisi della Grecia.
“Chi non rispetta le regole della casa comune, per tornarvi deve fare anticamera. Il rigore nel rispetto delle leggi economiche, come dei principi di libertà e democrazia, deve essere preteso da tutti gli Stati membri dell’UE. E chi non lo garantisce, deve assumersene la responsabilità davanti al proprio popolo e davanti ai 750 milioni di cittadini europei. Come avviene nel campionato di calcio, chi resta ultimo in classifica è giusto che retroceda e vale forse la pena di pensare a un purgatorio, durante il quale dovrà allenarsi meglio e di più per poter tornare fra le grandi squadre la stagione seguente”.
Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia commentando la crisi della Grecia e il probabile prossimo intervento UE per risanarne i conti.
“Non è moralmente accettabile – ha proseguito Zaia – che a fronte di quanti stringono la cinghia e lavorano per rispettare i criteri di Copenaghen, ci sia chi, come la Grecia, tiene larghi i cordoni della borsa, per esempio mantenendo l’età pensionabile a 51 anni, salvo poi bussare alla porta dell’Europa per chiedere aiuto. Chi viola gli accordi, deve poter rientrare nell’Unione solo a patto che metta ordine nei conti, rispetti le regole comuni e contribuisca alla costruzione di quest’Europa che – con la crisi di Atene – ha subito una cocente sconfitta politica. Se non fosse per le serie conseguenze che la crisi greca provocherà a livello europeo – ha detto ancora il presidente – quella che stiamo vivendo potrebbe essere una magistrale messa in scena della favola di Esopo ‘La cicala e la formica’”.
Quale futuro dopo la crisi

Convegno
Quale futuro dopo la crisi
Giovedì 22 aprile 2010, ore 18.00
Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)
Evento del Festival delle Città Impresa, organizzato da Fondazione CUOA.
Saluti: Giuseppe Caldiera, Direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, Presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: Eugenio Occorsio, La Repubblica.
Per iscrizioni all’evento compilare il form www.festivaldellecittaimpresa.it, nella sezione Programma del Festival,
in corrispondenza del dettaglio dell’evento.
ore 18.00
Fondazione CUOA, Altavilla Vicentina
In collaborazione con i Comitati Territoriali UniCredit Group
e con Fondazione CUOA
Quale fu turo dopo la crisi
Saluti: Giuseppe Caldiera, direttore generale Fondazione CUOA
Introduce: Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza
Intervento di: Michael Spence, Premio Nobel Economia 2001
Modera: E ugenio Occorsio, La Repubblica
Con la partecipazione di Michael Spence
È professore emerito in Management presso la Business School dell’Università di Stanford e partner in Oak
Hill Capital Partners e Oak Hill Venture Partners. Laureatosi in Filosofia a Princeton, ha ottenuto il Ph-D in
economia a Harvard. Ha insegnato economia a Stanford e a Harvard. Nel 1983 è stato nominato direttore
del dipartimento di Economia e George Gund Professor in Economia e Business administration. Ha ottenuto
il premio John Kenneth Galbraith per l’eccellenza nell’insegnamento e la John Bates Clark Medal per aver
fornito “un contributo significativo al pensiero ed alla conoscenza economica”. Insignito del Premio Nobel
per l’economia nel 2001 insieme a Joseph E.
Agricoltura italiana
Agricoltura italiana in crisi: Politi incontra Bersani. Servono interventi concreti e una nuova politica per rilanciare sviluppo e competitività
Illustrati dal presidente della Cia i pesanti problemi che oggi condizionano le imprese che operano nel settore agricolo: costi in rialzo, crollo dei redditi e caduta verticale dei prezzi sui campi. Poche e insufficienti le risposte date al settore dell’ agricoltura italiana. Il segretario del Partito Democratico ha condiviso le preoccupazioni della Confederazione e ha annunciato iniziative per cercare di superare questo difficile momento per gli agricoltori italiani. L’incontro si è svolto nell’ambito del confronto avviato con le forze politiche in vista della V Assemblea elettiva nazionale di fine febbraio.
