
Quando si è automobilisti uno degli incubi più frequenti e che fa più paura degli incidenti è la scadenza della polizza assicurativa. Ogni anno, puntuale come il freddo a Natale arriva la scadenza e ogni volta, c’è qualche aumento indesiderato. Anche se nei 35 anni di patente non avessimo causato un solo sinistro stradale perché l’auto non è stata guidata perché la benzina costa troppo ci tocca pagare l’assicurazione vecchia compresa la nuova tassa dell’anno (ogni anno c’è una tassa nuova, dai nomi più disparati), chiedere il perché della tassa è inutile, nel migliore dei casi vi risponderanno con la classica scusa della crisi. E adesso che fare? Semplice e banale, mettere la mano al portafoglio e pagare.
Però, non tutti sanno che la Ivass, cioè l’ente italiano che tiene sotto controllo le aziende assicurative ha rilasciato in un suo documento un obbligo a tutte le aziende assicurative che prevede che il premio debba essere decrementato secondo un indice percentuale (che deve essere indicato sul contratto) nel caso in cui non si facciano incidenti durante tutto l’anno. Inoltre, un’altra cosa che pochi assicurati sanno è che nel caso ci siano degli aumenti nel piano tariffario dell’azienda assicurativa, la stessa azienda è obbligata ad avvisare il cliente con trenta giorni di anticipo affinché egli decida se restare o cambiare tipo di polizza (e anche agenzia assicurativa!).
Molto spesso le agenzie fanno le furbe e né avvisano né diminuiscono la somma del premio nel caso non fossero stati fatti incidenti. Che fare allora? Bisogna assolutamente fare un reclamo all’ente che si occupa della gestione delle regole assicurative: Ivass appunto. Il reclamo può anche essere fatto telefonicamente e i numeri e gli indirizzi dell’agenzia possono essere trovati direttamente sul loro sito web.