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16.000 richieste di mutuo da coppie omosessuali

Nel 2011, il mercato dei mutui in Italia ha affrontato un periodo piuttosto problematico, diretta conseguenza della crisi economica che imperversa sul Paese ormai da vario tempo. Un dato molto interessante emerge tuttavia dall’ultima indagine di Mutui.it, che ha esaminato i preventivi calcolati dagli utenti del servizio nello scorso anno e ha scoperto che le richieste di mutuo avanzate da coppie omosessuali sono state ben 16.000. In realtà questa cifra rappresenta una percentuale bassa sul computo totale delle richieste, ma si tratta di un segmento di mercato significativo che non si può più trascurare, anche per il suo valore simbolico.

La tipologia di mutuo più ambita dalle coppie gay italiane è il finanziamento per l’acquisto della prima casa, che raggiunge il 65% delle domande totali, seguita dalla surroga (12%) e dal mutuo per ristrutturazione (7%). Un elemento fondamentale è l’importo medio richiesto per l’acquisto dell’abitazione, che si aggira intorno ai 190.000 euro (il 75% del valore dell’immobile) ed è sensibilmente più elevato rispetto alla media (+18%). Il motivo di questa differenza è semplice: le banche sono propense a concedere erogazioni più consistenti nel caso di mutui cointestati, e in presenza di garanzie maggiori i mutuatari possono ottenere più fondi per il proprio investimento.

Più nel dettaglio, il tasso più gettonato è il variabile, che colleziona il 51% delle preferenze, mentre il tasso fisso raggiunge il 37%. L’età media della coppia richiedente è di 40 anni, mentre la durata del finanziamento è generalmente superiore ai 25 anni. Gli uomini rappresentano la maggioranza: il 58% delle richieste arriva da coppie di sesso maschile, le donne si fermano al 42%.


Multe annullate alle banche: le motivazioni del TAR

Multe annullate alle banche: le motivazioni del TAR

L’Antitrust aveva comminato sanzioni per mancata applicazione del Decreto Bersani in ordine alla portabilità dei Mutui

Ciò che aveva indotto l’ Antitrust a comminare le sanzioni (per un totale di 10 milioni di euro) erano stati i comportamenti messi in atto da 23 istituti di Credito colpevoli di non aver garantito la portabilità dei mutui verso istituti che offrivano condizioni migliori. Alcuni “orientando il cliente a scegliere la piu’ costosa opzione della sostituzione”, altri costringendo i clienti a “pagare oneri non previsti dalla legge” violando “l’obbligo di diligenza professionale previsto dal codice del consumo, anche con informazioni incomplete e inesatte”.
Il TAR ha motivato la propria decisione sia non riscontrando nei comportamenti delle banche la presenza “di elementi univocamente indizianti la presenza di una pratica commerciale scorretta” sia sostenendo “l’originaria incompletezza delle indicazioni legislative, ma soprattutto la carenza di compiute indicazioni in ordine alle connesse modalità attuative”; cosa che “ha impedito alle banche di acquisire la necessaria e completa consapevolezza sulle condizioni suscettibili di dar luogo alla surrogazione del mutuo“.

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