L’ agricoltura italiana sta vivendo una drammatica crisi. Gli imprenditori fanno i conti con un traumatico crollo dei redditi (meno 25,3 per cento nel 2009), con costi produttivi, contributivi e burocratici in forte ascesa, con i prezzi praticati sui campi in caduta libera. Una situazione difficile da “profondo rosso” alla quale non è stato posto alcun riparo. Da parte del governo nessun intervento valido. La stessa legge finanziaria per il 2010 è totalmente insufficiente per rispondere alle esigenze dei produttori. Serve, quindi, un cambiamento di rotta, interventi seri e soprattutto un nuovo progetto di politica agraria. Questo quanto sottolineato dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in un incontro con il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, svoltosi nell’ambito del confronto con le forze politiche in vista della V Assemblea elettiva nazionale dell’Organizzazione che si terrà a Roma il 24, 25 e 26 febbraio prossimi.
E’ stato un incontro -afferma la Cia- molto cordiale e costruttivo, durante il quale sono stati affrontati i pressanti problemi che oggi affliggono le campagne italiane. Politi ha illustrato le grandi difficoltà che incontrano gli agricoltori, come emerge anche dalle ultime indagini di Istat e Ismea e dalla decisione Ue di autorizzare verso i nostri produttori aiuti per 320 milioni di euro.
Il segretario del Partito Democratico ha condiviso le preoccupazioni della Cia e ha sostenuto l’esigenza di concentrare verso il settore una maggiore attenzione con misure realmente efficaci in grado di garantire alle imprese -ha evidenziato Bersani- i sostegni adeguati per uscire della crisi e riprendere così la strada dello sviluppo e della competitività sui mercati.
Il presidente della Cia ha ribadito la necessità di svolgere in tempi brevi la Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale proprio per affrontare in modo organico le varie questioni che comprimono l’attività imprenditoriale agricola, promuovendo un nuovo moderno progetto di politica agraria che ridia certezze e prospettive alle aziende agricole.
Proposta su cui si è trovato pienamente d’accordo Bersani il quale -rileva la Cia- ha riaffermato l’impegno del Partito Democratico a promuovere tutte le iniziative indispensabili per cercare di far uscire l’agricoltura da una crisi strutturale sempre più accentuata.
Sono temi che lo stesso Bersani evidenzierà nel corso della prossima Assemblea elettiva della Cia alla quale ha annunciato la sua partecipazione.
Nei prossimi giorni -conclude la Cia- Politi proseguirà gli incontri con le altre forze politiche al fine di richiamare l’interesse sui gravi problemi del settore in modo che si avvii una fase nuova che permetta di ridare vigore alle imprese e di venire incontro alle esigenze di oltre un milione e mezzo di famiglie che vivono in agricoltura e di agricoltura.
Economia: Consuntivo Eurostat
Economia: Consuntivo Eurostat
I primi consuntivi 2009 diffusi in data odierna da Eurostat, confermano la grave situazione in cui versa il settore agricolo italiano così come l’intero contesto dei Paesi dell’Unione Europea. Lo pone in evidenza Confagricoltura che sottolinea come il reddito agricolo per occupato si stima calato in termini reali del 12,2%, rispetto al 2008, nella media comunitaria (UE 27). Si annulla, pertanto, ogni progresso compiuto in questi ultimi anni, ritornando, con qualche scarto di punto, sui livelli del 2005.
L’evento negativo ha interessato quasi tutti i Paesi, con l’eccezione di pochi (Regno Unito, Malta, Finlandia, Cipro, Grecia) ma – rimarca Confagricoltura – ha colpito più duramente il nostro Paese per l’intensità della flessione registrata, sia nel breve che nel più lungo periodo. Si sconta, infatti, una flessione del reddito per occupato del 25,3% sul 2008, la più accentuata fra i paesi membri, esclusa l’Ungheria (-35,6%).
Peraltro, la dinamica del reddito agricolo del nostro paese appare in forte calo – (-30% circa) anche rispetto ai livelli del 2005: solo Lussemburgo, Irlanda e Danimarca accusano risultati più negativi.
“L’agricoltura italiana – commenta Confagricoltura – presenta un bilancio che, sotto il profilo dei risultati economici, la pone agli ultimi posti nella graduatoria comunitaria: si scontano, in particolare, la sensibile contrazione della produzione agricola e la forte caduta dei prezzi all’origine, in presenza di aumenti dei costi”.
Purtroppo i segnali negativi si assommano nel corso di questi anni: nel terzo trimestre del 2009, il valore aggiunto è diminuito di circa il 5% sul corrispondente periodo del 2008 e l’indicatore dei prezzi del valore aggiunto (deflatore) di circa l’11%.
“Sono risultati che devono far riflettere – dice Confagricoltura – e che richiedono una gamma più articolata e completa di interventi, in termini di politiche di sviluppo”.
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