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L’Agenzia delle Entrate riabilita il credito d’imposta per gli impianti GPL

L’ Agenzia delle Entrate ha riabilitato il codice tributo 6709, che permette alle imprese del settore dell’autoriparazione, già dal mese di gennaio, di richiedere il credito di imposta per le operazioni di installazione di impianti GPL sulle autovetture. “Questa è una grande vittoria ottenuta grazie al pressing politico della nostra Associazione, in stretta collaborazione con l’Ufficio fiscale CNA – commenta il Presidente di CNA Vicenza Silvano Scandian –. Siamo veramente soddisfatti di questo risultato: questo era un diritto delle pmi in un primo momento sospeso dall’Agenzia delle Entrate. Siamo certi di aver reso un buon servizio alle imprese nostre associate”.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate ha riattivato gli incentivi per il rinnovo del parco circolante e per l’acquisto di veicoli ecologici mediante il riconoscimento di crediti d’imposta. In un primo momento l’Agenzia aveva “congelato” una serie di codici maturati dalle imprese costruttrici o importatrici di veicoli nuovi, ovvero da parte degli eventuali cessionari dei crediti medesimi connessi agli incentivi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti e la sostituzione degli stessi con mezzi nuovi eco-compatibili. Contestualmente era stata disposta la sospensione di altri codici tributo relativi a crediti d’imposta collegati all’installazione, sui veicoli esistenti, di impianti di alimentazione a metano o GPL (art. 1, comma 238 della legge 27 dicembre 2006, n. 296) e alla rottamazione di macchine e attrezzature agricole (articolo 17, comma 34, della legge 27 dicembre 1997 n. 449).
La sospensione dei codici tributo relativi ai crediti d’imposta si era resa necessaria, informa l’Agenzia, “a seguito della rilevazione di una serie di anomalie riscontrate nell’utilizzo degli stessi e della conseguente necessità di determinarne le cause”. Dopo aver risolto le anomali riscontrate, e anche grazie all’ azione attuata da CNA, l’Agenzia ha stabilito di riattivare, tra gli altri, anche il codice tributo 6709 denominato “Credito d’imposta – Incentivi per gli autoveicoli alimentati” a metano o a gas di petrolio liquefatto ( Art. 1, D.L. n. 324/1997, convertito dalla legge n. 403 del 1997”), consentendone la liquidazione a decorrere come detto da gennaio 2011.

Caro gasolio: problemi anche per il settore agricolo

Il caro gasolio, alimentato dal prezzo record del petrolio (ormai vicino ai 100 dollari al barile) sta mettendo in gravissima difficoltà anche l’agricoltura. In particolare, sono molto pesanti gli effetti per le serre che, alle prese con oneri sempre più gravosi, rischiano un drammatico tracollo. Il carburante, soprattutto dopo l’abolizione, nel novembre 2009, dell’“accisa zero”, ha subito una vera e propria impennata (più 25 per cento in poco meno di sei mesi). Non solo. A rendere più difficile lo scenario per il nostro mondo agricolo gli alti costi produttivi, contributivi e burocratici. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia un profondo stato di incertezza e di forte preoccupazione tra i produttori, specialmente quelli serricoli, che vivono una fase molto critica.
Siamo in presenza di una situazione esplosiva per il settore. Molte aziende floricole e orticole corrono il pericolo di chiudere definitivamente i battenti. L’arrivo del freddo, oltretutto, ha fatto crescere il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò sta determinando un incremento di consumi di carburante, con il relativo aggravio nella gestione delle aziende.
Per questa ragione, la Cia ribadisce l’esigenza non solo della reintroduzione ma anche dell’estensione del “bonus” gasolio per tutte le imprese agricole, in considerazione dei gravosi oneri produttivi e contributivi che sono costrette a sostenere. Ecco perché è fondamentale che un provvedimento “ad hoc” venga previsto del decreto “Milleproroghe” che ha iniziato il suo iter parlamentare. Come, del resto, è stato fatto nei confronti dei benzinai.
L’importante, comunque, è che si proceda con un intervento che sia compatibile con le norme Ue, evitando così un’ulteriore querelle come quella che, sotto la spinta della Commissione europea, ha provocato l’abolizione dell’agevolazione. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell’orto-florovivaismo e non solo.
D’altra parte, l’agevolazione -ricorda la Cia- fu introdotta per contenere i pesanti effetti del “caro-gasolio”, le cui quotazioni stanno attualmente registrando una nuova impennata e vanno ad incidere sulla gestione delle serre e delle altre imprese agricole.

