Category Archives: Dalle regioni

Aiuti anticrisi: proroga in Valle d’Aosta

L’Assessorato regionale al Bilancio, Finanze e Patrimonio della Valle d’Aosta  comunica che è stata programmata la proproga per la scadenza delle domande per richiedere, per l’anno 2011, gli aiuti previsti dalla legge finanziaria 2011/2013 per le famiglie meno abbienti: il bonus energia e l’ esenzione Tarsu. La nuova scadenza è stata fissata per il 15 giugno 2011. Le domande devono essere consegnate nei Comuni di residenza.

«Per permettere un rafforzamento della situazione economica dei nuclei familiari meno abbienti anche per il 2011 sono state riproposte le misure anticrisi avviate nel 2009. – spiega l’Assessore al Bilancio Claudio Lavoyer -. Dopo un’analisi del numero di domande finora pervenute, il Governo ha deciso di ampliare di un mese la raccolta da parte dei Comuni per andare incontro ai cittardini che non hanno ancora inoltrato l’istanza e che per farsi calcolare l’Isee si stanno rivolgendo ai CAF, in questo periodo già oberati per le dichiarazioni dei redditi».

Pertanto i nuclei familiari, che posseggono i requisiti posti dalla delibera della Giunta regionale n.434 del 27 febbraio 2009, avranno la possibilità entro il 15 giugno di presentare domanda per:
– il Bonus energia (diverso dal Bon de chauffage), di 300 euro, finalizzato all’acquisto o al pagamento di utenze di prodotti energetici per il riscaldamento dell’abitazione principale
– l’esenzione del pagamento della tassa di raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani e della tariffa per il servizio idrico integrato per l’abitazione principale.

Fondo sostegno affitti: boom di domande

Regione Lombardia punta a colmare la necessità di alloggi a prezzo calmierato a partire da un’analisi attenta non solo di quante case mancano, ma anche per quale tipo di domanda, identificando cioè coloro che ne hanno realmente bisogno.
Lo ha ricordato l’assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, intervenendo insieme all’assessore al Territorio Daniele Belotti, al Convegno di Cisl Lombardia, durante il quale è stata presentata una ricerca del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, che dimostrerebbe come nella sola città di Milano entro il 2018 potrebbero essere necessari 500.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Alla Tavola rotonda sono poi intervenuti anche il presidente di Federcasa Lombardia Loris Zaffra, quello dell’Anci Attilio Fontana e il segretario della Cisl Gigi Petteni.

A QUALI DOMANDE RISPONDERE – “La considerevole riduzione delle disponibilità finanziarie in ambito pubblico – ha notato Zambetti – ci impone di individuare con precisione i diversi bisogni, così da poter destinare in maniera mirata le risorse a chi si trova in condizioni più critiche e di disagio”. Con la recente crisi, infatti, il bisogno delle famiglie si è notevolmente acutizzato ed esteso anche a componenti della società che nel periodo precedente riuscivano autonomamente a fare fronte ai propri bisogni e aspirazioni di vita ed ora richiedono un aiuto. “Qualcosa significa – ha detto Zambetti – se il nostro bando per il Fondo sostegno affitti ha raccolto oltre 69.000 domande, 10.000 in più dello scorso anno. Vi faremo fronte con 50 milioni di euro”. “Analogamente – ha aggiunto – abbiamo destinato un contributo straordinario a chi ha perso il posto di lavoro o è stato sottoposto a sfratto esecutivo. E non abbiamo dimenticato chi deve comprare la prima casa, soprattutto le fasce più deboli”.

LA FASCE DI REDDITO – Zambetti ha anche fatto presente che in Lombardia il 18,5 per cento delle famiglie (circa 743.000) ha un reddito inferiore a 20.000 euro e il 22,2 per cento ha un reddito compreso tra 20.000 e 30.000 euro. Ovviamente, a seconda della composizione del nucleo familiare, in questo 40,7 per cento si collocano le maggiori difficoltà a far fronte alle spese per l’abitazione, spese che talora diventano insostenibili, poiché superano spesso un terzo del reddito. Ecco spiegato perché il mercato fa registrare un’eccessiva presenza di abitazioni a prezzo di mercato “che non ha contribuito a calmierare i prezzi” e, di contro, una notevole scarsità di alloggi a canone sociale o moderato.

PRESTO DISPONIBILI ALLOGGI A PREZZO CALMIERATO – I progetti regionali di riqualificazione dei quartieri e di recupero di aree degradate, finanziati con 800 milioni di euro, stanno eliminando il degrado abitativo e sociale di tante città e al contempo rendendo disponibili nuovi alloggi con prezzi calmierati. “Anche la recente approvazione dei progetti selezionati nell’ambito del Piano nazionale per l’edilizia abitativa (54 milioni euro complessivi) – ha detto ancora Zambetti – ha dato il via ad un programma di interventi che renderà disponibili in tempi rapidi circa 800 alloggi con le diverse tipologie di canone (moderato, convenzionato, concordato)”. Alcuni dei progetti riguardano, tra l’altro, alloggi già realizzati e invenduti, che verranno resi disponibili a prezzi più accessibili rispetto a quelli di mercato.

