Foschi Editore ha annunciato l’uscita del libro “Investire i propri risparmi”

February 26, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Recensioni 

In questo libro l’Ing. Camiletti da un chiara risposta ai centinaia di quesiti finanziari che noi risparmiatori ci poniamo ogni giorno sulla previdenza, sulle assicurazioni e sugli investimenti.

E’ un libro che fa riflettere con le sue risposte disarmanti perché l’accento viene posto sempre sui bisogni dei risparmiatori che sono il punto di partenza per erogare una corretta consulenza finanziaria.

Infatti, per non cadere preda delle banche, abbiamo bisogno semplicemente di una consulenza indipendente e disinteressata che non può essere erogata da promotori o bancari.

Il libro, scritto dall’ingegner Antonello Camiletti, consulente finanziario indipendente, è il primo testo che affronta i temi più richiesti dai risparmiatori italiani. Tra gli argomenti trattati troviamo la previdenza complementare, le assicurazioni, il risparmio e gli investimenti: tutte questioni molto dibattute che trovano nel libro una chiara risposta.

Un libro da consultare prima di entrare in banca e da regalare ai vostri amici e parenti: insomma 7.90 € spesi bene!!

 

Antonello Camiletti, Investire i propri risparmi

Foschi editore, 124 pagine, 7,90 euro
Se acquisti il libro sul sito della Foschi Editore e le spese di spedizione sono gratuite!


Usa, crolla fiducia consumatori. Bernanke: nel 2010 forse ripresa

February 24, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Articoli, recessione 

WASHINGTON - In febbraio l’indice che misura la fiducia dei consumatori degli Stati Uniti, calcolato dal Conference Board, è sceso a quota 25 punti, contro i 37,4 punti di gennaio. Gli analisti attendevano un calo a 35,5 punti: il dato ha così fissato un nuovo minimo storico. E proprio l’economia e la crisi saranno al centro del primo discorso al Congresso che il presidente degli Stati Uniti Barak Obama terrà questa sera alle 21 (ora statunitense, in Italia saranno le tre del mattino).

Eppure il futuro potrebbe non essere così nero: il presidente della Federal Reserve, la banca centrale americana, Ben Bernanke, la crisi potrebbe anche concludersi nel 2009. Ma perché ciò avvenga, ha spiegato Bernanke, le misure anticrisi avviate dal governo devono avere successo, portando a una stabilizzazione dei mercati finanziari.

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Tra sei anni il sorpasso del denaro elettronico

February 20, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Articoli, Business, Inchieste, Rassegna stampa 


Un chip nelle carte di credito per microspese. Addio banconote e monete. Le previsioni degli esperti. Da noi il doppio delle carte di 10 anni fa ma si usano poco.

ROMA – Carte di credito, denaro elettronico e telefonini. Sono gli strumenti che, già oggi, stanno erodendo l’uso del contante. Ma quanto siamo lontani da un futuro senza monete e banconote? Secondo i profeti della “cashless society” l’obiettivo è a portata di mano, e il sorpasso del denaro virtuale su quello sonante è già fissato per il 2015. Lo conferma un rapporto dell’Apacs, l’associazione inglese per i servizi di pagamento, citato in una servizio della Bbc. Ma analisti e industria sono più cauti, e la crisi in atto potrebbe ulteriormente rallentare il processo.

L’agonia del contante sembra irreversibile. Secondo i dati più recenti diffusi dalla Banca centrale europea, dal 2002 le transazioni cashless sono cresciute a un ritmo del 7 per cento annuo, sfiorando il totale di 74 miliardi. La parte del leone la fanno le carte di credito, con il 37 per cento del totale, seguite dai bonifici e dagli addebiti diretti. Si tratta, evidentemente, di strumenti legati a spese di una certa entità. Nei micropagamenti, quelli da pochi euro, il contante la fa ancora da padrone.

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INFRASTRUTTURE SENZA ECONOMIA

February 12, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Articoli, Infrastrutture, Lavoce.info 

di Francesca Petrina e Ilde Rizzo per www.lavoce.info

Contrastare la crisi anche attraverso il finanziamento di infrastrutture? L’esperienza insegna che per la realizzazione di opere utili, in tempi brevi e con costi certi, va riqualificata la spesa statale. Serve una logica di risultato e non di processo, con una chiara individuazione degli obiettivi dei diversi programmi di spesa e dei risultati attesi. E una adeguata definizione e quantificazione degli indicatori per misurarli. Non basta stanziare le risorse finanziarie, occorre modificare alcuni aspetti procedurali e superare incertezze e carenze informative.