Intesa Sanpaolo: emissione di strumenti innovativi di capitale

Intesa Sanpaolo ha lanciato oggi un’emissione di strumenti innovativi di capitale di tipo Tier 1 per un miliardo di euro destinata ai mercati internazionali.

Si tratta di un titolo di durata perpetua con facoltà di rimborso anticipato esercitabile da parte dell’emittente a partire dal 10° anno.
E’ inoltre prevista una call esercitabile a partire dal quinto anno, qualora l’implementazione delle nuove previsioni normative di attuazione della Direttiva CRDII lo consenta, e ad ogni data di pagamento degli interessi che cada al successivo quinto anno (data di reset).

L’emittente corrisponderà una cedola a tasso fisso pari a 9,5%, pagabile in via posticipata il 1° giugno di ogni anno a partire dal 1° giugno 2011 fino al 1° giugno 2016 (prima cedola corta dal 1° ottobre 2010 al 1° giugno 2011).
Tale cedola corrisponde al tasso swap a 5 anni rilevato al momento dell’emissione maggiorato di uno spread pari a 757 bps che rimarrà costante durante tutta la vita del prestito.
Qualora la facoltà di rimborso anticipato prevista per il 1° giugno 2016 ed ogni successiva data di reset non venisse esercitata, verrebbe rideterminata una nuova cedola a tasso fisso sommando lo spread originario al tasso swap a 5 anni da rilevarsi al momento del refixing. Tale nuova cedola annuale resterebbe fissa per i successivi 5 anni (fino alla successiva data di reset).

In aggiunta alle call quinquennali sopra menzionate i termini contrattuali prevedono una facoltà di rimborso anticipato a 102% esercitabile dall’emittente a partire dal 1° gennaio 2013 nel caso in cui i titoli non risultino più computabili come capitale Tier 1 per almeno il 75% del loro valore nominale (“Regulatory Call”).

Il prezzo di riofferta è stato fissato in 100%.

La data di regolamento è prevista per il 1° ottobre 2010.

I tagli minimi dell’emissione sono di Euro 50 mila e multipli.

Il titolo non è destinato al mercato retail italiano ma ad investitori professionali e a intermediari finanziari internazionali, e verrà quotato presso la Borsa di Lussemburgo oltre che nel consueto mercato “Over-the-Counter”.

I capofila incaricati della distribuzione del titolo sono Banca IMI, BofA Merrill Lynch, HSBC, Morgan Stanley e Société Générale.

I rating già assegnati al debito a lungo termine senior di Intesa Sanpaolo sono: Aa2 da Moody’s, A+ da Standard & Poor’s e AA- da Fitch.

Fitch alza il rating su MPS Gestione Crediti Banca

Fitch Ratings ha alzato i rating di MPS Gestione Crediti Banca (MPSGCB) come Special Servicer italiano sui mutui ipotecari residenziali e commerciali come di seguito indicato:

Rating di ‘Special Servicer sui mutui residenziali in Italia’: da ‘RSS2-‘ a ‘RSS2’;
Rating di ‘Special Servicer sui mutui commerciali in Italia’: da ‘CSS2-‘ a ‘CSS2’;

Di seguito, parte del comunicato stampa ufficiale di Fitch.

“Il miglioramento dei rating si basa sull’ulteriore consolidamento della struttura organizzativa cui MPSGCB ha dato corso negli ultimi 12 mesi, con un potenziamento complessivo in termini di efficienza e controllo operativo. La società continua a gestire la rete legale esterna ad un livello comparabile a quello dei pari competitor soggetti a rating e a mantenere i costi legali complessivi ad un livello inferiore del 28% rispetto a quanto preventivato a budget.

I rating riflettono inoltre il forte supporto garantito dalla capogruppo, Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS, rating ‘A’/Stabile/’F1’).
Nel 2009 MPSGCB ha portato a termine con successo Il trasferimento di portafoglio conseguente all’acquisizione di Banca Antonveneta (ANTV) da parte di MPS. Per quanto l’esposizione ad un portafoglio consistente continui ad essere una sfida, Fitch ritiene che la fase iniziale di work-out sia stata gestita bene, come evidenziato dalla buona performance del portafoglio registrata negli ultimi 12 mesi.”