Multe annullate alle banche: le motivazioni del TAR

Multe annullate alle banche: le motivazioni del TAR
L’Antitrust aveva comminato sanzioni per mancata applicazione del Decreto Bersani in ordine alla portabilità dei Mutui
Ciò che aveva indotto l’ Antitrust a comminare le sanzioni (per un totale di 10 milioni di euro) erano stati i comportamenti messi in atto da 23 istituti di Credito colpevoli di non aver garantito la portabilità dei mutui verso istituti che offrivano condizioni migliori. Alcuni “orientando il cliente a scegliere la piu’ costosa opzione della sostituzione”, altri costringendo i clienti a “pagare oneri non previsti dalla legge” violando “l’obbligo di diligenza professionale previsto dal codice del consumo, anche con informazioni incomplete e inesatte”.
Il TAR ha motivato la propria decisione sia non riscontrando nei comportamenti delle banche la presenza “di elementi univocamente indizianti la presenza di una pratica commerciale scorretta” sia sostenendo “l’originaria incompletezza delle indicazioni legislative, ma soprattutto la carenza di compiute indicazioni in ordine alle connesse modalità attuative”; cosa che “ha impedito alle banche di acquisire la necessaria e completa consapevolezza sulle condizioni suscettibili di dar luogo alla surrogazione del mutuo“.
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Al via il decreto Piano Casa

Pronto il decreto Piano Casa
A seguito del parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe, con la firma del decreto da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si conclude l’iter procedurale per il concreto avvio del Piano Casa.
Il Piano prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale.
Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti.
Il Piano – ha dichiarato il ministro Matteoli – consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali.
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470 milioni di euro di finanziamenti a favore delle PMI

BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI (BEI) E INTESA SANPAOLO:
470 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI A FAVORE DELLE PMI,
DELLA RICERCA E DEL SOCIALE
300 milioni di euro dedicati alle piccole e medie imprese;
100 milioni destinati a imprese di media dimensione per investimenti
nei settori dell’energia e dell’ambiente ovvero della ricerca e sviluppo;
50 milioni di euro per lo sviluppo di nuove tecnologie nell’ambito del
progetto pilota a livello italiano “Risk Sharing Finance Facility”;
20 milioni coordinati da Banca Prossima, per interventi principalmente
nell’ edilizia scolastica e nella sanità.
La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Gruppo Intesa
Sanpaolo hanno definito oggi 4 nuovi accordi al fine di fornire finanziamenti a mediolungo
termine a imprese italiane, per un importo complessivo pari a 470 milioni di euro.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli intensi rapporti già in essere tra BEI e Intesa
Sanpaolo ed è volta a rafforzare ulteriormente il supporto offerto al settore produttivo
italiano, a mitigare gli effetti della crisi finanziaria e contribuire all’avvio del processo di
ripresa.
All’interno del plafond di 470 milioni euro messi a disposizione dalla Bei sono state
individuate 4 aree di intervento che coinvolgeranno nello specifico alcune società del
Gruppo Intesa Sanpaolo. Oltre ai finanziamenti per le Piccole e Medie Imprese (PMI) –
che saranno curati da Mediocredito Italiano e Leasint – parte delle linee saranno messe a
disposizione del progetto “Risk Sharing Finance Facility”, parte a investimenti di medie
aziende per i loro programmi di risparmio energetico ovvero di ricerca e sviluppo, e infine
alcune linee saranno destinate a interventi nel terzo settore, grazie alla guida e
all’esperienza maturata in questo ambito da Banca Prossima.
Al sostegno delle PMI italiane saranno destinati 300 milioni di euro, con impiego di fondi
BEI per il finanziamento del 100% di progetti promossi dalle imprese a condizioni di
particolare favore, anche in applicazione delle nuove iniziative adottate dalla BEI per
contrastare la crisi economica. Le linee saranno finalizzate esclusivamente agli investimenti
delle PMI, con il coordinamento di Mediocredito Italiano – la società del Gruppo Intesa
Sanpaolo specializzata nel finanziamento a medio e lungo termine per le PMI – e Leasint, la
società di leasing del gruppo.
