I CDS, il greggio e la casalinga di Voghera

August 4, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: economia 


In questi mesi tumultuosi gran parte degli italiani si è ritrovata a dover cercare nuove acronimi, sigle asettiche, ma non per questo meno inquietanti. Improvvisamente gli italiani hanno preso coscienza che esistono delle agenzie di rating che possono decidere dei destini di un paese.
Per tacere poi della scoperta dei CDS e di scoprire che è possibile guadagnare, in alcuni casi anche tanto, scommettendo sul default, sul “fallimento”, di un paese. Insomma gli italiani hanno scoperto nella maniera peggiore i lati oscuri della “scienza triste” come, non impropriamente, è chiamata l’Economia.
E la discussioni sulla scientificità dell’Economia è sempre forte ed accesa; non poche persone infatti vorrebbero annoverare la stessa nella macrocategoria delle Scienze Umane. Ma lasciamo questi discorsi ai guru ed ai tassonomisti d’alto bordo e lignaggio e proviamo a ragionare un po’ più terra terra.
Se l’ormai celebre casalinga di Voghera non è in grado di capire derivati e future la stessa capisce bene che tanta parte della nostra economia è legata al prezzo dei carburanti, ossia, nella quasi totalità dei casi dal prezzo di benzina e diesel.
La casalinga sa che un aumento dei carburanti significherà non solo meno chilometri (a parità di euro spesi) con la propria utilitaria, ma altresì un aumento delle mele o del pesce, atteso che i costi logistici sono funzione diretta dei costi del greggio al barile.
Quello che verrebbe da chiedere è perché agli alti e bassi del greggio non corrispondono gli stessi alti e bassi nel prezzo. Verrebbe da dire che qualcuno sta facendo il furbo, che ne dite? Ma prima che la protesta monti veramente avremo speso un bel po’ di soldi.
Così va’ la vita nel mondo che ruota intorno ad una ben determinata fonte energetica, e dobbiamo farcene una ragione, perlomeno sinchè questa fonte non verrà sostituita da un’altra.
Ma poi, saremo al sicuro?
Voi che ne dite?

Dalle arance a sette centesimi al chilo inizia lo sfruttamento

January 14, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: economia 

E’ necessario rompere la catena dello sfruttamento che inizia con gli agrumi calabresi per la produzione dei succhi che vengono sottopagati appena 7 centesimi al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre sul mercato sono “spacciate” come Made in Italy bevande ottenute da prodotti spremuti ed importati da Paesi lontani senza indicazione in etichetta. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del sit in organizzato dall’Osservatorio migranti di Rosarno presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, nel sottolineare che va combattuto senza tregua il becero sfruttamento che colpisce la componente piu’ debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le imprese agricole oneste che subiscono la pressione di un contesto gravemente degradato dovuto ad un doppio furto, di identità e di valore, che subisce l’agricoltura italiana. Vengono immessi in commercio bevande “spacciate” come Made in Italy che contengono in realtà succhi spremuti da agrumi importati da paesi lontani mentre la produzione nazionale è sottopagata e rimane sugli alberi – denuncia la Coldiretti – che ad un anno dai tragici fatti di Rosarno ha organizzato nella città l’incontro “Non lasciamo sola Rosarno….coltiviamo gli stessi interessi” con la presenza tra gli altri dei sindaci della provincia di Reggio Calabria, dei rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale e di Associazioni del mondo ecclesiale, della Diocesi di Oppido-Palmi e di Mamma Africa. Con la trasparenza e la legalità si può spezzare la catena di sfruttamento che sottopaga il lavoro e il suo prodotto come dimostrano – continua la Coldiretti – i tanti esempi virtuosi presenti nelle campagne italiane dove lavorano regolarmente circa 90mila immigrati extracomunitari, dei quali circa 15mila con contratti a tempo indeterminato, che contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire il successo del Made in Italy alimentare nel mondo. Per questo su un territorio che puo’ offrire grandi opportunità di crescita e lavoro va garantita la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che – conclude la Coldiretti – ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune.

