
Il 24 giugno è stata una giornata molto particolare per le borse: in seguito al risultato del referendum sulla Brexit, infatti, si è registrato un vero e proprio terremoto che ha portato al crollo di alcune valute, in particolare della sterlina inglese.
La conseguenza della Brexit è stata che molti investitori si sono rivolti verso l’oro. Il risultato di questa corsa all’oro è stato un rialzo del prezzo del metallo nobile, che ha raggiunto valori che non si registravano da tempo.
Ma come comprendere il legame che unisce i mercati e gli andamenti del prezzo dell’oro? Quando si ragiona in termini di mercato e di quotazione oro, è fondamentale ricordare che questo metallo viene considerato un bene rifugio per cui, nel momento in cui si verificano crolli in borsa, gli investitori vedono nell’oro l’unica possibilità di risollevarsi, restando a galla in caso di crisi monetaria.
Il caso che si è verificato a seguito della Brexit è, possiamo dire, un classico nel mercato valutario e dell’oro: il forte rialzo iniziale si è subito riequilibrato ma comunque, a oltre un mese dal referendum inglese, la quotazione dell’oro resta più alta di quello precedente la Brexit, oscillando su valori intorno ai 1346 dollari all’oncia (equivalenti a circa 38-39 euro al grammo).
Naturalmente non è facile comprendere quali possano essere gli andamenti del prezzo dell’oro nel prossimo futuro. Se da un lato, infatti, si può ipotizzare che nel medio termine, ossia fino novembre-dicembre 2016 il valore dell’oro possa restare costante e mantenere valori più alti rispetto a quelli ai quali si era abituati prima della Brexit, comprendere cosa succederà a partire dal gennaio 2017 può essere più complesso, soprattutto se si pensa che non è stata solo la Brexit ad incrementare la quotazione dell’oro, ma anche e le contemporanee variazioni degli andamenti dell’economia americana e dei mercati cinesi. Infatti, la sterlina non è stata l’unica valuta a subire un forte calo e a portare gli investitori inglesi a puntare all’oro: anche la valuta cinese ha subito un indebolimento e, di conseguenza, molti investitori cinesi si sono rivolti al metallo nobile, contribuendo alla crescita della sua quotazione.