100 milioni di euro sono poi destinati al sostegno degli investimenti delle società italiane
di medie dimensioni (mid-caps) per investimenti nei settori dell’energia e dell’ambiente
ovvero della ricerca e sviluppo. In particolare, il contratto siglato oggi costituisce il
prolungamento dell’accordo di collaborazione tra BEI, Assolombarda e Intesa Sanpaolo, di
cui la prima quota (pari a 150 milioni di euro) è attualmente in corso di erogazione.
Ulteriori 50 milioni di euro sono stati previsti nell’ambito del progetto, voluto da BEI e
Intesa Sanpaolo, “Risk Sharing Finance Facility”: la prima iniziativa di questo genere
in Italia tra BEI e una banca commerciale che prevede un “progetto pilota” per 100 milioni
di euro, affidato a Mediocredito Italiano, di cui questo contratto costituisce una prima
tranche. Sviluppando le esperienze condotte negli scorsi anni da Banca Intesa e Sanpaolo
IMI nel finanziamento del settore, il progetto punta a stimolare gli investimenti per lo
sviluppo di nuove tecnologie e consentirà a BEI e Intesa Sanpaolo di condividere
l’esposizione creditizia verso le imprese impegnate in tali investimenti.
Infine a Banca Prossima, la banca del gruppo Intesa Sanpaolo specializzata in interventi
nel settore dell’impresa sociale e non-profit, saranno destinati 20 milioni di euro per il
supporto di iniziative nell’ambito dell’edilizia scolastica, della sanità, di programmi di
rinnovamento e sviluppo urbano, di tutela del patrimonio storico, culturale e naturale.
Nel corso dell’anno la collaborazione fra BEI e Intesa Sanpaolo è prevista rafforzarsi
ulteriormente con nuovi prestiti a sostegno di investimenti nel settore delle infrastrutture e
con la conferma degli impegni presi nel campo della ricerca e sviluppo.
Dario Scannapieco, Vice Presidente della BEI responsabile per le operazioni in Italia,
Malta e Balcani occidentali: “Siamo soddisfatti per questo complesso di finanziamenti, che
si inserisce in una lunga tradizione che BEI ha con Intesa Sanpaolo. Sottolineo in particolare
l’importanza dei nuovi prestiti secondo il modello “Risk sharing finance facility”, che ci
permette di condividere con Intesa Sanpaolo il rischio creditizio verso i beneficiari finali,
lasciando al gruppo bancario italiano la responsabilità dell’istruttoria: uno schema che non a
caso viene applicato per la prima volta nel nostro paese con un partner da noi conosciuto e
stimato”.
Gaetano Miccichè, responsabile Divisione Corporate e Investment Banking – Intesa
Sanpaolo: “Intesa Sanpaolo, è una delle principali banche “partner” della BEI sia per i
volumi di attività con oltre 10 miliardi di euro di finanziamenti fino ad ora erogati, sia per la
diversificazione dei settori di intervento a favore delle imprese italiane. Interventi i cui
obiettivi sono sempre l’internazionalizzazione e la crescita così come il sostegno a ricerca,
sviluppo e innovazione. Grazie ai nuovi accordi definiti oggi con la BEI – sulla base della
consolidata relazione con la nostra Direzione Financial Institutions – Intesa Sanpaolo mette
a disposizione ulteriori strumenti e risorse che potranno consentire al nostro tessuto
imprenditoriale di sfruttare tutte le opportunità che si possono presentare in periodi
particolarmente complessi come quello che stiamo vivendo”.
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Un fondo nazionale anticrisi per l’agricoltura
Contro le emergenze Confagricoltura lancia un fondo nazionale anticrisi
IL PROGETTO PRESENTATO IN EMILIA-ROMAGNA DAL PRESIDENTE VECCHIONI INTERVENENDO SUL CROLLO DEL MERCATO DI PESCHE E NETTARINE
Un fondo nazionale anticrisi per l’agricoltura italiana firmato Confagricoltura. L’annuncio è stato dato dal presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, in occasione di un incontro con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, e l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni sulla grave crisi in cui versa il comparto delle pesche e nettarine.