Economia e politiche sociali in Sardegna

April 8, 2010 by admin · Leave a Comment
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La Giunta regionale – su proposta dell’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale, Antonello Liori – ha stanziato 30 milioni di euro per le azioni di contrasto alla povertà. La somma sarà trasferita ai Comuni per la realizzazione delle azioni attraverso tre linee di intervento:

1) sussidi a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà;

2) contributi, in misura non superiore a 500 euro mensili, per l’abbattimento dei costi dei servizi essenziali (gas, luce, acqua ecc), a favore di persone e nuclei familiari con reddito pari alla soglia di povertà calcolata secondo l’Indice della situazione economica equivalente (Isee);

3) sussidi di massimo 800 euro mensili per lo svolgimento di servizi utili alla comunità, riconoscendo il diritto delle persone che vivono in condizione di povertà e di esclusione sociale a condurre una vita dignitosa ed a svolgere un ruolo attivo nella società.

Sarà ripartita tra i Comuni secondo il seguente criterio:

- 35% in parti uguali;

- 35% sulla base del numero degli abitanti residenti;

- 30% sulla base del numero dei disoccupati risultanti alla data del 31 dicembre 2008.

Un intervento che nel 2009 ha dato risposta alle necessità di oltre seimila nuclei familiari e che per il 2010, designato anno della lotta alla povertà dalla Commissione europea, è stato quindi riconfermato. “Nell’ambito di un modello di politiche sociali volto alla realizzazione di una comunità che sappia ‘prendersi cura’ delle persone in difficoltà, per conseguire il miglioramento della condizione di benessere dei cittadini e assicurare l’accesso a beni, servizi e opportunità di sviluppo – ha sottolineato l’assessore Liori – è necessario programmare interventi integrati di politiche sociali e del lavoro, che abbiano significative ricadute in campo sociale, lavorativo, scolastico e abitativo. Si tratta di un urgente e improcrastinabile intervento che consente di dare risposte adeguate alle famiglie e alle persone prive di reddito, in condizioni di accertata povertà, garantendo prioritariamente l’abbattimento dei costi dei servizi essenziali.”
Oltre i 30 milioni, la Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di altri 940.747 euro, che verranno destinati per un contributo di 1.000 euro alle famiglie con almeno 4 figli a carico.

Economia 2010

January 8, 2010 by admin · Leave a Comment
Filed under: economia 

Per le previsioni di economia 2010 gli ottimisti battono i pessimisti.
Per quasi quattro italiani su dieci (39 per cento) l’ economia 2010 crescerà significativamente anche se il 29 per cento ritiene che rimarrà la stessa situazione, mentre per il 22 peggiorerà e il 10 per cento non lo sa. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione dei dati Istat sulle condizioni economiche degli italiani, sulla base dell’indagine Deloitte che evidenzia che i cittadini italiani si dimostrano essere i tra i piu’ ottimisti in Europa insieme agli svizzeri e ai portoghesi anche se una ripresa di fiducia è evidente in tutti i Paesi in Europa e nel mondo.

Gli italiani ottimisti sull’andamento dell’ economia 2010 superano – sottolinea la Coldiretti – i pessimisti di ben il 17 per cento con un netta inversione di tendenza rispetto allo scorso anno in cui i cittadini con una previsione negativa prevalevano di ben il 32 per cento quelli con una visione positiva.

Se ci sarà una ripresa economica il prossimo anno, il 58 per cento degli italiani spenderà per gli alimentari come prima della crisi, il 17 per cento più di prima e il 19 per cento meno di prima, mentre è indeciso sul da farsi il 6 per cento degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Swg svolta nell’ottobre 2009.

i tratta di una tendenza che è confermata dai primi segnali positivi sui consumi a tavola delle famiglie italiane che fanno segnare – sottolinea la Coldiretti – un timido aumento dello 0,4 per cento in quantità nei primi nove mesi dell’anno, secondo i dati Ismea ac Nielsen. Un risultato importante per la ripresa economica generale poiché quasi un euro su quattro – conclude la Coldiretti – si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all’anno, dei quali 144 a casa e 71 per mangiare fuori.

Via: www.coldiretti.it


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