L’URBANISTICA – L’assessore Belotti, riflettendo sulla ricerca del Diap, ha ricordato che in Lombardia il 48 per cento del territorio è montano e che l’85 per cento degli abitanti si concentra, invece, sul rimanente 52 per cento. “Bisogna dunque agire – ha detto – consapevoli che va raggiunto un equilibrio nell’ottica di uno sviluppo che sia veramente sostenibile, che parta, ad esempio, dal recupero di aree o zone dismesse e dalla riqualificazione dei centri storici”. Per Belotti in questo processo vanno salvaguardati “territorio” appunto e “identità della comunità, perché questo è l’unico modo per scongiurare la ghettizzazione dei quartieri, evitando difficoltà a chi in quei posti è cresciuto”.

I costi dei lavori della metropolitana di Milano

Si è svolta a Palazzo Pirelli la riunione convocata dall’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, relativa al prolungamento della metropolitana M2 da Famagosta ad Assago.

Tutti i soggetti partecipanti hanno condiviso la necessità di concludere quanto prima i lavori e hanno sottolineato la gravità dello slittamento rispetto alla data prevista (e cioè il 23 gennaio) nell’accordo sottoscritto lo scorso 23 novembre. Il rinvio è avvenuto a causa di un errore nella realizzazione del cablaggio degli impianti di segnalamento.

La data definitiva dell’apertura del servizio della M2 ad Assago verrà comunicata al termine di un nuovo incontro fissato per il 25 gennaio: solo in quella data i tecnici di ATM e MM hanno assicurato di poter dare una data di avvio del servizio senza alcun margine di rischio.

I pagamenti alle aziende previsti dagli accordi per la fine di gennaio e il 5 febbraio verranno confermati solo dopo l’indicazione certa della data d’inaugurazione del servizio. È stato inoltre dato incarico a MM di riscontrare le responsabilità oggettive di questo ritardo e le sanzioni da irrogare.

“Le istituzioni devono essere credibili e quando indicano una data i cittadini devono poter contare su questa con certezza – ha affermato Cattaneo al termine dell’incontro – Per questo avremo una data certa quando i tecnici che hanno il dovere di indicare i termini previsti saranno in condizioni di prendere impegni sui quali assicurano tutte le garanzie fino alle estreme conseguenze”.

Dimissioni di un personaggio chiave, storico pilastro di ANCE Venezia

Ciro Liccardi, uno dei membri più rappresentativi, sceglie di passare dall’ “altra parte del tavolo”. E chiede aiuto, in questo difficile momento economico, per sé ed altre imprese.

43 anni, pilastro storico e figura di spicco da quasi vent’anni del mondo associativo veneto, venerdì 21 maggio Ciro Liccardi ha rassegnato le sue dimissioni dalle cariche di Vice Presidente, Consigliere di ANCE Venezia e di tutte le altre cariche da lui detenute.
Decisione sofferta, ma serena, dice Liccardi, maturata per due motivi: da un lato la volontà di tutelare quell’ANCE verso la quale da sempre nutre un profondo senso di rispetto al fine di “sottrarla a qualsivoglia possibile tentativo di suo strumentale coinvolgimento (beninteso, esclusivamente a livello di immagine)”, con i problemi della sua azienda di famiglia; dall’altro il bisogno assoluto di concentrarsi sull’azienda stessa, la Geo L.i.s.a. Fond S.r.l., investita in pieno, come tutte le imprese e le attività del settore edile e non solo, dall’attuale crisi economica.
Scenario di crisi connotato ma anche determinato da una serie di situazioni contingenti che Ciro Liccardi non esita a denunciare. Prima fra tutte la capacità, dimostrata dagli istituti di credito, di dileguarsi, non rispondendo alla difficoltà delle imprese e nascosti dietro “lungaggini burocratiche assolutamente incompatibili” con le necessità di risposte rapide; l’immobilità poi della pubblica amministrazione, che tra “competenza” e “convenienza” di fatto privilegia la seconda, preferendo fornitori disposti ad accettare pagamenti capestro, molto più dilazionati e al limite della vergogna. Contenimento dei costi, comprensione dei fornitori e dedizione del personale non possono, da soli, bastare: come non è sufficiente l’affiancamento di professionisti nella ricerca di possibili soluzioni, organizzate in un grande piano di ristrutturazione che purtroppo attende da tempo il pronunciamento del sistema finanziario.