Tra le azioni per contrastare la crisi economica è previsto il finanziamento e l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, anche attraverso l’istituzione di appositi commissari straordinari. Tuttavia, l’esperienza insegna che perché l’azione del governo sia efficace e conduca alla realizzazione di opere utili, in tempi brevi e con costi certi, l’attività di spesa statale va riqualificata. Ènecessario intervenire sulle caratteristiche del processo di decisione che, aldilà delle specificità proprie di ciascun programma di spesa, presenta significativi elementi di criticità trasversali: se non risolti, renderanno difficile e dal risultato incerto anche il compito dei commissari straordinari previsti nel decreto legge anti-crisi.

MANCA UNA LOGICA DEL RISULTATO

La spesa statale è prevalentemente indiretta, cioè delegata a soggetti pubblici come regioni, enti locali e privati, ma il processo di decisione, dalla pianificazione all’attuazione non è strutturato per dare un contenuto di efficienza ed efficacia a tale delega. Le decisioni di investimento sono abitualmente assunte sulla base di accordi tra amministrazioni senza il supporto della valutazione economica che, invece, dovrebbe essere introdotta già nella fase di pianificazione, seguendo linee guida obbligatorie, standardizzate e metodologicamente solide, in modo che il soggetto finanziatore – il ministero delle Infrastrutture – possa confrontare progetti concorrenti, definire le conseguenti priorità in modo trasparente e adottare scelte razionali.

Complessivamente, prevale una logica di processo piuttosto che di risultato: gli obiettivi dei diversi programmi di spesa e i risultati attesi non sono chiaramente individuati e gli indicatori per misurarli non sono adeguatamente definiti e quantificati. Le indicazioni provenienti dalla normativa contabile sono molto stringenti ed esercitano effetti “perversi” sul processo di decisione, spingendo verso l’accelerazione della decisione di finanziamento, anche quando il contenuto della decisione stessa non presenta requisiti progettuali adeguati ad assicurarne poi la realizzazione, con i tempi e i costi previsti. Il risultato, poi, sfugge alla verifica e al controllo del soggetto finanziatore, in quanto anche il controllo della spesa in itinere, così come la valutazione ex post degli scostamenti tra previsioni e risultati effettivi dei singoli programmi di spesa, sono carenti per la mancanza di sistematici flussi informativi e di meccanismi efficaci di monitoraggio. Èil caso, ad esempio, dei progetti sui trasporti rapidi di massa (metropolitane e tranvie) cofinanziati dalla legge 221 del 1992 e solo in piccola parte ultimati, o ancora dei vari programmi di spesa per l’edilizia residenziale pubblica che si sono susseguiti a partire dal 1990. Tutti progetti finanziati anche con risorse pubbliche nazionali e realizzati a livello locale, per i quali difficilmente si riesce ad avere un quadro chiaro sullo stato di attuazione, sui tempi di realizzazione, né tantomeno sull’effettiva utilità sociale delle opere una volta realizzate.

IL FONDO OPERE STRATEGICHE

Queste problematiche potrebbero essere significativamente ridimensionate in previsione dell’attuazione del federalismo. Il principio di sussidiarietà, infatti, dovrebbe suggerire la riallocazione delle risorse dallo Stato ai livelli inferiori di governo senza vincolo di destinazione, mantenendo in capo al livello centrale la responsabilità soltanto delle opere di rilevanza nazionale.
A proposito di queste ultime un riferimento d’obbligo è la Legge obiettivo e in particolare, le criticità connesse al finanziamento dei diversi interventi che ricadono nell’ambito del Fondo opere strategiche. Il finanziamento si presenta incerto, frammentario e parziale, senza un’organica programmazione finanziaria e con problemi di sostenibilità, peraltro ripetutamente segnalati dalla Corte dei conti. Del resto, a febbraio 2008 secondo le stime Cipe erano necessari ancora 52,8 milioni di euro per completare le opere inserite nel Piano opere strategiche, stima destinata a crescere per l’aumento dei costi e dalla copertura finanziaria incerta. Nel decreto anti-crisi sono previsti interventi specifici per il finanziamento alle opere strategiche, ma le misure finanziarie non bastano. Come ha evidenziato la Commissione tecnica per la finanza pubblica è necessario, da un lato, superare le incertezze e le carenze informative sul programma, diffondendo informazioni aggiornate e affidabili sul suo stato di attuazione e sui suoi risultati; dall’altro, modificarne alcuni aspetti procedurali Ad esempio, tenere separati i finanziamenti per la progettazione da quelli per la realizzazione delle opere, garantire la gestione coordinata e unitaria di tutte le risorse finanziarie (comunitarie, nazionali e locali), proibire l’assegnazione di finanziamenti parziali che non siano riconducibili a parti di un progetto complesso autonomamente realizzabili e definanziare automaticamente interventi non avviati nei tempi prestabiliti.


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