“Non chiediamo aiuti, ma una politica che ci alleggerisca dai vincoli burocratici e confermi il peso dell’ agricoltura nelle scelte economiche e politiche del Paese”, ha detto il presidente Vecchioni.
L’obiettivo del fondo nazionale anti-crisi, annunciato oggi e di cui Confagricoltura intende verificare la fattibilità entro l’estate, è diventare un volano continuo di risorse pronte ad essere attivate di fronte all’emergenza di qualsiasi comparto agricolo.
“L’idea di Confagricoltura è costituire un fondo privato che avrà come protagonisti imprese e soggetti finanziari. Alla politica chiediamo solo gli strumenti per competere ad armi pari con la concorrenza internazionale”, ha sottolineato il presidente di Confagricoltura.
Relativamente al mercato delle pesche e nettarine – duramente colpito da sovrapproduzione rispetto alla domanda nazionale ed estera (dal primo giugno le quotazioni si sono ridotte tra il 42 e il 53% a seconda della tipologia di prodotto) – Confagricoltura reagisce lanciando alcune proposte concrete a partire dall’Emilia-Romagna, regione al primo posto a livello nazionale nel settore con il 35% della produzione nazionale di pesche e nettarine. Nell’incontro con il presidente della Regione Errani il numero uno di Confagricoltura, Vecchioni, ha presentato una serie di proposte elaborate in collaborazione con Confagricoltura Emilia-Romagna.
Le proposte
CONFAGRICOLTURA propone le seguenti contromisure da attuare subito per poter riequilibrare in maniera strutturale il comparto:
favorire le operazioni di ritiro da parte delle Organizzazioni di Produttori nell’ambito dei rispettivi Programmi Operativi anche per l’utilizzo a fini energetici;
prevedere un aiuto di Stato de minimis di 700 euro/ha sino al livello massimo consentito;
prevedere una collocazione immediata della produzione tramite accordi con la Grande Distribuzione Organizzata, che oggi veicola il 52% di frutta fresca, incentivando la vendita del prodotto – a condizioni concordate tra rappresentanze degli agricoltori e della GDO – in maniera da consentire uno smaltimento rapido del prodotto sul modello di accordo sottoscritto in Emilia-Romagna dall’assessorato all’Agricoltura e la GDO.
In prospettiva occorre:
procedere ad una reale riduzione degli oneri contribuitivi e fiscali a carico delle imprese agricole datoriali di lavoro;
assicurare le risorse per il finanziamento dell’assicurazione agevolata tramite il Fondo di Solidarietà Nazionale;
investire in promozione per incentivare i consumi interni e la domanda estera;
prevedere nell’ambito della politica agricola comunitaria una strumentazione adeguata per fronteggiare le crisi ormai sempre più ricorrenti in una situazione di instabilità dei mercati;
favorire la ricerca e gli investimenti anche in impianti ed attrezzature per variare l’offerta in termini di varietà e di calendari ma anche per aumentare la durata del prodotto ampliando il periodo di offerta;
incentivare la programmazione delle produzioni e la diversificazione dei prodotti finali.
“L’impegno è quello di superare il momento difficile – ha detto Vecchioni – ma senza dimenticare che la soluzione a questi problemi è strutturale e passa anche attraverso una migliore organizzazione dell’offerta ed una più incisiva azione sui mercati italiani ed esteri incentivando la domanda”. Pena un’inevitabile declino delle produzioni e del comparto.
Dati-chiave
L’Italia è il secondo produttore mondiale di pesche e di nettarine dopo la Cina che da sola copre il 46% dell’offerta mondiale. Quattro sono i Paesi che superano il milione di tonnellate di produzione – Cina, Italia, Spagna e Usa – e che, da soli, rappresentano quasi il 70% della produzione mondiale.
Le previsioni di produzione a livello europeo per il 2009 vedono un aumento generalizzato rispetto all’anno precedente delle produzioni di pesche e nettarine. In particolare l’aumento medio di produzione è del 4% tra il 2009 ed il 2008 ed il 6% tra il 2009 e la media 2003-2007. Inoltre, il particolare cambiamento climatico registrato nei mesi scorsi ha determinato un ritardo dei raccolti che si sono sovrapposti creando una congestione dell’offerta.
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