Brutta chiusura per la Borsa di Tokyo : incidono le vendite su semiconduttori

Nella Borsa di Tokyo si continuano a registrare brutti risultati negativi. La prima seduta settimanale si è situata già su terreno negativo. E’ proprio la grande paura , correlata alla crisi finanziaria europea ad incidere negativamente sulle borse. Intanto gli occhi sono puntati sul voto di questa settimana, che sarà dato dal Parlamento greco, sul nuovo piano di austerità che interesserà tutta la Grecia. Il Nikkei ha perso, in chiusura, l’1,04% a 9.578,31 punti, e l’indice Topix lo 0,91% a 825,64 punti. Mattia Ciancaleoni , di Citigroup , ha commentato tali fatti sostenendo che , purtroppo, la questione greca pone serie limiti ai mercati e alla crescita dei tassi di interesse nei mercati emergenti. Ciancaleoni ha dichiarato, poi , che tale clima ha determinato una forte sfiducia negli operatori. Le vendite sul comparto semiconduttori, poi, non incidono in modo positivo, vista la flessione di venerdì a Wall Street di Oracle, che è il terzo leader mondiale del settore, in seguito ai risultati pessimi in confronto alle attese. Tokyo Electron ha perso in chiusura lo 0,9%, Advantest il 2%. C’è stato, invece, un lieve miglioramento per i titoli bancari, dopo un avvio caratterizzato dal segno negativo. Bene Sumitomo Mitsui Financial Group , che ha chiuso con un rialzo dello 0,2%.
Libro economia: Wall Street, La stangata

Presentazione del libro, Wall Street: La stangata. Cosa abbiamo imparato per non perdere più soldi
di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini – 18 gennaio 2010, ore 17.30, Fondazione CUOA, Villa Valmarana Morosini, Altavilla Vicentina (VI)
LA SCHEDA DEL LIBRO
Wall Street: La stangata
Cosa abbiamo imparato per non perdere più soldi
di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini
La crisi economica e finanziaria è stata devastante e molto, in proposito, è stato scritto. Nonostante ciò non è ancora chiaro cosa sia davvero successo. Gianfilippo Cuneo, uno dei consulenti d’impresa più conosciuti e ora gestore di fondi d’investimento, risponde alle domande di Fabio Tamburini, direttore dell’agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor, sul crollo del capitalismo finanziario e sui peccati capitali commessi dalle principali banche d’affari, dalle agenzie di rating, da revisori, autorità di controllo e dai cosiddetti consiglieri indipendenti.
Quali sono limiti e opportunità del capitalismo famigliare nel contesto di crisi attuale e in prospettiva?
Quali gli errori, le omissioni e gli eccessi dei fondi di private equity? Tale «industria» ha ancora un futuro?
E ancora: come si spiega il fallimento clamoroso dei gestori del risparmio? Perché hanno sbagliato?
E, soprattutto, quali insegnamenti può ricavare il risparmiatore in un contesto economico di bassa crescita e crisi ricorrenti?
Qual è il bilancio della stagione delle privatizzazioni? Quali sono state le occasioni mancate e gli errori fatti?
Vengono analizzate, infine, le opportunità che nascono dalla crisi: come conviene muoversi, quali sono le difficoltà da superare e i rischi che si corrono, come si devono gestire le aziende nel contesto di una situazione che durerà anni.
Gianfilippo Cuneo lo dice a Fabio Tamburini in Wall Street: La stangata
“Le virtù del capitalismo anglosassone sono state celebrate a lungo perché ha vinto il mito delle grandi corporation che seguono le regole del profitto e del mercato ma la realtà, andando a scavare dietro la facciata, era ben diversa.“
“I falsi in bilancio continuano a pesare. C’è tutto un mondo, dietro alle quinte dei numeri ufficiali, che non si conosce e che a volte risulta sorprendente perfino agli addetti ai lavori.”
“L’industria del risparmio è finita a pezzi dimostrandosi qual è, e cioè una industria per lo sfruttamento del risparmio.“
“Il peccato capitale è stato dei banchieri, che hanno smesso di fare il loro mestiere: calcolare il rischio dei finanziamenti e prestare i soldi in base alla capacità delle imprese di ripagare il debito. Invece hanno preferito seguire logiche puramente speculative per ottenere profitti sempre più elevati .”
L’EVENTO
A seguire un dibattito sugli effetti e gli orizzonti aperti dalla crisi economico-finanziaria.
Partecipano alla tavola rotonda, oltre agli autori del libro, il Presidente della Fondazione CUOA Vittorio Mincato e il Presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin.
